| 25 aprile 2012 | 34 Commenti

Tanto tuonò che piovve. Skydrive, Google Drive, Dropbox e le licenze d’uso dei contenuti.

EULA Google finale

Abbiamo confrontato le licenze d’uso di tre importanti servizi cloud, Skydrive, Dropbox e Google Drive. Su un punto importante: la titolarità dei contenuti. Più che nuvola, l’ultimo nato sembrerebbe essere un nuvolone temporalesco. Che ne pensate?

DROPBOX

“By using our Services you provide us with information, files, and folders that you submit to Dropbox (together, “your stuff”). You retain full ownership to your stuff.We don’t claim any ownership to any of it. These Terms do not grant us any rights to your stuff or intellectual property except for the limited rights that are needed to run the Services, as explained below.”

SKYDRIVE

“Except for material that we license to you, we don’t claim ownership of the content you provide on the service. Your content remains your content. We also don’t control, verify, or endorse the content that you and others make available on the service.”

GOOGLE DRIVE

“When you upload or otherwise submit content to our Services, you give Google (and those we work with) a worldwide license to use, host, store, reproduce, modify, create derivative works (such as those resulting from translations, adaptations or other changes we make so that your content works better with our Services), communicate, publish, publicly perform, publicly display and distribute such content.”

Valido motivo per astenersi dall’uso della nuova piattaforma cloud?
Una brevissima traduzione del punto “incriminato”: Sia SkyDrive che Dropbox dichiarano che l’utente, caricando contenuti nei  loro sistemi, mantiene pieni diritti e la proprietà sui file caricati. We don’t claim ownership significa semplicemente questo, Dropbox e Skydrive non acquisiranno – a fronte del servizio prestato – alcun diritto di proprietà intellettuale sui file, che restaranno nella titolarità esclusiva dell’utente.

Molto diverso il discorso di Google con: you give Google (and those we work with) a worldwide license to use, host, store, reproduce, modify, create derivative works dichiara che nel momento stesso in cui l’utente carica i file nel sistema, concede a Google (e alle società derivate e collegate) una licenza illimitata globale (mondiale) per archiviare, usare, riprodurre, modificare e creare lavori derivati.

Devo dire che ci sono varie interpretazioni di questa EULA e altri documenti di Google la ridefiniscono in modo meno restrittivo. A mio avviso rimane quantomeno “scritta molto male” specialmente rispetto alle altre due citate, che non lasciano spazio ad interpretazioni.

In ogni caso vi riportiamo il link alla versione italiana, che contiene tutte le informazioni che vi possono essere utili a elaborare il contenuto della parte estratta sopra (che come tale è quindi solo “una parte” di tutta la EULA). E’ abbastanza ovvio che Google possa concedere i suoi servizi gratis anche grazie a possibilità come queste e infatti noi le riportiamo solo affinché ciascuno possa farsi una propria idea personale.

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Categorie: Software

  • DangerNet

    CAVOLO! Non mi sembra una faccenda corretta! MI sa che qualche Antitrust americana e non interverrà in breve tempo :O

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  • Elf89

    Tra 50 GB di box.net e 25 GB di Skydrive (di cui però manca l’app dedicata) di Google Drive non ho proprio bisogno!

    • DangerNet

      E che te ne fai di 50GB quando puoi caricare solo file da 100mb alla volta?

      • Elf89

        Intanto sono gratis, poi non tutti hanno le stesse necessità.
        finora non sono incappato nella limitazione visto che lo spazio su pennette o hard disk non mi manca; in casi estremi utilizzerei skydrive.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1050361395 William Grimaldi

    wow. In questo google è molto scorretta. Mi sà che hanno ragione. Google sta diventando “malvagia”

    • http://profiles.google.com/homen3 Gianluca Mazza

      grazie per la tua opinione, ci starò lontano..

  • RiccardoC

    per ora, dato che manca anche il client linux, mi tengo dropbox… le condizioni d’uso di gdrive sembrano davvero assurde! 

    • Tacco

      Il client Linux sta arrivanado per fortuna e, notizia di oggi, sta arrivando anche quello Steam!!! Sembra che Valve odi Windows8, altra notizia che mi fa tanto tanto piacere e si vocifera sempre piu’ di una potentissima console Valve basata su Linux.

  • http://profiles.google.com/federico.simionato Federico Simionato

    :-O

  • Sandocan

     Molto ma molto vaghe queste norme. E la chiave sta nell’interpretazione di questo pezzo.

    “I diritti che concede con questa licenza riguardano lo scopo limitato di
    utilizzare, promuovere e migliorare i nostri Servizi e di svilupparne
    di nuovi.”

