| 15 giugno 2012 | 82 Commenti

Editoriale: Sviluppare su Android conviene?

La risposta alla domanda nel titolo, molto probabilmente, dovrà darsela ogni sviluppatore al momento di decidere per quale piattaforma sviluppare, ma sappiamo già che, per lo meno dal lato economico, l’App Store di Apple è più redditizio; tutti gli studi confermano che gli utenti iOS sono più propensi a spendere per le applicazioni: perché?

Guardandola dal lato pratico le ragioni sono molteplici, la maggior parte delle quali legate al marketing:

  • iOS è più smart: nelle strategie pubblicitarie, Apple punta tutto sul concetto di app, tant’è che parlando con chiunque sia al di fuori del mondo specialistico, la parola richiama subito alla mente l’iPhone e i suoi programmi. Se riesumiamo dai ricordi una delle pubblicità dell’iPhone 4, per 20 secondi (sui 30 della durata totale) è stato mostrato il telefono scaricare e installare un software con estrema facilità. Certo, si fa anche su Android, ma a nessuno di voi è mai capitato di dover dire ad un amico che l’icona a forma di borsa della spesa di carta è un negozio virtuale di applicazioni? Senza contare che all’accensione del dispositivo Apple chiede di collegare una carta di credito (è vero, si può saltare la procedura, ma intanto c’è), mentre su Android abbiamo dovuto attendere Ice Cream Sandwich per avere un servizio del genere, e Android 4 è presente sul 7% dei dispositivi, praticamente tutti di fascia alta, mentre i telefoni entry-level hanno quasi tutti Gingerbread (che ha una procedura un po’ diversa per associare una carta di credito), e sono comunque i più diffusi, basta pensare ai vari Galaxy Ace e Next, HTC Wildfire e gli altri piccolini, mentre iOS è disponibile su tutti i device Apple, iPod touch inclusi.
  • Android è tuttora il grande sconosciuto: quasi tutti hanno ormai sentito parlare del sistema operativo di Google, ma la maggior parte si accorge di avere il robottino verde sotto mano solamente dopo averlo comprato, e di questo si deve ringraziare il venditore, molte volte, che alla richiesta di un nuovo telefono a basso costo propone un bel droide e una volta arrivati a casa si inizia a scoprire questo nuovo mondo, ma spesso ci si ferma lì. Personalmente, mi è capitato di accompagnare un amico a comprare uno smartphone: era propenso per l’iPhone, perché “è l’unico che ha le app”. Nulla di più falso, ma di Android sapeva giusto le generalità, come se Google avesse firmato un permesso e apposto la sua firma. Alla fine, è comunque uscito contento con il suo robottino verde e tanti soldi risparmiati.
  • Apple è il posto dove si crea il progresso: sì e no. Se dobbiamo valutare il mero avanzamento tecnologico, non possiamo dimenticare che solo Google ha degli occhiali che sembrano usciti da un film di fantascienza, e nessun liquid metal può colmare questo divario, ma i pubblicitari di Cupertino sono indubbiamente un passo avanti. Guardiamo le home page del Google I/O e del Worldwide Developer Conference di Apple. Dal lato software, quella di Mountain View ci lascia senza fiato con la pallina che fluttua e la consapevolezza che non è Flash. Ma siamo abituati ai Doodle e resistiamo all’impulso di stare imbambolati a guardarla e giocare a costruire i percorsi per quella sfera. Se apriamo quella made in Cupertino non vediamo nulla di tutto questo, solo un enorme link che ci avvisa che la “settimana che tutti noi stiamo aspettando” è quella del WWDC. Sembra l’eterna lotta tra il nerd e l’hipster e, per quanto sia convincente l’argomentazione JavaScript di Google, Apple ti fa sentire a casa e parte di un progetto importante. Diamo un’occhiata alle pagine relative ai sistemi operativi: guardando il sito di Android, per prima cosa ci troviamo il video di un carillon che ci spiega che il Play Store ha un’interfaccia web comodissima. Vero, ma il 95% delle persone ha visto i primi 5 secondi e ha cambiato pagina, continuando ad ignorare le caratteristiche a dir poco innovative introdotte da Google. Se ci spostiamo sulla pagina di iOS 6, Tim Cook ci informa che il nuovo sistema operativo “porterà i nostri iDevice su un altro pianeta“, che poi le effettive novità siano inconsistenti, prese da altri sistemi operativi o piccole chicche nate da buone idee, poco importa. In fin dei conti, Google sta oggettivamente creando la maggior parte del progresso, ma Apple lo vende molto meglio.
  • XCode è più facile da installare. Incontestabile. Effettivamente, andarsi a cercare il setup dell’SDK di Android relativa alla propria piattaforma, scaricarlo e installare le versioni delle API che ci interessano, scaricare Eclipse, andare ad aggiungere il repository per avere il plugin ADT può essere snervante, ma dobbiamo contare una cosa: Eclipse lo si può usare ovunque ed è universalmente riconosciuto come ambiente di sviluppo, si integra con dozzine di linguaggi di programmazione e ambienti di test diversi ed è facile da usare. Si può dire esattamente lo stesso per XCode? Basta pensare alla trafila per ottenerlo (e al Mac OS X aggiornato all’ultima versione necessario ma non sufficiente) per rendersi conto che non è poi così migliore. Sull’emulatore possiamo ancora discutere, ma per fare il deploy sul proprio telefono non è necessario essere iscritti al Play Store e non serve alcun certificato finchè non si decide di esportare il progetto e metterlo sul nostro account market.
  • I market alternativi sono più facili da installare su Android. Nota dolente, a dir poco. Sul robottino verde, basta attivare l‘installazione da sorgenti sconosciute per installare un APK non preso dal Play Store, senza bisogno di root, recovery o tool vari, su iOs ogni software riconduce all’App Store e per avere un market alternativo, si deve procedere con il JailBreak del proprio dispositivo, invalidando la garanzia e inimicandosi Apple, cosa che spaventa la maggior parte degli utenti più della possibilità di installare qualcosa che potrebbe danneggiare il telefono. Dal punto di vista di uno sviluppatore, questo è chiaramente un grosso segno rosso su Android: la possibilità di vedere la propria app crackata è molto più alta e questo perché Google ha lasciato all’utente la libertà di scegliere cosa installare sul proprio dispositivo, ma siamo certi che a Mountain View non intendevano assolutamente favorire il mercato nero delle idee altrui. Dobbiamo quindi dedurre che faccia bene Cupertino a limitare in tutto e per tutto un telefono che compriamo con soldi che di bloccato non hanno nulla? Forse sarebbe meglio fare un esame di coscienza e pensare che a noi quell’euro dell’applicazione non pesa, ma convince lo sviluppatore a rimanere su Android per guadagnarsi da vivere perchè, senza developer, nemmeno un robot può sopravvivere.

