| 3 giugno 2012 | 22 Commenti

Editoriale: Siri vs S-Voice, la vincitrice è davvero la comodità?

Come ormai tutti saprete la settimana che si conclude oggi è stata segnata dall’inizio delle vendite del Galaxy S III, il nuovo top di gamma prodotto da Samsung già serio candidato ad essere uno degli smartphone più venduti dell’anno.

Dopo tante notizie, importanti o meno, viene da chiedersi cosa di realmente rivoluzionario in questo smartphone ci sia. La risposta è presto servita: poco, se non nulla. Samsung ha traslato la competizione dalla potenza dell’hardware all’esperienza utente, offrendo un comparto di applicazioni che nessuno smartphone Android prima ha avuto, corredato sì da specifiche di primo livello, ma non tali da mettere in imbarazzo la concorrenza o da rappresentare un gap al momento incolmabile, come alcuni, per non dire molti, si aspettavano.

Una di queste applicazioni, forse la più rappresentativa è S-Voice, software che non ha bisogno di presentazioni e primo vero rivale di Siri nel mondo Android; il lavoro svolto da Samsung in questo frangente non è nulla di speciale sia chiaro, poiché le tecnologie implementate in Siri non sono di proprietà di Apple (il cui assistente vocale come molti sapranno prende la maggior parte delle proprie risposte da Wolfram) e quindi chiunque può acquistarne la licenza, cosa che Samsung ha (intelligentemente) fatto, in attesa di Majel.

Recentemente vi abbiamo mostrato un videoconfronto tra i due software (purtroppo in inglese poiché Siri non è ancora disponibile in italiano) e abbiamo notato come nessuno dei due possa dirsi perfetto, poiché, nonostante le tecnologie di riconoscimento vocale abbiamo fatto passi da gigante nel riconoscimento semantico delle frasi negli ultimi anni, sembra che il software manchi ancora di quell’intelligenza umana che lo renderebbe capace di interagire in modo completo con l’utente.

Una nuova tecnologia, sia chiaro, va sempre accolta a braccia aperte, soprattutto se comporta vantaggi per l’utente, facilitandone l’interazione con la macchina; ma Siri o S-Voice sono realmente abbastanza maturi da svolgere un compito simile? Sarebbe interessante sapere quanti possessori americani dell’iPhone 4S usano quotidianamente Siri; perché se la curiosità è forte le prime volte ed è di certo tra le prime caratteristiche (anche perché forse l’unica realmente innovativa che il 4S offre) che un utente prova, d’altro canto scandire bene le parole per farsi capire e parlare con il proprio smartphone in pubblico sono azioni che non favoriscono l’utilizzo quotidiano, e rendono Siri più un gioco per stupire gli amici che un vero valore aggiunto.

La domanda principale è quindi: “Esiste una sola azione che un assistente vocale riesca a fare più velocemente di quanto un utente esperto riesca a fare?“. Anche nel caso la risposta fosse affermativa, di sicuro nella maggior parte dei casi è più semplice fare da sé, soprattutto quando si arriva a conoscere a fondo il proprio dispositivo, senza contare le volte in cui a causa di un errato riconoscimento di ciò che pronunciamo perdiamo inutilmente tempo; ciò ci porta alla conclusione che questa tecnologia, seppur buona, al momento non è ancora abbastanza matura per gli smartphone, e da un certo punto di vista non lo sarà mai: le azioni che compiamo con il nostro smartphone sono infatti spesso molto personali così come il loro contenuto e anche solo una ricerca su Google può contenere un dubbio che non vorremmo pronunciare ad alta voce in pubblico, per non parlare di un sms o altro.

Personalmente penso che una tecnologia di riconoscimento e comprensione vocale raggiungerebbe il massimo livello di utilità in un ambito come quello della domotica: in quel caso, nell’intimità racchiusa tra le pareti di casa, comunicare con un computer centrale, dandogli istruzioni sull’impianto di riscaldamento, o dicendogli di prepararci un bel bagno caldo, semplificherebbe davvero la vita, forse perché all’interno della casa agiscono molti elettrodomestici, luci e altro che non hanno modo di interagire tra di loro (immaginate di poter ordinare al forno di spegnersi quando le lasagne sono cotte, e nel frattempo di prepararvi un bagno caldo senza la preoccupazione di rovinare la cena, ma avvertendovi in qualsiasi stanza voi siate che la cottura è terminata). Uno smartphone invece ha già un sistema che si occupa di rendere possibile l’interazione tra le componenti hardware e software, e si chiama semplicemente sistema operativo, nel nostro caso Android; senza contare che l’uso più frequente di uno smartphone è quando si è fuori casa, e in strada l’audio sarebbe disturbato, mentre in ufficio sarebbe forse inopportuno. Certo, in determinate situazioni, come ad esempio durante un viaggio in macchina (ma anche in questo caso ritorniamo in una dimensione personale, in uno spazio chiuso) avere un assistente è utile dato che la nostra vista, se siamo alla guida, è impegnata.