    Quando è così solitamente nelle dispute legali sarà il giudice a decidere se Google abbia sforato o meno.

  • http://twitter.com/VariousFor Various For

    “Don’t Be Evil” un par di ciufoli!!!

    Microsoft sarà anche la regina dell’antitrust, ma certe porcate non le fa.

  • http://lippolweblog.wordpress.com Leonardo Arka

    A dire il vero, questa è la politica di Google da sempre.
    Nessuno sta diventando malvagio. E’ così punto. Lo sappiamo tutti che in fatto di privacy Google è oscena, ma ci sono due lati della medaglia da vedere.
    Da una parte Google si riserva il diritto di utilizzare i nostri dati come se fossero suoi e comunicarli a chi voglia, dall’altra l’accesso ad essi permette di migliorare i servizi in base alle abitudini degli utenti.
    Questo fa di Google il punto di riferimento nei servizi online.

    Non vi siete mai chiesti perché tutto è Gratis? Come credete che campi Google?

    • http://www.facebook.com/profile.php?id=1050361395 William Grimaldi

      riflettendoci come politica è giusta. è vero sì che i file sono i miei ma è giusto che li legga e li scambi. Come fanno le banche. Io do loro i loro soldi e loro li danno a tizio, caio e sempronio però quando mi servono io li chiedo e loro me li ridanno. Ciò lo rende ok per i privati ma tecnicamente se un azienda (per assurdo nokia) postasse lì un brevetto in automatico lo cede a google o sbaglio???

  • Pingback: Google Drive e le condizioni d’uso – Androidiani | Androidiani.com

  • http://twitter.com/emilime emilime

    a leggere questo articolo mi ero un po’ preoccupato per fortuna/purtroppo non è proprio completo, leggetevi anche questo che spiega nel dettaglio come alla fine i diritti che si danno ai vari servizi cloud siano gli stessi, per tutti:

    http://www.theverge.com/2012/4/25/2973849/google-drive-terms-privacy-data-skydrive-dropbox-icloud

    • http://twitter.com/alexselva Alessandro Selva

       ottimo articolo, grazie! ha chiarito decisamente bene la questione, direi che non ci sono problemi a usare Drive!

    • http://www.facebook.com/profile.php?id=100000098438512 Uhmol Lomhu

      Quindi, se ho tradotto bene, vorrebbe dire che comunque rimangono validi i diritti e che loro non si approprieranno del mio materiale mettendolo in rete o dandolo a terzi. Altrimenti come ci può caricare un lavoro una persona? rischia davvero tanto…

  • pippo0312

      Se siete preoccupati della privacy ci sono due possibilita’:

    criptare i dati PRIMA di uploadarli su DropBox (o su altro servizio cloud):

    http://www.makeuseof.com/tag/encrypt-dropbox-data-encfs-linux/

    oppure usare l’ottimo WUALA, che crypta i dati prima di uploadare:

    http://www.wuala.com/

    Mi piace!
    Rispondi

    Fonte: http://www.androidiani.com/uncategorized/google-drive-e-le-condizioni-duso-100259?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Androidiani+%28Androidiani.com%29&utm_content=Google+Reader

  • Francesco Fumelli

    L’articolo di THE VERGE è corretto, rimane il fatto che – come l’articolo stesso dice – la questione è di “interpretazione linguistica”.
    Anche io usero’ Google Drive, senza dubbio. Ma ci sono almeno tre punti che mi hanno motivato a diffondere queste riflessioni:

    1) Sbilanciamento di forze
    Si gioca su sottili interpretazioni linguistiche (come conferma anche THE VERGE) e un singolo utente – che dovesse trovarsi a discutere con gli avvocati di Google – si troverebbe in una posizione molto sbilanciata. A suo sfavore. 

    2) didattica e coscienza
    Altro motivo per cui è sempre giusto leggere le licenze d’uso è che già oggi – e sempre piu’ in futuro – sarà importante non dare mai NIENTE per scontato. Su privacy e gestione dati si stanno giocando immense fortune. Leggere e criticare aiuta a convincere queste megacompany che siamo persone, pensanti e pronte a inchiodarli su loro eventuali abusi.

    3) Correttezza
    Dont be evil. Da una azienda con questo slogan mi aspettavo una EULA più rassicurante. Google Drive è uno spazio di archivio, non dovrebbe condividere la stessa policy di altri servizi. Posso (volendo) caricarci cose molto, molto riservate. E non create sulla piattaforma Google. Quindi dati sui quali loro non possono neppure dire “lo hai fatto con i miei tools” (come per i Gdoc) Dovrei essere sicuro, in modo chiaro. E senza dover troppo interpretare. In questo le altre citate sono assai migliori di quella di Google.