Come possiamo notare, l’ultimo punto è chiaramente quello che fa pendere l’ago della bilancia dalla parte sbagliata del ring, ma è davvero così da furbi cadere in questi tranelli pubblicitari o installare store alternativi solo per non spendere quei centesimi che uno sviluppatore chiede in cambio del suo lavoro? Sarebbe come se i clienti si portassero i pop-corn da casa (si portano anche di più, a volte) quando vengono al cinema dove lavoro: mi darebbe non poco fastidio e non sarebbero nemmeno caldi, oltre a dimezzarmi lo stipendio. Forse è ancora troppo radicata l’uguaglianza tra informatica e magia. Un’altra cosa errata. Un programma è frutto di pensiero, mani che si muovono e molto probabilmente occhi arrossati per via delle ore passate davanti ad interminabili sequenze di Java. E per tutte quelle ore sono richiesti pochi centesimi, tanto che nelle tasche di uno sviluppatore qualunque finisce una paga oraria alquanto scarsa. E per gli sviluppatori, non è molto più bello il Java dell’Objective-C?

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Categorie: Inchiesta

  • http://twitter.com/FeniceSoftware Fenice Software

    Sono uno sviluppatore android ho sviluppato una piccola app di realtà aumentata AR Camera 3D… dopo un anno esatto posso dire che ho solo avuto la soddisfazione di vedere la mia app scaricata da più di 250.000 utenti… ma per i guadagni niente… ed ho ricevuto critiche soprattutto da utenti con smartphone di fascia bassa (in questo caso sono le librerie 3d di base che non vanno)… il problema della frammentazione di android mi ha poi incollato alla sedia per risolvere problemi che nel mio Galaxy S non c’erano.

    • Antonio_lovy

      Non usi pubblicità in-app?

    • http://www.m-e-s-h.it/ Nico

      250k utenti e 0 guadagni? Cosa mi sono perso?

      • http://twitter.com/FeniceSoftware Fenice Software

        250.000 download nella versione free

        • http://www.m-e-s-h.it/ Nico

          Si ok, mi chiedevo solo come non ti avesse resto nulla nonostante l’alto volume di download e la pubblicità che supponevo vi avessi inserito

    • Sonic Legend

      Scusami ma ho cercato la tua app sul market android e oltre alla versione gratis che come hai detto tu ha un numero di installazioni pari a 250.000 utenti (sul market dice numero installazioni compreso tra 100k e 500k) hai anche una versione a pagamento (1.56€) che è stata scaricata più di 1000 volte quindi credo che tu abbia anche guadagnato qualcosa..

  • Lorenzo R.

    ho recentemente fatto un programma per android molto semplice per la tesina di 5°. Devo dire che non ho trovato così tragico il primo impatto con java,e nemmeno l’XML. Il vero problema è stato eclipse,che mi ha dato davvero troppi problemi. Spero vivamente che Google crei un ambienti apposito per programmare per android,molto più ottimizzato di quella chiavica di programma open source

    • http://www.m-e-s-h.it/ Nico

      Non so di quali problemi nello specifico stai parlando e concordo sul fatto che Eclipse non sia il più user friendly dei programmi, ma stai parlando di uno degli IDE più usati ed apprezzati, che prima di essere una “chiavica” ce ne corre…

      • Lorenzo R.

        su 3 computer su tutti e 3 lavorare all’XML passando da visuale a testo era impossibile,o solo visuale o solo testo. A questo ci va aggiunto un bug delle api con XML:
        in pratica per non far apparire i suggerimenti da tastiera ho dovuto rendere il campo di tipo password visibile,visto che l’attributo “non duggerire” (non mi ricordo il nome preciso) non c’era verso di farlo funzionare!

        • http://www.facebook.com/giancarlo.fissore Giancarlo Fissore

          Io ho la tua età e programmo per piattaforma Android da 2 anni. Sinceramente credo che Eclipse sia un ambiente eccezionale, ma forse sarà perchè provengo da gedit e non da Visual Studio…

          • Pietro Bonanno

            Garantisco che Eclipse, per uso professionale con Java, é un ambiente eccezionale. Esistono varie diatribe rispetto a VS, ma in realtà un vero vincitore non é emerso. E’ vero anche che VS é un ambiente integrato che punta dritto a uno scopo, mente Eclipse é una piattaforma a plugin, e tende a essere meno coeso

      • AspxTM

        concordo :)

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1506605402 Andrea Micheletti

    Quindi alla fine il grosso problema sarebbe la pirateria, mi pare di capire…

    Tuttavia sbaglio, o quando si installano app da market alternativi, compare poi subito il messaggio che ci avverte della mancanza della licenza, bloccando così l’applicazione?

  • http://www.facebook.com/dario.gargioni Dario Gargioni

    Diciamolo apertamente, il punto di forza/svantaggio di Android attualmente è che le app si reperiscono facilmente in tanti modi e si installano facilmente senza bisogno di jailbreak o root rispetto ad altri OS.
    Faccio una domanda: sarebbe ancora cosi popolare Android, se la gestione delle app avvenisse come per iOS o Windows Phone?
    La risposta è scontata e banale! I grossi numeri di Android derivano anche da questo fattore, ma molti possessori di device Android si vedessero sfumare all’istante la possibilità di reperire per vie trasverse app e installarle senza problemi app aldifuori dello store ufficiale, Android e i suoi device inizierrebbero a mettersi sotto un altra luce che non brilla più…
    La realtà è proprio questa e per uno sviluppatore è ovvio che si dedica di più su un reparto più chiuso, sicuro e remunerativo. Poi non bisogna lamentarsi se le app sono più scarse qualitativamente rispetto agli altri store e dedicano molto più tempo per creare app su altri lidi. Se uno sviluppatore sa benissimo che non incasserà nulla o quasi per la sua app (oltre che non ha un ambiente di programmazione facile) ovvio che dedica poco tempo, cura e denaro.

    • Lorenzo R.

      Android vende tanto per via del prezzo inferiore. Il fatto che si possano installare app fuori dal market di sicuro non è un fattore decisivo per me

  • http://twitter.com/DavideBrutti Davide Brutti

    Le app gratis con la pubblicità vendono e con un buon traffico fanno un discreto guadagno, per quelle a pagamento se l’utente vede che il prezzo merita il servizio le comprerà sicuro come ho preso subito Max Payne per Android visto l ottimo prezzo all’ uscita !

