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Android SDK: già disponibili le librerie per Jelly Bean

Roberto Orgiu

 

Android 4.1 è stato da poco annunciato, ma Google non ha perso tempo e ha rilasciato subito le nuove librerie, giunte ormai alle API 16, accompagnate dagli strumenti e dai Platform Tools, entrambi aggiornati.

Ma cosa cambia con Jelly Bean?  Abbiamo già affrontato il tema delle nuove notifiche, ma gli sviluppatori hanno tenuto qualche chicca per gli eventi specialistici per sviluppatori: pare infatti che siano presenti alcune nuove d interessanti funzioni che riguarda l’ormai celebre status bar; la prima di esse è la possibilità per i developer di decidere la priorità della propria notifica, andando di fatto ad abbandonare il concetto di on going; la seconda deriva direttamente da quest’ultima novità ed è l’implementazione delle notifiche nascoste, che non appariranno nella barra di stato, ma solamente una volta tirato giù il menù a tendina; la terza riguarda invece gli utenti finali, che potranno decidere di disabilitare le notifiche di ogni singola applicazione tramite delle comode checkbox mentre l’ultima riguarda la possibilità di aprire le informazioni dell’applicazione effettuando un long press sulla relativa notifica, in modo da conoscere i dati del software che l’ha lanciata.

Google ha rilasciato diverse altre migliorie, soprattutto per quanto riguarda le librerie dedicate, che vedranno l’introduzione di diverse agevolazioni, come la possibilità di creare animazioni più fluide richiamando l’accelerazione hardware in maniera semplice, la gestione degli eventi prima e dopo l’animazione e l’introduzione di uno stack apposito e modificabile per permettere una navigazione tra le Activity più guidata.

Durante l’ultimo What’s new in Android? gli sviluppatori hanno inoltre rivelato che sarà presente un controllo della temperatura della CPU implementato nel nuovo sistema operativo e sarà dipendente dal telefono (sperando che non vada a tardare l’aggiornamento a Jelly Bean), si sono preoccupati di inserire getter e setter per tutte le impostazioni che si potevano modificare solo dall’XML (ora si potrà fare anche da codice Java) e hanno inoltre modificato la lettura delle memorie esterne, che potranno essere utilizzate tramite un apposito permesso (non è ancora obbligatorio, ma lo sarà nelle prossime release).

Altre modifiche vano invece a toccare la clipboard, che ora non conterrà solamente il testo, ma ne potrà conservare lo stile, andando di fatto a funzionare come quella dei sistemi operativi desktop, arricchendosi della gestione del rich text.

Un’altra importante funzione che vale la pena segnalare (anche se non è ancora infallibile) è una funzione del ConnectivityManager, che ci avviserà se la rete cui siamo connessi è a soglia di traffico o meno.

Per quanto riguarda gli strumenti, Google sta pianificando un abbandono dell’ormai famoso DDMS a favore di un più comodo e potente Device Monitor.

Sembra proprio che ci siano parecchie cose in pentola, ora l’unico dubbio è capire quali dispositivi potranno cibarsi della caramelle gommose.

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