    Questo in fondo è il discorso finale, va bene tutto, ma una chiarezza maggiore, puntuale e meno “da interpretare” non avrebbe certo guastato a livello di immagine.

    • DeePo

      Che ci sia uno sbilanciamento di forze è (purtroppo) ovvio, eppure il contratto di Google (che non è un EULA) è di gran lunga il più chiaro e trasparente, forse anche troppo, visto il caos che ha scatenato, l’apparente cordialità degli altri in realtà nasconde una mancanza di forma che lascia aperti varchi molto grossi!
      Il contratto di DropBox per esempio è particolramente ambiguo nella formulazione del diritto di proprietà:
      Prima dicono :”You retain full ownership to your stuff. We don’t claim any ownership to any of it.” poi però: ” These Terms do not grant us any rights to your stuff or intellectual property except for the limited rights that are needed to run the Services, as explained below” nota bene, individua sia i diritti generici, sia la proprietà intellettuale e poi su questo insieme estende la possibilità di arrogarsene una parte, e non è che nella parte relativa alla licenza d’uso (di cui peraltro non parlano mai espressamente, si riferiscono piuttosto a generici permessi) siano molto più chiari.

      Google invece formula come segue:”Some of our Services allow you to submit content. You retain ownership of any intellectual property rights that you hold in that content. In short, what belongs to you stays yours.” in questo caso la proprietà intellettuale è espressamente esclusa dalla licenza d’uso.

    • DeePo

      Che ci sia uno sbilanciamento di forze è (purtroppo) ovvio, eppure il contratto di Google (che non è un EULA) è di gran lunga il più chiaro e trasparente, forse anche troppo, visto il caos che ha scatenato, l’apparente cordialità degli altri in realtà nasconde una mancanza di forma che lascia aperti varchi molto grossi!
      Il contratto di DropBox per esempio è particolramente ambiguo nella formulazione del diritto di proprietà:
      Prima dicono :”You retain full ownership to your stuff. We don’t claim any ownership to any of it.” poi però: ” These Terms do not grant us any rights to your stuff or intellectual property except for the limited rights that are needed to run the Services, as explained below” nota bene, individua sia i diritti generici, sia la proprietà intellettuale e poi su questo insieme estende la possibilità di arrogarsene una parte, e non è che nella parte relativa alla licenza d’uso (di cui peraltro non parlano mai espressamente, si riferiscono piuttosto a generici permessi) siano molto più chiari.

      Google invece formula come segue:”Some of our Services allow you to submit content. You retain ownership of any intellectual property rights that you hold in that content. In short, what belongs to you stays yours.” in questo caso la proprietà intellettuale è espressamente esclusa dalla licenza d’uso.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=100000098438512 Uhmol Lomhu

    “Nei nostri Servizi vengono visualizzi contenuti che non sono di proprietà di Google. Tali contenuti sono esclusiva responsabilità del soggetto che li rende disponibili. Potremmo riservarci il diritto di esaminare i contenuti per stabilirne l’eventuale illegalità o contrarietà alle nostre norme, e potremmo altresì rimuovere o rifiutarci di visualizzare dei contenuti qualora avessimo ragionevole motivo di ritenere che violino le nostre norme o la legge. Ciò non significa necessariamente che esaminiamo i contenuti, né lo si potrà presumere.”

    “Alcuni dei nostri Servizi permettono all’utente di inviare contenuti. L’utente mantiene gli eventuali diritti di proprietà intellettuale detenuti su tali contenuti. In breve, ciò che appartiene all’utente resta di sua proprietà.”

    “ I diritti che concede con questa licenza riguardano lo scopo limitato di utilizzare, promuovere e migliorare i nostri Servizi e di svilupparne di nuovi.”

    “Qualora i nostri Servizi fossero utilizzati per conto di un’azienda, l’azienda dovrà accettare i presenti termini. L’azienda deve tenere indenne e tutelare Google e relativi affiliate, funzionari, agenti e dipendenti da qualsiasi reclamo, causa o azione derivanti da o relativi all’utilizzo dei Servizi o alla violazione dei presenti termini, comprese eventuali responsabilità o spese derivanti da reclami, perdite, danni, azioni legali, sentenze, spese processuali e legali.”

