RIM-wake-up

Samsung era effettivamente innocente: il flash mob in australia è opera di RIM

Lorenzo Quiroli

Non erano in pochi i maliziosi che vedendo le immagini della campagna “Wake up” hanno subito pensato a Samsung come mandante; d’altronde gli indizi (in modo particolare la presentazione di domani del nuovo Galaxy S III) sembravano tutti convergere sulla stessa soluzione, nonostante Samsung avesse negato ufficialmente il suo coinvolgimento nell’iniziativa.

Eppure Samsung era davvero sincera al riguardo e la conferma ci giunge proprio da RIM, l’azienda produttrice degli smartphone Blackberry, organizzatrice della campagna il cui intento era pubblicizzare un nuovo prodotto che verrà svelato  il 7 maggio, probabilmente legato al nuovo sistema operativo Blackberry 10 rivelato ieri, che ponesse l’attenzione su cosa realmente significhi “essere in business” per gli australiani.

In fondo, visti i tempi che corrono per RIM, essere scambiati per Samsung può già definirsi un primo passo verso il ritorno sulla scena del produttore canadese ormai da tempo in crisi.

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