  • Roberto Orgiu

    @twitter-274001144:disqus @twitter-392152009:disqus @Antonio_lovy:disqus la pubblicità… si e no, personalmente l’unica con cui si guadagna qualcosa che superi i pochi centesimi è MobFox… per app come Max Payne, GTA, ecc ci

    @facebook-1518774641:disqus Android è comunque un ottimo sistema, però c’è da dire che dal punto di vista dello sviluppatore (e di quello si parla nell’articolo) le app prese per vie traverse ammazzano il mercato…

    @facebook-1506605402:disqus dipende dall’app stessa e dalle impostazioni che le dai quando la scrivi e la pubblichi sul market :)

    @google-68cd8e602dc3d3521accfe5c4f597271:disqus concordo con @NicolaLigas:disqus … quasi :D Sarà che ormai ci ho fatto l’abitudine, ma quando sono passato ad Eclipse non ho avuto problemi, mi sembra anzi che sia tra i più semplici e completi mai scritti… e non mi stupisco che anche Google lo usi. Uno che non è user-friendly è Textpad, che oltre a questo è molto più limitato di Eclipse e si paga o.O E dando un occhio a Visual Studio o Xcode non mi sembrano così diversi…

    • http://www.facebook.com/profile.php?id=1506605402 Andrea Micheletti

      Ma allora mi sorge spontanea una domanda…

      Se gli sviluppatori vogliono (giustamente) trarre guadagno e non vedere vanificato il proprio lavoro, perchè non inseriscono sempre queste impostazioni di controllo che hai citato…?

      • http://profiles.google.com/ungrullo Fabrizio Alberti

        Perché non ci pensano…..

      • http://profiles.google.com/ungrullo Fabrizio Alberti

        Perché non ci pensano…..

  • theprov

    Ho un incubo ricorrente: un giorno disabiliteranno la possibilità di installare apk su android. Mi butto dalla finestra con la rincorsa….

    • http://peppeuz.wordpress.com peppeuz

      Vanne proprio fiero di questo tuo pensiero, eh…

      • theprov

        Tutti sviluppatori affamati e onesti, outenti integerrimi che pagano tutte le app e non scaricano niente…

        Io forse sarò un ladro, ma molti sono ipocriti….

        • StriderWhite

          il problema è che se tutti fanno come te, alla fine non ci saranno nuovi apk da scaricare…
          qui nessuno dice che non scarica proprio nulla, ma del resto non pagare proprio nulla mi sembra un brutto segno di inciviltà, nonchè un brutto specchio della società intera!

        • usagisan

          Non mi pare una giustificazione, comunque.

          • theprov

            Certamente.

        • http://profiles.google.com/ungrullo Fabrizio Alberti

          Guarda la trave che hai nel tuo occhio prima di accusare gli altri. Quello che tu vuoi fare si chiama furto. Il resto sono solo chiacchere.

        • Pietro Bonanno

          Io non ho la coscienza pulita, ma non mi sogno di usare app craccate sul cell. Primo perché in genere i prezzi sono ridicoli, ma anche perché rischi di tirarti dentro chissà quale mer&a

    • quiro91

      per me la libertà è indispensabile, è stata uno dei criteri di scelta più importanti quando ho scelto di comprare uno smartphone Android. Ma libertà non significa libertà di rubare perché nessuno ti vede. A questo punto spero venga implementato un sistema di controllo all’interno di Google Play che risolva il problema. Abbiamo uno store ricco di applicazioni, anche gratuite, non c’è bisogno di crackare nulla

    • quiro91

      per me la libertà è indispensabile, è stata uno dei criteri di scelta più importanti quando ho scelto di comprare uno smartphone Android. Ma libertà non significa libertà di rubare perché nessuno ti vede. A questo punto spero venga implementato un sistema di controllo all’interno di Google Play che risolva il problema. Abbiamo uno store ricco di applicazioni, anche gratuite, non c’è bisogno di crackare nulla

      • Antonio_lovy

        D’accordissimo con te! pur bramando alcune app a pagamento non ho mai avuto la tentazione di trovare il rispettivo apk; basta attendere apposite promozioni e con poco si supportano gli sviluppatori (ad esempio tapatalk a 79 cent è stato l’ultimo affare!)

    • http://www.facebook.com/RichiPiva Riccardo Piva

      Tutti noi abbiamo scaricato film e programmi, o comunque buona parte di noi. Per quello che riguarda le app però parliamo di pochi centesimi di euro o al max 2/3 euro per buona parte delle applicazioni. Poi se tutti gli utenti la pensassero così non avresti più apk da scaricare dalla rete perchè col c***o che gli sviluppatori continuano a fare app per il solo gusto di farsele crackare. Per fortuna è una mentalità molto italiana questa, mentre al di fuori di questo “fantastico” paese in cui furbo equivale a ladro le cose sono un pò diverse.

      • Pietro Bonanno

        Non scherziamo, il Jailbreak o certi giri per craccate SKY mica sono nati in Italia…

  • GiuseppeSorce

    sono sviluppatore android e in parte ios. La morale è che prima si sviluppa per ios e poi per android, quindi uno sviluppatore è meglio che conosca sia ios che android che meglio wp

  • http://twitter.com/definitivoforse definitivamenteforse

    Sono deluso da questo articolo, il principale problema di Android è che devi testare l’applicazione su 400 dispositivi (e non bastano neanche) e questo costa, taglia i guadagni, ammazza la volontà di ogni sviluppatore serio… e infatti stanno calando.
    Tralascio di commentare l’affermazione che sia google a fare innovazione e Apple solo a fare buona pubblicità…

    • Roberto Orgiu

      Sono contento del tuo feedback, ma il punto focale era la convenienza :) Su iOs devi testare solo su una manciata di dispositivi, è vero, e su Android ne hai fin troppi, ma non era il centro dell’articolo, le differenze tra i due modi di sviluppare sono tante e complesse, elencarle tutte in una sola sede l’avrebbe reso noiossimo :P

      Per quanto riguarda l’innovazione, io a questo WWDC non ho visto grandi innovazioni da parte di Apple, ma ho visto i Google Glass :) e questo per me è innovare, ma magari tralascio qualcosa :)

  • http://www.facebook.com/people/Ernesto-Destrero/1417236093 Ernesto Destrero

    sto vendendo una app sul market da 7 mesi ormai. come app, pur essendo di nicchia, tira abbastanza perche’ nella sua versione free ho quasi 16000 installazioni e 4 stelle di media (150+ votanti).
    la versione a pagamento invece fa dei numeri ridicoli nonostante il prezzo sia inferiore ad una tazzina di caffè e chi ha acquistato sia piu’ che contento (4.7 di media con 40 votanti).
    in tutto questo, qualche utente della versione free si e’ lamentato che sia necessario comprare la versone full per sbloccare alcune funzioni, quando per arrivare al prodotto attuale ho impiegato quasi 18 mesi di levoro serale/notturno.
    direi che quindi alla base di tutto c’e’ un problema di mentalità degli utilizzatori di dispositivi Android, che essendo abituati ad avere “tutto” gratis da Google (mail, mappe, repository vari), si aspettano che tutto sia free anche su Play.

    A parte questo aspetto poi, il problema + grosso che ho ricontrato sviluppando su Android è c’e’ molta differenza di comportamento tra dispositivi molto eterogenei e questo complica parecchio il lavoro dello sviluppatore.

