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Il presidente di NTT Docomo preferisce l’apertura di Android alla chiusura di iOS

Nicola Randone

“L’iPhone può anche essere lo smartphone più popolare del Giappone ed NTT Docomo il più importante operatore del paese ad adottarlo, ma quella che potrebbe sembrare una partita da giocare nell’etere è improbabile che avvenga in tempi brevi”: questo un riassunto delle osservazioni fatte qualche giorno fa dal presidente di Docomo, Ryuji Yamada.

Nonostante il boom di vendite del melafonino nella terra del Sol Levante, senza mezzi termini Yamada esprime la sua preferenza per i dispositivi Android  attribuendone il merito alla “natura aperta” della piattaforma. Nella conferenza stampa indetta per la presentazione della line-up estiva dell’azienda, Yamada ha detto ad una folla di giornalisti che a causa delle severe norme di Apple sarà difficile per Docomo offrire ai propri clienti quella user-experience che al contrario è facile implementare in Android.

Per spiegare meglio il concetto Yamada ha fatto l’esempio di Shabette Concier, un sistema di controllo vocale proprietario a detta loro migliore di Siri (almeno per quanto riguarda la lingua giapponese), che è stato facile inserire sui dispositivi della serie Galaxy di Samsung così come sui telefoni Sony Xperia.

A conferma di quanto detto Docomo ha annunciato qualche giorno fa 16 nuovi smartphone facenti parte l’offerta estiva dell’operatore: tutti montano a bordo Android 4.0 arricchito con servizi di rete personalizzati dall’operatore.

A questo punto aggiungiamo una nostra riflessione sull’argomento. E’ sicuramente vero che il mondo Apple è troppo chiuso per poter consentire agevolmente anche ad un operatore di telefonia un intervento “importante” all’interno del codice sorgente, cosa che al contrario è estremamente facile in Android, tuttavia è anche vero che grazie a questo atteggiamento aziendale si sono evitati i problemi legati alla “frammentazione” che ancor oggi rendono Android un sistema non competitivo se parliamo di applicazioni ad alto livello. Probabilmente Apple dovrà qualche sforzo in più per consentire agli operatori (almeno i più importanti) una maggiore integrazione dei loro servizi all’interno di iOS, pena la possibile perdita di una buona fetta del mercato “popolare” così faticosamente conquistata grazie al lavoro di Jobs.

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