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Google contro Nokia e Microsoft: altre azioni legali all’orizzonte?

Roberto Orgiu

Se davvero Fortune non si sbaglia e Google è la migliore azienda per cui lavorare, di certo non si riferisce al suo staff legale, ancora una volta impegnato in una delle controversie che coinvolgono Mountain View: dopo la miriade di cause che abbiamo esaminato nei giorni scorsi e la vittoria su Oracle per la questione del Java, ora tocca a Nokia e Microsoft fronteggiare il colosso della ricerca, proprio per una questione di brevetti.

Questa volta, però, a citare in giudizio la Nokia presso la Corte Europea è stata proprio la mamma del robottino verde, convinta che dietro all’accordo che la casa finlandese ha stretto con la canadese MOSAID ci sia un tentativo di far alzare i prezzi degli smartphone in modo da favorire la vendita di Windows Phone.

Stando a quanto detto durante la conferenza stampa dello scorso settembre tenutasi ad Ottawa, MOSAID otterrebbe dalle concessioni di licenza e dalla monetizzazione dei propri brevetti più di quanto la società stessa abbia guadagnato dalla sua costituzione nel 1975.

Ciò che Google teme è che la rivale nordamericana possa non attenersi ai termini FRAND (fair, reasonable and non-discrimatory, ovvero, equo, ragionebole e non-discriminante) per i suoi nuovi 1200 brevetti inerenti standard alla base della connettività wireless, in modo da favorire taluni acquirenti e svantaggiandone altri, nella fattispecie, Mountain View.

Nokia and Microsoft are colluding to raise the costs of mobile devices for consumers, creating patent trolls that side-step promises both companies have made. They should be held accountable, and we hope our complaint spurs others to look into these practices.

Queste sono le parole che l’azienda creatrice di Android ha depositato sul banco degli imputati: Microsoft e Nokia cercano di creare un patent troll che si mobiliti per far alzare i prezzi degli smartphone. La risposta di Microsoft non si è fatta attendere, accusando Google di abuso di brevetti fondamentali agli standard wireless, rispondendole in questi termini:

Google is complaining about patents when it won’t respond to growing concerns by regulators, elected officials and judges about its abuse of standard-essential patents, and it is complaining about antitrust in the smartphone industry when it controls more than 95% of mobile search and advertising. This seems like a desperate tactic on their part.

Che, tradotto, suona più o meno così:

Google si lamenta circa i brevetti quando non risponde ai regolatori per quanto riguarda l’abuso di brevetti fondamentali per gli standard, e si lamenta circa l’antitrust quando controlla più del 95% della ricerca mobile e della pubblicità. Sembra davvero una tattica disperata, da parte loro.

Chi abbia ragione, ancora non si sa, ma quel che pare ovvio è che l’azienda di Redmond non ha risposto all’accusa di Google, ma ne ha mosse di nuove. E se a Mountain View detengono il 95% delle ricerche, qualche motivo ci sarà sicuramente, o no?

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