    • http://twitter.com/definitivoforse definitivamenteforse

      Purtroppo è molto diffusa come idea dovunque… possibile che uno stia per ore a domandarsi se vale la pena comprare un’app da 79 centesimi? e si beva 18 caffé al giorno… speriamo cambi qualcosa

    • Sonic Legend

      La stessa cosa sta accadendo a me, più di 5200 installazioni per le versioni free nei primi 4 giorni e buone recensioni e a mesi di distanza mi trovo con un numero di installazioni compresa tra 12 e 41 per app che costano 50cent.. cose assurde dopo mesi e mesi passati a svilupparle..

    • http://www.facebook.com/sergio.nardo.12 Sergio Nardo

      Sono un programmatore Android(programmo per hobby- nel market esco come Andser Lab).Pienamente d’accordo. Scarsa propensione all’acquisto, qualche euro al mese guadagnato esclusivamente con la pubblicità. La difficoltà maggiore la incontro quando si tratta di testare su diversi dispositivi i programmi. Questo comporta spesso rates negativi, perchè ogni dispositivo ha le sue specifiche.

      • http://profiles.google.com/ungrullo Fabrizio Alberti

        Wuoto tutti specialmodo questo ultimo pensiero

      • http://profiles.google.com/ungrullo Fabrizio Alberti

        Wuoto tutti specialmodo questo ultimo pensiero

  • Sonic Legend

    Salve a tutti, desidero rendervi partecipi della mia esperienza di programmatore Android.

    Vi racconto un pò la mia esperienza cercando/sperando di non essere noioso, ma comunque concentrandomi sul discorso guadagni.

    Ho iniziato da 7 mesi (dicembre 2011) a pubblicare qualche app sullo store di android e sinceramente pensavo/speravo che i guadagni sarebbero stati più cospicui.

    In totale ho sviluppato 15 app di cui 7 a pagamento (le altre sono alcune versioni lite/demo o comunque app complete e gratuite) tutte a 50cent.

    Finora ho guadagnato circa 80.7€ a cui però vanno ovviamente sottratti i 19.4€ spesi all’inizio per l’acquisto della licenza da sviluppatore, quindi diciamo che gli introiti si aggirano sui 60€ in 7mesi (8.57€/mese) non proprio una gran cifra.

    Ci sono cose che ovviamente mi lasciano un pò “sbalordito” cioè il fatto di vedere app ridicole/stupide o mal fatte sempre presenti sulla prima pagina dello store e pure a pagamento (magari addirittura ad 1€) scaricate migliaia e migliaia di volte.

    Questo non per dire certamente che io merito di più i soldi degli utenti rispetto agli altri o che sia un programmatore più bravo, ma quando si cominciano a vedere tantissimi dei tuoi ordini e dei pagamenti per le tue app “Annullati” (per via del diritto di recesso delle app entro 15 min, altro tasto dolente) mentre altre persone guadagnano fior fior di denari con app “non così belle” oppure sfruttando il fatto che molti utenti non sanno neanche come richiedere la restituzione del denaro entro i 15 min (questo lo si deduce dai commenti che gli utenti lasciano sulle app tipo “app bruttissima, 1€ buttato” chiedere il rimborso no eh?), un pò ti cadono le braccia.

    Un’altra cosa che proprio non mi va giù è che il market android si tenga ben il 30% di ogni singola vendita che viene fatta. Per farvi un esempio prendendo in considerazione il mio caso, per ogni app da 50 cent venduta io guadagno 35 cent (cioè il 70% di 50) e 15 cent se li intasca il market. Ora io mi chiedo, cosa fa il market per guadagnarsi questo 30%? Mi ha forse aiutato a sviluppare l’app? Non credo proprio. Molti potrebbero dire che è per “avere il permesso di vendere l’app” ma allora l’acquisto della licenza (19.4 €) a cosa serve???

    15 cent sembrano un’inezia su 50 cent ma pensate semplicemente che finora le mie app a pagamento sono state scaricate in totale 173 volte ciò significa che in teoria io dovrei avere 86.5€ (173 x 0.5€) invece di 80. 6.5€ su 86 sono ben il 7.5% che il market si intasca senza fare nulla.

    Ora pensate più in grande e che se invece di un monte vendite di 86€ si parlasse di 1000€, voi otterreste “solo” 700€ (il 70% di 1000) mentre Android si terrebbe ben 300€ che invece spetterebbero a voi di dirittto.

    Ho scoperto da poco una bella notizia cioè che il market permetterà presto ai programmatori di rispondere ai commenti degli utenti, cosa molto utile per gli “idioti” (scusate il termine) che scaricano le tue app e perchè non sanno leggere le istruzioni su come usare le app lasciano commenti negativi “sporcando” così la vostra reputazione.

    Spero vivamente che in futuro queste cose possano cambiare e che i guadagni ottenuti dalle app vadano a finire a chi li merita, ai programmatori.

    • http://www.facebook.com/people/Ernesto-Destrero/1417236093 Ernesto Destrero

      anche io mi sono domandato perche’ Google prenda il 30% , mi sono in parte risposto quando ho iniziato a vendere la mia app in nuova zelanda, israele, corea, giappone, sud africa, russia … insomma, in tutto il mondo ! ho dedotto che quel 30% Google se lo prende perche’ mette in vetrina la tua app in tutto il mondo. Potrebbero farlo richiedendo una percentuale inferiore? si. Le conviene farlo? Finche’ apple anch’essa continuerà a chiedere il 30%, la risposta per me e’ no.

    • http://www.facebook.com/people/Ernesto-Destrero/1417236093 Ernesto Destrero

      anche io mi sono domandato perche’ Google prenda il 30% , mi sono in parte risposto quando ho iniziato a vendere la mia app in nuova zelanda, israele, corea, giappone, sud africa, russia … insomma, in tutto il mondo ! ho dedotto che quel 30% Google se lo prende perche’ mette in vetrina la tua app in tutto il mondo. Potrebbero farlo richiedendo una percentuale inferiore? si. Le conviene farlo? Finche’ apple anch’essa continuerà a chiedere il 30%, la risposta per me e’ no.

    • Roberto Orgiu

      La cosa consolante è che Google ti chiede “solo” 20€ per la licenza… Microsoft e Apple chiedono molto di più e arrivano anche ad importi un salatissimo canone annuale per vendere le app o.O

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=100001643630707 Il Signor Babus

    Android è per gli smanettoni e gli smanettoni sono nerd.. per quanto definirsi tale è odioso: siamo quelli che passano ore a leggersi i manuali e a guardarsi le guide su internet, sul come fare per caricare una nuova rom o tirare fuori anche l’ultima goccia di potenza dal nuovissimo dual core made in T.I. Quelli che sbavano dietro al nuovo Galaxy S3 o motorola razr col guscio in kevlar ( ma chissel’inc[]#la delle persone normali che conoscete il kevlar ? ) … e a far fuori mezzo stipendio per l’ultimo telefono megagalattico made in taiwan, da rootare al volo per installarci una cyano a caso o roba anche meno hype e più da smanettoni..

