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Ecco il primo vero Google Phone del 2006, con tanto di brand TIM

Il capostipite di tutti gli smartphone Android è storicamente il T-Mobile G1/HTC Dream, uscito nell’ottobre del 2008; già all’inizio di quell’anno però circolava internamente a Google un prototipo poi non diffuso tra il grande pubblico, ma le immagini che vi mostriamo oggi risalgono addirittura al 2006, cortesia del processo Oracle Vs Google.

All’epoca Google si lamentava con T-Mobile che “le interfacce dei telefoni e la possibilità di integrare app di terze parti sono un ostacolo”, aggiungendo che l’esperienza di Mountain View unita a piani dati illimitati sarebbero stati una combinazione vincente (in effetti ci sarebbe piaciuto vedere realizzata questa seconda parte). A quanto pare comunque Google ha cercato la partnership con ben più di un operatore e di certo non solo con quelli americani: ai colleghi d’oltreoceano può anche essere sfuggito, ma il logo TIM che campeggia in alto sullo smartphone è per noi fin troppo familiare per passare inosservato.

Le specifiche ipotizzate all’epoca sembrano lontane anni luce dai giorni nostri, ma rivelano comunque dei dettagli interessanti:

  • processore ARMv9 da almeno 200 MHz
  • rete GSM (meglio 3G)
  • 64 MB di RAM e altrettanti di ROM
  • miniSD (non micro)
  • fotocamera da 2 megapixel con pulsante dedicato
  • USB
  • Bluetooth 1.2
  • display QVGA (320 x 240) con almeno 65.536 colori diversi (16-bit)

 

Non ci siamo dimenticati del touchscreen, semplicemente non era considerato un requisito indispensabile, data la presenza obbligatoria di due tasti soft menu. Anche la tastiera QWERTY era opzionale, così come il Bluetooth 2.0 + EDR, un “display secondario“, e anche Wi-Fi, GPS non erano ritenuti tali, così come l’accelerazione hardware.

Da un punto di vista software le app principali includevano ovviamente dialer, rubrica e messaggi, ma anche la homescreen (sebbene non sappiamo come fosse progettata) e un browser basato sempre su WebKit, come l’attuale; solo nel Q3 del 2006 erano attesi GTalk, Gmail, Calendario, MMS, un servizio di “chat-based SMS” (ovvero una qualche app di messaggistica che oggi stentiamo a trovare nel portfolio di Google), e le mail via POP.

Insomma Google sembrava avere le idee piuttosto chiare su Android ben prima di quanto molti potrebbero pensare, sicuramente in largo anticipo rispetto a quel 2008 in cui ha esordito: i primi dispositivi dovevano infatti essere certificati dagli operatori tra giugno e agosto 2007, ma ormai sappiamo che purtroppo i tempi sono stati un po’ più lunghi.

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