Programmare Android

Microsoft on{x}: uno sguardo (e una prova) da vicino

Roberto Orgiu -

Solo stamattina, parlavamo sulle nostre pagine di questo nuovo software che l’azienda di Redmond ha rilasciato su Android e che molto probabilmente non ha avuto l’accoglienza che merita, per lo meno da parte di chi non sviluppa sul robottino verde.

Parlare di applicazioni vere e proprie è forse un po’ prematuro, ma on{x} ci può aiutare ad automatizzare tutta una serie di operazioni che svolgiamo sul nostro terminale perché, in fondo, ogni programmatore sa che se una cosa è ripetitiva e non comporta creatività, allora l’algoritmo per farla fare ad un dispositivo si può trovare.

Partendo con una panoramica dell’applicativo, notiamo che si compone di un servizio web sul quale abbiamo a disposizione un primitivo editor di codice e un client che serve a far funzionare gli script sui nostri smartphone. Probabilmente molti di voi sanno che in JavaScript è possibile scrivere già da qualche tempo applicazioni native per Android, iOS, WindowsPhone (con parecchia fatica) per esempio con l’utilizzo di PhoneGap, quindi, in realtà non è nulla di nuovo quello che Microsoft ha portato sui nostri terminali, ma è assolutamente inedito il poter scrivere le nostre procedure sul nostro computer e ritrovarle sincronizzate sul nostro smartphone pronte per essere eseguite.

Passiamo ad un esempio concreto, semplice e banale, che abbiamo scritto questa mattina giusto per testare questo framework: un servizio che allo sblocco del telefono ci dica la temperatura di un posto che abbiamo impostato da codice. Nulla di difficile, in realtà, come possiamo vedere dal sorgente (trovate il link sul nostro forum).

Scorrendo il codice, troviamo la prima istruzione interessante alla riga 5, dove diciamo allo script di attivarsi quando il telefono viene sbloccato e di richiamare l’apposita funzione

device.screen.on(“unlock”,unlockedScreen);

Spostandoci nel corpo della funzione appena chiamata, troviamo il costruttore che si occupa di gestire i feed alla riga 8, che prende in ingresso 3 parametri: un array di impostazioni, il callback in caso di successo e il callback in caso di fallimento

 feeds.weather.get();

Un’ultima occhiata è senza dubbio di dovere alla creazione della notifica, molto simile a quella base di Android, ma con meno personalizzazioni (per il momento) e decisamente più semplice, anche se la sostanza è la stessa

var notification = device.notifications.createNotification(completeMessage);

notification.show();

Come possiamo vedere, scrivere script non è particolarmente impegnativo, a patto di conoscere il JavaScript. Per una volta, dobbiamo proprio spezzare una lancia in favore di Microsoft, questo servizio è utile e creativo e alla fine il fatto che le regole siano poche, non è un male, sta a noi crearle, perché, come disse Sergey Brin:

Le migliori applicazioni per Android non sono ancora pronte, questo perché sarete voi, insieme ad altri sviluppatori come voi, a crearle.

Quanti di voi proveranno a scrivere qualche riga di JavaScript, magari seguendo le API che Microsoft mette a disposizione?