    Gli altri: o sono utenti normali, che non ci hanno il soldo per l’iphone e si comprano il citofono economico col robottino, perchè l’amico di un amico gli ha detto che sul play store trova tutte le app di iPhone, però aggratis, ed alla fine usano due app in croce e continuano imperterriti a farti l’addebito e a messaggiare a 4000 caratteri al secondo. Oppure sono poveri nerd, studenti impenitenti, senza un euro, che da un ideos da 99€ comprato con i soldi di qualche lavoro del ca$$0 fanno miracoli.

    Il resto è tutto di iPhone che sarà ormai banale, standard, puzza di vecchio ma c’ha un marketing da paura e soprattutto conquista la donna (sic ? ) per il design e la semplicità d’uso: dico avete mai visto una phyga col galaxy nexus ?

    E’ l’amara storia di tutto ciò che è open-source e inerente al mondo linux.. perfino windows è riuscito ad uscire dall’aura malefica del nerdismo e a diventare quasi Geek..

    • vrino

      Quoto tutto

    • Veon_live

      concordo su tutta la linea!

      Aggiungo solo però che per fortuna Android è contagioso ed ho già convinto 3 persone (ragazza compresa^^) che era la scelta migliore e tra i miei amici stretti nell’ultimo anno ho visto un incremento esponenziale di Android, nessun Apple.
      Magari Google punterà di meno sulle politiche di marketing stile Apple (per fortuna, odierei che mi dicesse quanto uberfiga è la nuova piccolissima funzione sviluppata, preferisco di gran lunga i video colmi di ironia e ingegno di Google) ma ci pensiamo noi a fargli la giusta pubblicità.

    • alin manole

      concordo anche io…hai ragione su tutto

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=674409576 Paolo Malgarise

    Io la carta di credito non c’è l’ho…quindi app non ne compro uso solo le free! in giro per pagare uso il bancomat o i soldi fisici. Sarei disposto a comprare app se creassero un sistema dove mi scaricano i soldi dal credito telefonico. Per vendere bisogna anche andare in contro al cliente. P.S. al momento ho ancora il vecchio market e android 2.1.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=674409576 Paolo Malgarise

    Io la carta di credito non c’è l’ho…quindi app non ne compro uso solo le free! in giro per pagare uso il bancomat o i soldi fisici. Sarei disposto a comprare app se creassero un sistema dove mi scaricano i soldi dal credito telefonico. Per vendere bisogna anche andare in contro al cliente. P.S. al momento ho ancora il vecchio market e android 2.1.

    • http://www.facebook.com/people/Ernesto-Destrero/1417236093 Ernesto Destrero

      da quel che so, si parlava di consentire l’acquisto di app mettendo il costo nel conto della bolletta vodafone, poi non so se la cosa abbia preso piede o meno.

    • http://www.facebook.com/people/Ernesto-Destrero/1417236093 Ernesto Destrero

      da quel che so, si parlava di consentire l’acquisto di app mettendo il costo nel conto della bolletta vodafone, poi non so se la cosa abbia preso piede o meno.

      • quiro91

        con vodafone si può, spero estendano presto il servizio anche agli altri operatori

        • Veon_live

          confermo che con Vodafone ho pagato più volte tramite credito telefonico.

      • quiro91

        con vodafone si può, spero estendano presto il servizio anche agli altri operatori

    • http://www.facebook.com/profile.php?id=1528719059 Francesco Giunco

      non puoi farti una qualsiasi ricaricabile? lottomaticard, postepay o qualsiasi banca? 5 minuti ci vogliono per farle! ci metti su 50€ e hai credito per tutte le app che vuoi… e ti può servire anche per acquistare su internet… e se ti servono i soldi o paghi con quella al posto del bancomat o te li ritiri da un qualsiasi atm

  • quiro91

    forse il punto è che molti acquirenti di Android manco sanno cosa stanno acquistando. Google deve puntare di più per far conoscere alla gente comune cosa è Android e cosa Google Play. Oltre a questo, non dimentichiamo che molta gente compra uno smartphone Android spende 200 euro giusto per avere internet e magari facebook, ma non è interessata in applicazioni costose.

  • quiro91

    forse il punto è che molti acquirenti di Android manco sanno cosa stanno acquistando. Google deve puntare di più per far conoscere alla gente comune cosa è Android e cosa Google Play. Oltre a questo, non dimentichiamo che molta gente compra uno smartphone Android spende 200 euro giusto per avere internet e magari facebook, ma non è interessata in applicazioni costose.

  • kirkoff71
  • kirkoff71

    Bel articolo e belle risposte da parte dei sviluppatori che giustamente dicono la loro. Io parlo da utilizzatore, secondo me i due OS hanno mentalità in origine differenti. Difatti uno fa pagare, se potesse anche l’aria che respiriamo, e l’altro ha sempre dato tutto gratis. Uno per politica è chiuso, l’altro è talmente Open che rilascia i suoi sorgenti e obbliga gli altri produttori a farlo. In un pensiero open forse si “autorizza” in modo errato a utilizzare app crackate senza passare dal market ufficiale. Poi uno ha un unico prezzo di 700 euro circa l’altro va da 99 a 700 euro e penso, riferendomi ad Android, che pure questo possa fare la differenza tra chi acquista app e chi no senza dimenticare il jailbreack dove il mio terminale posso installare tutto quello che voglio senza passare dallo store ufficiale. La mia esperienza da utilizzatore è questa, anche io ho delle app non ufficiali, penso senza sbagliare che tutti quelli che scrivono qua hanno almeno un mp3, film, programmi su pc o altro non originali. Ma mi sono ripromesso e lo sto facendo di acquistare un app al mese di quelle che uso e che prima non erano provenienti dal market ufficiale. Andando a regolarizzarmi e senza perdere tempo, per pochi euro, a cercate l’ultimo aggiornamento disponibile. Ho persino speso 50 euro del sygic, e non parlo a vanvera perché posso dimostrarlo. Questa è la mia esperienza da utilizzatore che crede che come sia giusto che venga retribuito il mio tempo lavorativo sia giusto retribuire anche il tempo di coloro che sviluppano. Forse perché il mio lavoro mi porta a lavorare tutti i giorni al fianco di firmwaristi.

  • http://twitter.com/Fanatico17ita Giovanni D’ Aquino

    Il problema sta anche nel fatto che android lo usano soprattutto ragazzi che non sono fortunati come me ad avere una carta di credito. Sul mio nexus ho un bel po di roba presa a natale a 10 cent ma solo chiedere la carta a un genitore è un bel deterrente.

    • Roberto Orgiu

      Volendo, basta anche la PostePay, io stesso uso la PostePay per il market :)

      • Veon_live

        e con Vodafone ho usato più volte il credito telefonico per pagare.

