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Tanto tuonò che piovve. Skydrive, Google Drive, Dropbox e le licenze d’uso dei contenuti.

EULA Google finale

Abbiamo confrontato le licenze d’uso di tre importanti servizi cloud, Skydrive, Dropbox e Google Drive. Su un punto importante: la titolarità dei contenuti. Più che nuvola, l’ultimo nato sembrerebbe essere un nuvolone temporalesco. Che ne pensate?

DROPBOX

“By using our Services you provide us with information, files, and folders that you submit to Dropbox (together, “your stuff”). You retain full ownership to your stuff.We don’t claim any ownership to any of it. These Terms do not grant us any rights to your stuff or intellectual property except for the limited rights that are needed to run the Services, as explained below.”

SKYDRIVE

“Except for material that we license to you, we don’t claim ownership of the content you provide on the service. Your content remains your content. We also don’t control, verify, or endorse the content that you and others make available on the service.”

GOOGLE DRIVE

“When you upload or otherwise submit content to our Services, you give Google (and those we work with) a worldwide license to use, host, store, reproduce, modify, create derivative works (such as those resulting from translations, adaptations or other changes we make so that your content works better with our Services), communicate, publish, publicly perform, publicly display and distribute such content.”

Valido motivo per astenersi dall’uso della nuova piattaforma cloud?
Una brevissima traduzione del punto “incriminato”: Sia SkyDrive che Dropbox dichiarano che l’utente, caricando contenuti nei  loro sistemi, mantiene pieni diritti e la proprietà sui file caricati. We don’t claim ownership significa semplicemente questo, Dropbox e Skydrive non acquisiranno – a fronte del servizio prestato – alcun diritto di proprietà intellettuale sui file, che restaranno nella titolarità esclusiva dell’utente.

Molto diverso il discorso di Google con: you give Google (and those we work with) a worldwide license to use, host, store, reproduce, modify, create derivative works dichiara che nel momento stesso in cui l’utente carica i file nel sistema, concede a Google (e alle società derivate e collegate) una licenza illimitata globale (mondiale) per archiviare, usare, riprodurre, modificare e creare lavori derivati.

Devo dire che ci sono varie interpretazioni di questa EULA e altri documenti di Google la ridefiniscono in modo meno restrittivo. A mio avviso rimane quantomeno “scritta molto male” specialmente rispetto alle altre due citate, che non lasciano spazio ad interpretazioni.

In ogni caso vi riportiamo il link alla versione italiana, che contiene tutte le informazioni che vi possono essere utili a elaborare il contenuto della parte estratta sopra (che come tale è quindi solo “una parte” di tutta la EULA). E’ abbastanza ovvio che Google possa concedere i suoi servizi gratis anche grazie a possibilità come queste e infatti noi le riportiamo solo affinché ciascuno possa farsi una propria idea personale.