Il nocciolo della questione è che probabilmente l’utente medio che acquista smartphone Android consapevole del sistema operativo e delle sue caratteristiche conosce maggiormente le possibilità del proprio smartphone rispetto all’utente medio di iPhone, e Siri ha costituito per qualche mese una funzione esclusiva, senza un equivalente di livello per altri sistemi operativi. Per questo non è trascorso molto tempo prima che alcune voci iniziassero a parlare di Majel. D’altro canto, se volessimo essere obiettivi, sono molte di più le funzioni di cui un iPhone non è dotato rispetto ad uno smartphone Android che viceversa; ma forse, è stata proprio questa irrefrenabile ambizione a pareggiare, come S-Voice ha fatto, e poi a superare (come ci auguriamo che Majel o Assistant faccia) ciò che gli altri sistemi operativi possono fare ad averlo reso il sistema operativo per smartphone più diffuso al mondo.

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Categorie: Inchiesta

  • virtualflyer

    Francamente trovo “il nocciolo della questione” molto fazioso e personale…

    • quiro91

      il nome Android è molto meno conosciuto dei termini iOs e iPhone, che sono diventati veri e propri Brand. Per questo ho voluto specificare “l’utente medio che acquista android consapevole del sistema operativo”, perché chi lo fa spesso legge blog di tecnologia come questo, ed è informato a differenza di chi acquista un Samsung, e non un Android. Lungi da me perpetrare il luogo comune che chi usa Android ne sa di più di chi usa un iPhone

      • virtualflyer

        ah non avevo capito la frase: Ma anche dopo quando dici “pareggiando come ha fatto Siri” o qualcosa del genere, per me non è vero. E poi che un android fa molto di più, oggettivamente; io non ne sono così tanto sicuro, sai…

        • Andrea Stefano Corti

          Non fa di piu… o meglio… fa di piu se sai farlo… è meno chiuso e lascia più possibilità di personalizzazione… ma cose utili in piu di un nokia 5230…

        • quiro91

          per me offre qualche possibilità in più, la cui utilità è poi relativa; ad esempio mi è capitato di dover leggere mentre ero fuori casa un documento che mi è stato inviato dentro un zip come allegato via mail. Con iPhone, se non sbaglio, non sarebbe stato possibile decomprimerlo e visualizzarlo, mentre con Android posso. Poi molte altre caratteristiche, come l’NFC, non hanno preso il largo. Per come la vedo io si adatta molto più alle esigenze dell’utente, e tra qualche anno Android sarà abbastanza maturo da poter fare qualsiasi cosa un computer possa fare. Mentre iOs ha scelto una strada diversa, di rimane semplice e funzionale in quello che fa, ma in compenso di fare meno cose

        • deltari

          Dire “oggettivamente” senza esserne sicuri mi sembra un pò contradditorio che poi faccia qualcosa in più e che serva a te questo è un’altro discorso. Ad esempio potrei farti un facile esempio comprensibile alla maggior parte degli utenti, Android ti permettere di mettere un live wallpaper Ios no, poi che questo sia utile, necessario o desiderato è personale, ma il fatto che sia qualcosa in più è obbiettivo/oggettivo (ci sono molti altri esempi che potrei farti, ma se un giorno ti interesserà potrai scoprirli da te).

    • http://www.m-e-s-h.it/ Nico

      È un editoriale: se non fosse personale (e opinabile) sarebbe un articolo qualunque ;)

      • virtualflyer

        infatti ho opinato :D

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1506605402 Andrea Micheletti

    Completamente d’accordo!

    Si tratta di feature che avranno sicuramente uno sviluppo, ma che al momento sono fini a se stesse, non apportando una realè utilità.

    Anzi spesso si rivelano controproducenti e scomode.

  • Andrea Stefano Corti

    questi cosi saranno utili solo quando funzioneranno stile film di fantascienza.. “computer, dammi l’agenda di oggi e sposta l’appuntamento delle 2 a domani”..
    ora sono solo pubblicità…. e il vendere una funzione presentandola come una rivoluzione…

  • theduff

    Finchè non funzionano come Jarvis di Tony Stark sono inutili o meglio dei giocattoli da sfoggiare

  • Marcomanni

    “l’utente medio che acquista smartphone Android consapevole del sistema operativo e delle sue caratteristiche conosce maggiormente le possibilità del proprio smartphone rispetto all’utente medio di iPhone”

    Si, quest magari due anni fa, quando iOS era in testa alle vendite. Se prima era l’iPhone e finire in mano a cani e porci oggi questo succede per android che è possibile acquistare anche a 49€ (x10 con h3g un anno fa).