  • http://www.facebook.com/RichiPiva Riccardo Piva

    Personalmente mi rifiuto di pensare che questa situazione possa continuare ancora a lungo.. Lo share degli smartphone venduti negli ultimi anni vede una partita dominata dal robottino verde e deve seguire anche un cambio di mentalità da parte dell’utente.. oggi non hanno uno smartphone android solo i nerd, alcuni device cominciano a fare gola anche ai fighetti appassionati dalla mela! Poi i guadagni interessano a tutti, ma sviluppare solo seguendo le strette linee guida di apple per uno sviluppatore è davvero come tagliargli le palle! Personalmente continuerò a studiare e sviluppare applicazioni per questo fantastico sistema operativo, fiducioso che le cose non possono continuare su questa strada.. Ora mi preparo per una notte di fix sui memory leak del mio live wallpaper… :-)
    Quando iOS perderà colpi tutti gli sviluppatori di app per iPhone avranno dimenticato come si sviluppa davvero e sarà il nostro momento!

    • Roberto Orgiu

      il vero problema è che Apple non perde colpi… sanno fare pubblicità :)

  • usagisan

    Da non programmatore, ma da “semplice” utilizzatore, penso che la cosa migliore sarebbe utilizzare il meglio dei “due mondi”.
    Anzi tre!
    L’apertura e la flessibilità di Android, unita alla chiusura di iOS per le sole applicazioni a pagamento, così da evitare il più possibile la pirateria, con un pizzico di uniformità hardware e software, in stile WP7, per evitare un’eccessiva frammentazione e tutti i problemi noti che questa cosa comporta.
    A mio avviso sarebbe la cosa migliore… se vivessimo in un mondo perfetto, ovviamente!
    Certo anche una cura estetica delle applicazioni (e qui Android pecca abbastanza) migliore di quella attuale, così come avviene su iOS, non guasterebbe.
    Perché lo so che quello che conta è la sostanza, ma quelli che fanno fare i numeri (che contano), guardano anche e soprattutto anche l’estetica.
    E, in ogni caso, usare un’ottima e funzionale app esteticamente più bella e ed appagante è meglio che usarne una “solo” funzionale.
    Fino a che resterà diffusa l’idea che Android è per smanettoni e nerds, allora non si andrà molto lontano sul fattore successo delle applicazioni e tutto il resto.
    Se non sfuggiamo da questa logica, a quanto pare molto diffusa, non si arriverà molto lontano.

  • http://profiles.google.com/ungrullo Fabrizio Alberti

    Dico la mia da sviluppatore amatoriale. Provengo dal mondo iPhone e quindi Apple in genere, e ho trovato veramente farraginoso attrezzarsi per programmare in Objective-C / XCode. Poi sono passato ad Android, e ho trovato invece un ambiente più fertile per farlo. Tralasciando che (anche qui) si può sviluppare con quello che de-facto è uno strumento universale di sviluppo, quale Eclipse, esistono tanti altri metodi per farlo. Parti da Appinventor, e arrivi pure a Basic4Android. Tanti strumenti per le diverse tipologie di sviluppatore, più o meno esperto, o che abbia bisogno di fare applicazioni più o meno complesse o a basso livello. Per quanto mi riguarda per l’unica applicazione che ho fatto, non ho trovato grossi ostacoli con la frammentazione, avendo lavorato a basso livello con le API di sistema. In alcuni casi mi sono scontrato con alcuni firmware cucinati, che adottavano supporto non completo a queste API. Sulla pirateria in parte è vero ma in parte dissento. Vale la stessa cosa per altri mondi.. Winzip è stato in passato forse il programma shareware più utilizzato senza licensa. Trascorsi i 30 giorni d’utilizzo uno snagscreen te ne rallentava l’utilizzo ma alla fine lo utilizzavi lo stesso. Cosa voglio dire: sta alla sensibilità e all’arguzia del developer porre quei rimedi di anticopia-spostamento a dispositivi non autorizzati. Metodi informatici più o meno “pratici” esistono.. Che li applichino ;)

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=100000573587346 Carlo Rocca

    Con tutto il rispetto che ho per questo blog, per Android e per la sua libertà di pensiero non capisco il senso di alcune affermazioni se non giustificandole come una forma di venerazione verso una piattaforma quasi da tifoso di una squadra.
    Analizzero alcune sue affermazione per dimostrale che poi non è tutto vero quello che dice.

    1) “iOS è più smart: nelle strategie pubblicitarie…”, “In fin dei conti, Google oggettivamente creando la maggior parte del progresso, ma Apple lo vende molto meglio”, “ma i pubblicitari di Cupertino sono indubbiamente un passo avanti”, con queste afffermazioni lei sta dicendo che Apple riesce ad essere più strategica al livello pubblicitario di Google che ci è immersa fino al collo essendo il suo lavoro principale? In poche parole, secondo lei, Google pur essendo specializzata in pubblicità non riesce ad essere così incisiva come riesce ad esserlo Apple. C’è da chiedersi allora se Google non farebbe meglio a cambiare mestiere se non riesce ad essere prima assoluta nel suo settore e si lascia fregare il podio da altre aziende che generano i loro profitti quasi unicamente sui prodotti. O la sua è una bella invenzione per giustificare la vendita degli “iCosi” oppure non si capisce se intende dire che Google non ha pubblicitari all’altezza della controparte. In entrambi i casi non è un bel complimento verso Google.
    Personalmente ritengo che Google abbia fatto dei grandi progressi al livello di design, vedi Google+ e YouTube, e di certo non è una sprovveduta nel campo pubblicitario e delle nuove teconologie, conosce benissimo le strategie di marketing più di quanto le conosca Cupertino. Il problema quindi, le assicuro, che non sono le strategie pubblicitarie di Google ma i profitti. Sorpreso? Anche Google è interessata ai profitti anche se molti pensano di no.
    I guadagni di Google si basano quasi unicamente sui contenuti condivi in rete da milioni di utenti, li utlizza e ne ricava profitto. Che sia un sito internet, una foto , un video o una notizia, Google si sente autorizzata ad utilizzarla e farne ciò che vuole basta leggere l’EULA per rendersi conto del concetto di proprietà intellettuale che ha Google. In poche parole Google guadagna a costo zero. Android per quanto sia stato voluto da Google per espandere la sua area di accesso ai contenuti è diventato un bell’impegno che comporta ingenti risorse e spreco di denaro che non coincide con il numero di dispositivi Android sparsi per il mondo. Il motivo per cui Google non si sia tuffata corpo e anima ad interessarsi di tutto l’ecosistema Android in maniera radicale è questo, al contrario di Apple che ha tutto l’interesse a conquistare quanti più utenti possibili attraverso i suoi “iCosi” (trascurando persino i suoi Mac), che generano profitti pari a due terzi del suo guadagno annuale.

    2) “Android è tuttora il grande sconosciuto…”, qua dobbiamo metterci un po’ d’accordo perché o si afferma che Android ha superato nelle vendite sia gli smartphone che i tablet della Mela ( bastano solo i numeri di Samsung per gli smartphone), notizie più che confermate, oppure continuano a cercare scuse inutili per giustificare alcune cose che di Android non apprezziamo. Il modo migliore per esaminare il problema non è certo quello di cadere nel vittimismo ma saper apprezzare quanto di meglio c’è nei due mondi e sperare che Android, eccellente OS, riesca a colmare quel Gap che lo separa da iOS, fosse solo quell’icone di quella app disegnata a c@ss0 che non aiuta l’utente a capire a cosa serve.

