android

Quanto possono migliorare prestazioni e batteria di uno smartphone con un kernel modificato?

Lorenzo Quiroli -

Ci sono domande a cui nessun uomo è mai riuscito a dare una risposta, domande come “Quale è il senso della vita?”, “Cosa c’è dopo la morte?” e “Un custom kernel può veramente migliorare le prestazioni del mio smartphone senza comprometterne la durata della batteria?“; ebbene, oggi noi proveremo a fornirvi una risposta a quest’ultima domanda.

Partiamo da alcune premesse necessarie: per i nostri test abbiamo utilizzato due diversi software, AnTuTu Benchmark per misurare le prestazioni e AnTuTu Tester che scarica la batteria ponendo luminosità e l’utilizzo della CPU al 100% e dopo alcune ore affida un punteggio relativo all’autonomia del dispositivo. Le prove sono state effettuate sul firmware stock di Ice Cream Sandwich versione 4.0.4 build IMM76I, ovvero l’ultima versione disponibile, su un Samsung Galaxy Nexus GSM acquistato in Italia, testando quattro diversi kernel oltre all’originale, ossia LeanKernel, Franco Kernel, PopCornKernel e CM9Plus Kernel, che risultano essere tra i migliori e i più famosi su XDA; abbiamo cercato di rendere questo test il più oggettivo possibile riproducendo le stesse identiche condizioni all’avvio di ogni test, ma è ovvio che i valori dei benchmark potrebbero variare su un diverso Galaxy Nexus. Ma ora bando alle ciance e vediamo subito i risultati:

1. Kernel stock

Questo sarà il nostro termine di paragone durante le altre prove, il benchmark di un Galaxy Nexus completamente originale, senza nemmeno i permessi di root; prestate particolare attenzione al punteggio ottenuto dalla grafica 2D (147) perché sarà interessante confrontarlo successivamente con i prossimi benchmark. Evidenziamo che già con questo kernel il dispositivo riesce a gestire il launcher originale di Ice Cream Sandwich senza alcun lag, e anche la batteria, sebbene non rappresenti il punto di forza di questo smartphone, riesce ad arrivare tranquillamente a fine giornata con un utilizzo medio. Ma vediamo ora un valore oggettivo dell’autonomia grazie ad AnTuTu Tester:

Come si può vedere il punteggio è buono, in quanto davanti al Galaxy SII che è il dispositivo più simile al Nexus tra quelli elencati. Anche questo grafico sarà il nostro termine di paragone per quanto riguarda l’autonomia del firmware originale rispetto a quello che invece utilizza un kernel modificato. Iniziamo quindi ad esaminare le prestazioni ottenute flashando un diverso kernel:

2. LeanKernel 3.4.0

Ciò che si vede a primo impatto è che le prestazioni generali sono diminuite, nonostante il valore della grafica 2D sia praticamente raddoppiato: a rimetterci sono stati CPU Integer e CPU Float-Point, che rappresentato la potenza di calcolo matematica del processore. Il resto cambia in modo impercettibile, quindi è prevedibile che questo calo di rendimento porti con sè quantomeno un buon aumento nella durata della batteria:

L’aumento preannunciato effettivamente c’è stato: il Nexus ha fatto un buon balzo verso l’alto sorpassando il Galaxy SL, 21 punti più in più con un miglioramento di circa il 5%, non un miracolo sia chiaro, ma magari possono essere quei 30 minuti che a fine giornata potrebbero risultare preziosissimi. Quindi è possibile migliorare la batteria sacrificando le prestazioni e viceversa, o è possibile avere un miglioramento complessivo in entrambi? La parola al prossimo kernel.

3. PopCornKernel 10.1

Il benchmark è migliore sia del Leankernel che della versione originale, sorpassata di 140 punti circa, sempre con una perdita sulle prestazioni di calcolo della CPU ma recuperata egregiamente nel settore grafica 2D, database IO e lettura della scheda SD (che per il Galaxy Nexus è in realtà la partizione interna /sdcard, non una vera SD). Ma riuscirà a tenere testa alle due precedenti versioni in quanto ad autonomia?

La risposta è sì: il PopCornKernel sorpassa di misura il Leankernel, portanto la differenza con il kernel originale a 22 punti, nonostante il miglioramento di prestazioni, soprattutto grafiche, introdotto. Un kernel che si conferma ottimo, e riesce a introdurre un miglioramento complessivo allo smartphone.

4. Franco Kernel Milestone 3

Fu così che si aprì un abisso: non solo il Franco è il primo a tener testa allo stock nei test CPU Integer e Floatin-Point, ma lo fa portando con sè anche i miglioramenti grafici dei precedenti kernel, con un divario di punteggio di circa 540 punti. Notiamo che è presente di defualt un leggerissimo overclock, che porta a 1228 MHz la frequenza della CPU, ma di sicuro non abbastanza per giustificare uno scarto così ampio. Ma l’autonomia avrà risentito di questo aumento di potenza?

La batteria cala impercettibilmente rispetto ai due precedenti kernel, facendone il probabile vincitore di questi test, grazie ad una buona autonomia ed a prestazioni nettamente superiori agli altri. Ma prima di tirare le somme, ecco un ultimo esperimento.

5. CM9Plus Kernel

Dobbiamo precisare prima di tutto che quest’ultimo test è stato più che altro uno sfizio per provare il kernel della nuova CM9, ancora in via di sviluppo. Si tratta di un porting di un kernel costruito appositamente per la CM9, iniziato da poco, quindi le sue prestazioni potrebbero non essere all’altezza, anche se come potete vedere il benchmark è molto buono. Vediamo quindi la batteria:

Le migliori prestazioni nel benchmark vengono stavolta pagate a caro prezzo: il dispositivo perde molti punti rispetto al kernel stock e moltissimi rispetto agli ultimi kernel visti, ma a sua discolpa possiamo dire che è un progetto appena iniziato preso dal kernel per la CyanogenMod9 che viene sviluppato unicamente ed appositamente per la loro ROM.

CONCLUSIONI

Valutare la convenienza o meno di un kernel è una questione più complicata di quanto i benchmark la facciano sembrare: prima di tutto, cambiarlo implica l’avere i permessi di root che come sappiamo bene invalidano la garanzia (sulla maggior parte dei dispositivi in commercio). In secondo luogo, i miglioramenti di un kernel in quanto ad autonomia dipendono dall’uso che ne fate: alcuni kernel lavorano meglio ottimizzando il consumo in standby, altri invece riescono a ridurre al minimo i consumi dello schermo; insomma, per trovare quello che più si adatta alle vostre esigenze conterà maggiormente l’esperienza rispetto ad un benchmark.

Il miglioramento poi, non è così semplice da ottenere: il kernel Franco è in lavorazione ininterrotta dallo scorso dicembre, ben sei mesi che lo hanno reso uno dei kernel migliori per il Galaxy Nexus. Vanno quindi valutatati bene i benefici reali introdotti e la qualità del nuovo kernel, senza alcun pregiudizio, ma è prevedibile che dopo di 6 mesi di lavoro sui sorgenti del kernel uno sviluppatore capace ed esperto riesca a migliorarlo, e questo è sicuramente un punto a favore di Android rispetto alla concorrenza: non che si debba cambiare kernel o ROM per forza per avere un buon dispositivo al passo con i tempi, ma quantomeno esiste la possibilità di poterlo fare.

Voi cosa ne pensate? Preferite cambiare il vostro kernel (e magari anche la ROM) o tenere la configurazione originale del vostro dispositivo?