    Mi par di capire che l’utente privato non rischia qualora carica un suo lavoro personale e non ne modifichi la visibilità, che inizialmente è privata. La licenza serve a google per premunirsi ma non può, anche se sottoscritta dall’utente, essere una cessione della proprietà intellettuale, che se non vado errato necessita di atto notarile con presenza e firma delle due parti (vendita dei diritti). Resta comunque fattibile che venga modificata quanto prima in qualcosa di meno ambiguo…

  • http://twitter.com/nick88msn Nicola Mastrandrea

    ragazzi dovete leggerlo in maniera completa….
    “I diritti che concede con questa licenza riguardano lo scopo limitato di utilizzare, promuovere e migliorare i nostri Servizi e di svilupparne di nuovi.” che significa che lo utilizza per ads, ma non può cederlo a terzi…. 

    • Francesco Fumelli

      Sbagliato Nicola: you give Google (and those we work with) vuol dire che concedi a Google e a coloro che lavorano con lui.  ;) Quindi anche a terzi.
      Ripeto, questa EULA è linguisticamente troppo generica e quindi variamente interpretabile. Resta il problema che nessun utente potra’ contrastare nella interpretazione l’ufficio legale di Google e che le EULA di altri servizi similari sono molto piu’ “user friendly” –  Tanto mi basta per farmela garbare poco. Sto già usando Drive, ma spererei in una chiara modifica di un paio di punti da parte di big G-

      • http://twitter.com/nick88msn Nicola Mastrandrea

        Ho preso la versione italiana e dice chiaramente che google prende in licenza i file e può usarli solo per i suoi servizi, quindi no terzi.

        • stezxx85

          Il problema è che se la versione in italiano dice cose diverse da quella in inglese… quella che conta è quella in inglese… quindi bisogna fare sempre riferimento a quella in inglese…

          • http://www.facebook.com/profile.php?id=100000098438512 Uhmol Lomhu

            e perché scusa? io ho sottoscritto quella italiana e non vedo perché mi debbo rifare a quella inglese se quella che mi è stata proposta era italiana. Comunque non credo che nessuno di noi finirà per far causa a google, come non credo che google abbia interesse a rubare progetti aziendali o proprietà intellettuali. Altrimenti nessuno userebbe più i suoi servizi e tutti i professionisti migrerebbero ad apple…xD

          • stezxx85

            Perché quella in italiano è solo una traduzione (quindi non fa fede in sede legale poiché tu stipuli un accordo, accettando i termini del servizio, con ”
            Google Inc. («Google»), con sede a 1600 Amphitheatre Parkway, Mountain View, CA 94043, Stati Uniti. ” e pertanto ”
            In caso di eventuali controversie derivanti dai presenti termini o dai Servizi o a essi correlate, verranno applicate le leggi della California, USA, con l’esclusione delle norme di diritto internazionale privato della California. Tutti i reclami derivanti dai presenti termini o Servizi o a essi correlati andranno presentati esclusivamente nei tribunali federali o statali della contea di Santa Clara, California, USA, e Google e l’utente acconsentono alla giurisdizione personale in tali tribunali.” ).

            Ad ogni modo io non farò certo causa a google (non guadagno abbastanza per pagarmi 1000 avvocati xD).

  • Francesco Fumelli

    Non esiste differenza (se non di lingua) tra le due EULA, nel puno incriminato concordano pienamente…. leggere e comparare  :)

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=100000098438512 Uhmol Lomhu

    @stezxx85:disqus Quindi se loro fanno causa a me seguono le leggi italiane perché io sono italiano? Non lo so ma questa cosa non mi torna, infatti la traduzione non è fatta con google translator (quindi è fatta bene xD). Io credo che in sede legale non sia così scontata che si segua la versione inglese, a meno che non sia esplicitamente descritto (allora mi devono far sottoscrivere quella inglese). Penso anche io che però si equivalgano perché “chi lavora con google” non si intende una società terza nel senso di estranea al mondo di google, quindi una concorrente della società che ha ipoteticamente messo il lavoro su drive. Sarebbe comunque da chiarire…

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  • DeePo

    Mi accorgo ora di un’evidente quanto madornale errore di impostazione dell’articolo, che mi spiace dirlo dimostra una certa superficialità.
    Infatti si mette a confronto la parte relativa alla licenza d’uso di Google con le dichiarazioni sulla proprietà intellettuale, cioè parti diverse dei relativi contratti, o come si suol dire fischi con fiaschi!
    Se vogliamo fare un paragone, la dichiarazione sulla proprietà intellettuale di Google è direi la più chiara e trasparente:
    “Some of our Services allow you to submit content. You retain ownership of any intellectual property rights that you hold in that content. In short, what belongs to you stays yours.”
    Magari prima di scatenare il panico sarebbe opportuno leggere con un minimo di perizia!

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