    3) “Dal punto di vista di uno sviluppatore, questo è chiaramente un grosso segno rosso su Android: la possibilità di vedere la propria app crackata è molto più alta e questo perché Google ha lasciato all’utente la libertà di scegliere cosa installare sul proprio dispositivo, ma siamo certi che a Mountain View non intendevano assolutamente favorire il mercato nero delle idee altrui”, già è proprio questo il punto e l’ha azzeccato solo che preferisce girarci attorno. Il problema del market di Google è che la stessa ha lasciato tutto in mano agli utenti, poi un po’ alla volta è dovuta intervenire per eliminare migliaia di app dannose e altre che facevano riferimento a link innappropriati. La libertà eccessiva o il disinteresse di Google in questo caso ha permesso di avere nello stesso store app di qualità assieme a quelle “spazzatura”. Se Google vuole che lo store di Android diventi altrettanto interessante quanto quello di iOS deve fare solo una cosa: esigere maggiore qualità alle app e impegnarsi direttamente affinché certe regole vengano rispettate. Non c’è da passare da un estremo all’altro ma che si raggiunga un certo equilibrio è alquanto auspicabile se vogliamo che i programmatoria abbiano più visibilità e che l’utente abbia la certezza di aver comprato un’app di qualità. Personalmente a me è capitato di spendire decine di euro per app che si sono rivelate non all’altezza del proprio compito costringendomi a disinstallarle e di conseguenza questo mi frena un po’ prima di sbilanciarmi a comprarne di altre.

    4) “Forse sarebbe meglio fare un esame di coscienza e pensare che a noi quell’euro dell’applicazione non pesa, ma convince lo sviluppatore a rimanere su Android per guadagnarsi da vivere perchè, senza developer, nemmeno un robot può sopravvivere.”, siamo in un libero mercato e ognuno è giusto che decida a chi destinare i proprio soldi. Se poi vogliamo fare una colletta per gli sviluppatori improvvisati, quelli più sfigati o quelli bravi che non hanno ancora avuto la propria occasione allora conviene avere un numero per le donazioni.

    5) “Un programma è frutto di pensiero, mani che si muovono e molto probabilmente occhi arrossati per via delle ore passate davanti ad interminabili sequenze di Java”, correggiamo la frase: un programma è frutto di pensiero, mani che si muovono e molto probabilmente occhi arrossati per via delle ore passate davanti ad interminabili sequenze di CODICE. Non esiste solo Java. Non è proprio vero poi che tutti ci mettono molte ore a sviluppare un app, ce ne sono forse troppi di sviluppatori improvvisati che pretendono di ottenere risultati economici dopo un mese di programmazione. Quindi la soluzione quale sarebbe donare 50 centesimi ad ogni programmatore che sviluppa su Android oppure comprare l’applicazione che ci interessa e che è fatta bene? Perché sa, la seconda opzione ne esclude un bel po’ di programmatori.
    “E per gli sviluppatori, non è molto più bello il Java dell’Objective-C?”, e questo chi lo dice lei? Ognuno sviluppa come gli pare e piace e con il linguaggio che rietiene più comodo senza per questo decidere di favorire l’una o l’altra piattaforma. Io personalmente sviluppo sia con Netbeans in C/C++, sia con Xcode e sia con Eclipse e sinceramente non lo vedo come un problema ma come un vantaggio il fatto che Apple decida di fornire ai suoi sviluppatori un eccellente IDE. Chiaro poi che Apple fa isuoi interessi rilasciando il suo Xcode solo per la sua piattaforma così come la Microsoft rilascia il suo VisualStudio, che costa anche un botto, solo per Windows. Vorrei vedere lei a capo di un’azienda che ricava profitti solo dai sui prodotti se favorirebbe la concorrenza o meno.

    Per concludere, sig. Roberto Orgiu, credo che il suo tentativo di migliorare Android e favorirlo non sia una dei migliori. So perfettamente che mi attirerò l’ira della comunità per le mie obiezioni sopra esposte ma se vogliamo che Android si faccia strada così come vogliamo, molti di noi lo desiderano, che anche Linux si faccia strada non possiamo permetterci il lusso di piangerci addosso ma dobbiamo imparare, per prima cosa, ad analizzare la concorrenza ed apprezzare quanto di buono ha fatto, al contrario di quanto fa lei quando afferma che è solo Google a creare la maggior parte del progresso, e poi impegnarci per ottenere gli stessi risultati se non migliori. E se non otteniamo dei risultati non è colpa della concorrenza che è riuscita a fare di meglio ma solo colpa nostra che non ci siamo impegnati abbastanza a chiedere, a cominciare da Google, meno frammentazione (Google se vuole può imporsi e ha tutti i mezzi per farlo), meno app “spazzatura” quindi più controllo dello store e più impegno da parte nostra a creare app di qualità, più strumenti agli sviluppatori per facilitarne la vita, migliore integrazione tra i vari programmi, meno pubblicità che parla male della concorrenza (vedi Samsung) perchè alla fine gli regala visibilità, più aggiornamenti di qualità e con maggiore frequenza.
    Molte cose dipendono direttamente da Google altre invece dai vari produttori ma Google, come ho già detto prima, se vuole può imporsi e tracciare delle linee guida per tutti.
    Spero che da parte sua non ci sia nessun risentimento per le mie obiezioni e che siano viste come il mio punto di vista espresso in modo vivace, niente di più e niente di meno.

    Cordialmente

    • Chris94

      1) sarà la maestra della pubblicità, ma di fatto non ho mai visto google che fa pubblicità ad android (invece l’ho vista per g+)

      2) molte volte chi ha un android non sa né di averlo né cosa sia

    • Pietro Bonanno

      Questo commento é interessantissimo, e mi ha fatto rimuginare su aspetti che non avrei considerato prima. Da ammiratore (non fan) di Android, mi ha fatto sempre rabbia la sensazione di incompletezza di questa piattaforma. Mi chiedo, per esempio, perché Chrome sia diventato il browser più usato, non scendendo mai a compromessi e assumendo il ruolo di “traino” nel mondo dei browser, mentre Android é in mano ai produttori che ne fanno spesso carne di porco. Eppure li fa la stessa azienda. Io ho due sensazioni
      1) Android é stato creato in fretta e furia per non lasciare il mercato in mano a Apple e MS. I primi anni sono stati un pasticcio e ora la situazione é sfuggita di mano
      2) in realtà Google non vuole competere realmente con Apple. Gli basta quel tanto di competitività tale da non doversi assoggettare alle richieste della mela. Apple all’inizio ha dovuto cedere profitti a Google utilizzando molti dei suoi servizi, ora sta cercando di rendersi indipendente (io non credo alla “guerra termonucleare” la questione é tutta commerciale imho

      • Pietro Bonanno

        Scusate mi é partito il post… cmq il dubbio che mi viene alcune volte é che Android sia una sorta di piano B e che sia sacrificabile (mi pare che Page l’abbia pure detto, che Android non é vitale nei piani di Google).