    Intanto la fighetta che ha l’iPhone ha iniziato a imparare ad usarlo. Sa che con il doppio tasto Home dalla lockscreen puó comandare la musica, che puó scattare foto con il tasto volume e rivederle con uno swipe, che con Home e power fa uno screenshot e che grazie ad iCloud se compra un nuovo iPhone si ritrova dalle chiamate perse salvate per arrivare ai progressi di angry bird.

    • quiro91

      La diffusione di Android è anche dovuta ad un ottimo prezzo e per questo ho scritto “Consapevole del sistema operativo”. Intendo dire l’utente che compra uno smartphone Android sapendo cosa è Android non solo perché è economico, senza averlo mai sentito nominare. Poi dopo, gli utenti che non sfruttano a pieno il loro smartphone ci sono da entrambe le parti, ma questo è un altro discorso.

      • Chris94

        no, l’utente medio che ha android non sa cos’è android, ma non sa nemmeno cos’è windows phone.

        l’utente medio non sa neanche di avere un android tra le mani, e non sa quali siano le sue potenzialità

        • quiro91

          forse non mi sono spiegato bene: dicendo utente medio non intendo dire l’utente medio di Android. Intendo dire, l’utente medio tra coloro che conoscono Android. Insomma, non tra tutti i possessori, ma tra chi l’ha scelto per il sistema operativo, più che per la marca o il prezzo. Spero di essermi chiarito

          • Chris94

            adesso si, grazie mille!

      • Marcomanni

        No, l’utente medio sceglie android e non sa neanche cosa sia!!!

        Notizia di questi giorni, secondo gartner (non secondo zio Filippo quindi), che nei mesi scorsi diceva che android aveva doppiato per diffusione iOS, il 60 per cento degli utenti della mela usano il telefono per navigare contro il 20 per cento del robottino. Ora, o il vostro browser fa cagare, e per quelle volte che l’ho provato non mi è parso, o android è troppo spesso un acquisto casuale.

        Se invece per utente medio intendi quello che poi hai precisato dopo sei cmq in errore, perché come ti dicevo prima la ragazzina di 18anni dopo 3 anni di iPhone è CONSAPEVOLE anche lei di come funziona splenditamente iCloud, iMessage, le scorciatoie di safari e fotocamera, lo swipe per eliminare messaggi, email, etc.

        • quiro91

          se rileggi bene il finale dell’articolo vedrai che non ho scritto “L’utente medio”, ma “l’utente medio che acquista smartphone Android consapevole del sistema operativo e delle sue caratteristiche”
          detto questo, Android lo si può avere su telefoni dal costo di 49€, ed è ovvio che quando si compra un cellulare dal costo oltre i 500 euro lo si usi per navigare, mentre a 49€ la navigazione internet non è forse la caratteristica più ricercata. Detto ciò, come opinione personale di chi li ha provati entrambi, attualmente Chrome su Android è almeno 10 volte meglio di Safari

        • deltari

          Marcomanni mi sa che fai i cosiddetti “conti del salumiere” …..ti è mai passato di mente che per esempio la maggior parte degli smartphone di fascia medio alta è venduta con contratti con internet incluso? percui chi acquista smarthphone a basso costo può non averlo/usarlo?(apple non mi sembra ne venda)…..la base per le due percentuali è la stessa? (forse quella della ricerca si, ma quella reale?) perchè mettere a confronto due percentuali non serve a nulla…..io ad esempio sono un cosulente informatico, percui secondo i tuoi giudizi sono uno utente consapevole, ma comunque non utilizzo il cellulare per navigare più di tanto, forse dovrei farmi facebook…..

  • Luka

    Secondo me Siri, così come Svoice hanno due principali utilizzi:
    1)in macchina, magari per mandare un sms o fare una chiamata senza dover usare le mani (non so se funziona anche con il GPS, ma se fosse così sarebbe perfetto)
    2) al bar/casa con gli amici per farsi fighi.
    Comprare un iphone o un SG3 solo per questo è decisamente esagerato, ma se uno si ritrova tra le mani un terminale che possiede questa funzionalità può benissimo utilizzarlo per fare ciò

  • Mauro Rulli

    Personalmente mi è sembrato proprio un bell’articolo!

    Quando uscirono i primi sistemi di riconoscimento vocale, solamente su PC (i cellulari avevano iniziato da poco la loro diffusione) c’era un certo scetticismo, si diceva che non sarebbero mai riusciti a riconoscere intere frasi di senso compiuto. C’è voluto un pò, ma il riconoscimento vocale di oggi credo sia soddisfacente, a volte superiore alle aspettative quando capisce cosa dici con diversi rumori di fondo, e in tantissime lingue!
    Credo quindi che lo stesso percorso possa essere fatto da questi “assistenti vocali”, siamo solo agli albori di questa tecnologia. Rimane vero che alcune cose uno non voglia dirle in pubblico, ma per tutto il resto potenzialmente questo tipo di software potrebbe diventare il sistema di input prioritario di un dispositivo.
    Inoltre, non potrei immaginare il google glass senza input vocale!

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