cyano incrinato

Editoriale: CyanogenMod sta perdendo colpi?

Nicola Ligas

Disclaimer: onde evitare facili polemiche (nei miei confronti) ci tengo a sottolineare che ho la massima stima per chiunque contribuisca alla crescita dell’ecosistema Android, dalla realizzazione di un wallpaper a quella di un firmware personalizzato; in particolare è impossibile non dire grazie a tutto il team di CyanogenMod, che in questi anni ha senz’altro contribuito in maniera importante allo sviluppo dell’intera piattaforma.

Detto questo, è impossibile anche non constatare che ad oggi, 8 mesi circa dopo la pubblicazione dei sorgenti di Ice Cream Sandwich, non è ancora stata rilasciata nemmeno una Release Candidate di CyanogenMod 9, per nessun dispositivo (per la legge di Murphy, sarò smentito nel giro di secondi).

Abbiamo analizzato più volte lo stato attuale e futuro degli aggiornamenti, ed è ovvio che al momento gli update ad Ice Cream Sandwich da parte dei vari produttori non procedano molto rapidamente, ma la stessa cosa si può dire anche di CyanogenMod e di molti dei firmware custom che comunque hanno sempre contribuito al proliferare delle varie versioni di Android.

Le cause di questa lentezza possono essere molteplici e non tutte direttamente imputabili al team di sviluppatori che sta dietro al celebre firmware: anzitutto è la testimonianza indiretta di come la migrazione ad Android 4 non sia una passeggiata. Secondariamente ci ricorda quanto grande sia l’impegno del team Cyano, che ormai “deve” manutenere più dispositivi di chiunque altro: dai vari produttori fino a Google, nessuno rilascia così tanti firmware Android diversi per altrettanti modelli.

La cosa che personalmente mi lascia un po’ perplesso però è anche un’altra. La nuova mascotte, la nuova bootanimation, la nuova lockscreen, le nuove caratteristiche, l’inclusione di questo e di quello ecc: tutte cose bellissime, se magari fossero stati il compendio ad un firmware già fatto e finito, invece si trattava solo di caratteristiche in divenire, più o meno incluse nelle numerose nightly. È così sbagliato pensare che sia meglio avere una base solida di partenza sulla quale aggiungere, piuttosto che dedicarsi prima agli “accessori” piuttosto che alla sostanza? Certo, se gli aggiornamenti ufficiali fossero rapidissimi forse questo discorso perderebbe consistenza, ma così non è, e che al team CyanogenMod piaccia o meno, tantissimi utenti dipendono da loro piuttosto che dai vari produttori, e questo (volenti o nolenti) li carica di maggiori “responsabilità”.

Forse qualcuna di queste osservazioni (ma probabilmente anche di molto più severe) sono arrivate a destinazione, almeno a giudicare da quanto pubblicato ieri su Google+: Steve Kondik afferma (stizzito) che la RC1 è ormai prossima, sebbene destinata solo “ai dispositivi più stabili” (i Nexus – tranne il One – ne faranno parte, e poi supponiamo tutti quelli che hanno già un aggiornamento ufficiale, ma quest’ultima è solo una speculazione).

La mia impressione generale (per non terminare lasciando senza risposta la domanda nel titolo) è che CyanogenMod stia cercando di crescere, anche da un punto di vista tecnico (vedi i nuovi server), ma “il passaggio all’età adulta” non avviene per forza di cose in maniera costante e indolore. Le intrinseche difficoltà dovute ad un aggiornamento più complesso di altri si mescolano al sempre maggior numero di dispositivi supportati, vecchi e nuovi (i progressi della CM9 non hanno impedito la crescita della CM7, il cui sviluppo procede in parallelo), e la propria stessa eredità inizia a diventare pesante. CyanogenMod deve ormai tenere testa a sé stesso e alla propria fama, e al contempo continuare a crescere, se vuole rimanere al passo coi tempi. In ultima battuta poi, le “dimissioni” della scorsa estate di Steve Kondik forse non sono state del tutto indolore come volevano farci credere: gli sviluppatori del team Cyano sono impegnati su così tanti fronti che a volte l’obiettivo finale rischia di farsi un po’ confuso.