  • http://www.facebook.com/people/Marco-Romano/1560392183 Marco Romano

    Il problema penso sia anche il metodo di pagamento, io riconosco che fino adesso ho comprato solo 2 app, e non l’ho fatto direttamente dal play store, perchè io aspetto da quando ho un android che aggiungano come metodo di pagamento paypal, ma non lo fanno! Google Checkout può essere all’avanguardia, ma quando si tratta di soldi, io mi sento più sicuro a dare la mia carta di credito a paypal che sta nel campo dei pagamenti online da una vita, piuttosto che a google che ci sta da molto meno tempo. O perchè no, con il credito telefonico, con tutti gli operatori però, fino adesso si è mossa solo vodafone e io ho tre! Il fatto di essere legato solo a google checkout per pagare mi blocca nell’acquisto di applicazioni, che almeno quelle buone che ne vale la pena le comprerei, come fatto con PowerAMP per esempio, ma l’ho acquistata dal sito ufficiale, dato che lo permetteva.

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  • pelonero111

    io non sono uno sviluppatore e non ci capisco niente di programmazione,però ho il galaxy s da due anni e posso dire che se io ho modo di provare prima dell’acquisto un’app, se mi funziona la compro sicuramente senza scaricarla dal web,anche perchè scaricarla al di fuori dal market crea un po di problemi,niente aggiornamenti,problemi se aggiorni il software del telefono e poi comunque è giusto pagarla,si potrebbe fare come sul market place di windows phone,mettere un pulsantino prova vicino a quello del prezzo e imho si risolverebbe almeno in parte il problema della pirateria

  • Gigi

    Sono d’accordo su tutto l’articolo tranne sulla parte che parla delle persone che si portano i pop-corn da casa.

    Secondo me fanno bene, lo faccio anche io.

    Il cinema offre come servizio principale la visione di film, è su quello che deve concentrarsi e basare il suo business, non sul vendere da mangiare, non è mica un negozio di alimentari.
    Già guadagna cifre assurde con biglietti che ormai superano i 10 Euro spesso e volentieri, potrebbe evitare di speculare anche sul cibo facendoti pagare popcorn e bibite 10 volte il loro prezzo al supermercato.

    Poi si lamentano che la gente non va più al cinema.

  • http://twitter.com/Corrado113 Corrado113

    Bell’articolo e soprattutto molto belle e interessanti le opinioni e le vicende di sviluppatori riportate nei commenti.
    Fino ad adesso ho avuto 2 telefoni android, un sony xperia x8 e un xperia play. Ciò che più mi affascina di android è che c’è un app per tutto e, se non c’è, c’è uno sviluppatore che la sta creando.
    Con 200 euro ci si può prendere un telefono che spacca il c**o ad iphone (le ragazze non le attira altrettanto bene, come qualcuno diceva sotto :D )
    Fino ad adesso non ho mai programmato su android (tranne un helloworld XD), conto di iniziare a vedermi qualcosa quest’estate non appena trovo tempo.

    Ho una domanda per gli sviluppatori: oltre a ciò che vi versa il market per le app che vendete, avete una consistente quota di introiti derivati dalla pubblicità? Che network usate?
    Non intendo diventare Bill Gates, però non mi dispiacerebbe vedere il mio lavoro premiato in qualche modo.

    Dimenticavo: ho 17 anni e tanta voglia di imparare :-)

  • http://twitter.com/Aneggi Alessandro Aneggi

    Penso che un altro motivo da aggiungere è che Apple prende utenti di fascia alta (disposti a spendere molto e “smanettare” poco) Andoid comprende tutte le fasce. Infatti iPhone->500-800€ Android->89-700€

  • alex_mino

    Io le app le compro, risparmiarsi quei 70 cent (ma fossero anche 3 euro) è davvero da pezzenti, se permettete. Ma tristemente viviamo in un’epoca dove “condivisione del sapere e delle informazioni” per molti significa solamente prendersi il lavoro degli altri gratis. Chiaro, tutti scarichiamo illegalmente. Ma in questo caso credo sia chiara la differenza.
    @ Corrado113: datti tempo e sperimenta un po’, non avere fretta. Per pubblicizzare i propri app ci sono un sacco di metodi, intanto cerca di tirare fuori qualcosa che possa davvero servire e non l’ennesima variazione sul tema. Poi o cerchi di spingere il prodotto da solo o investi un po’ di soldi in uno strumento che ti dia una mano (tipo questo: http://madvertise.com/it/) però devi valutare tu se ne vale la pena o se preferisci aspettare un po’ e fari le ossa. La concorrenza al momento è spietata e i soldi pochi, come ben evidenziato da questo articolo.

  • http://www.facebook.com/frencedere.federe Frencedere Federe

    un mio amico ha finito da qualche mese un applicazione in Android.

    Mi dice sempre (e me l’ha anche dimostrato) che guadagna sui 200€ al mese di guadagni pubblicitari.

    mentre l’applicazione in vendita gli da sui 10 € al mese.

    ora mi chiedo: forse è meglio puntare solo su Android free con pubblicità. visto che gli utenti preferiscono le cose gratis e i download avvengono più facilmente oltre a poter guadagnare comunque forse è meglio puntare tutto su versioni gratuite con pubblicità e versioni a pagamento per pochi “intimi” che vogliono la versione migliore (mangari + aggiornata) senza pubblicità.

    Io stesso sto programmando un videogioco (con C#) per Android. Non credo che pubblicherò la mia app sullo store di Apple.

    Pensateci: perchè un programmatore dovrebbe rischiare 90€ all’anno con Apple quando con 20€ su Android ha molte possibilità di guadagno pubblicitarie oltre ad avere una certezza quasi matematica di recuperare i soldi spesi?
    Dall’esperienza del mio amico posso dire che per i programmatori non di professione la pirateria è una illusione in un deserto poichè la maggior parte degli utenti se c’è una versione non a pagamento con pubblicità non andranno mai a cercarsi la versione cracckata.
    poi diciamocelo….. se anche degli utenti provano la nostra applicazione cracckata ci fanno solo pubblicità con altri che non cercheranno quella cracckata, non impediamo l’onda naturale e impossibile da fermare della pirateria, nutriamola con un’onda più appetitosa: app gratis+pubblicità.

  • Guest

    La verita è che c’è crisi xD, voi dite basta rinunciare al vostro caffe, peccato che ci sono persone che non ne hanno di soldi per il caffe e il fatto che siano riusciti a comprarsi un telefono con android è un miracolo…

    Dovete puntare sulle app con la pubblicita!

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