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Il mondo è mobile (Guida al mondo degli smartphone Blackberry, iOS e Android)

Francesco Fumelli -

Introduzione

Ricordo ancora il mio primo “smartphone”, anche se ancora non si usava questo nome. Lo ricordo soprattutto perché mi costò una mezza fortuna. Il Nokia 9000 Communicator (GEOS OS) permetteva già allora (1998 o giù di li) di connettersi alla rete (per ciò che era) di usare la posta e di spedire e ricevere fax direttamente dal terminale. Molto, molto prima che il web (e la rete in genere) ci spingessero verso esistenze sociali e condivise.

Oggi tutti (o quasi) possiedono un PC. Molti possiedono anche un Notebook, Netbook e via di iPod, iPad e altro. E quasi tutti possiedono (o si accingono a possedere) uno smartphone, anche grazie ai prezzi sempre più abbordabili dei terminali. Tuttavia è evidente come ancora oggi non tutti sappiano – alla prova dei fatti – come usarli davvero e come sfruttarli al meglio. Questo si misura dalle domande classiche da “niubbi” mi vengono rivolte da amici, parenti e semplici utenti della rete.

Classica domanda dell’utente tipo che – dopo qualche giorno di adozione del nuovo smartphone – chiede: Perché il mio XXX si scarica in un giorno? il Nokia da 25 euro che avevo prima mi durava una settimana con una sola carica.
Quindi l’inevitabile domanda preventiva all’acquisto: Vorrei lo “smartfone” perché ce l’ha pure Totti, ma che è questo “androide” di cui tutti parlano?
Esistono anche domande più specifiche e di difficile risposta: Meglio XXX o YYY? oppure: Ho un XXX, mi conviene passare ad un ZZZ?
Qualcuno – già più addentro alla tematica – mi ha recentemente posto la domanda che reputo più significativa, che mi ha spinto a scrivere questo pezzo: Qual è lo smartphone giusto per me?
Direi che questa ultima le riassume tutte; rispondendo correttamente sarà possibile trovare la propria strada nel mondo della telefonia-socialità-connettività mobile. Importante è iniziare dai propri bisogni per trovare il proprio “karma comunicativo”. La cosa più errata è seguire le mode, gli amici, i forum, i sentito dire. Nei fatti non sempre la saggezza collettiva è veramente tale  e spesso può generare false aspettative.

In questo articolo mi riprometto quindi di aiutare gli indecisi e evidenziare problemi, virtù e caratteristiche delle principali piattaforme mobili per smartphone. Siamo in un forum Android, ma il testo può essere di interesse generale e tratta quindi anche delle altre piattaforme. Lo sforzo è quello di trattarle in modo equilibrato. Scusate la lunga lettura ma il discorso richiede una trattazione esaustiva…

I tre soggetti che (oggi) disegnano l’universo della telefonia mobile evoluta sono iOS di Apple, Android di Google e Blackberry OS di RIM. Con alcuni sideplayer alternativi. Bada di Samsung, Symbian di Nokia e Windows Phone 7 di Microsoft tra tutti.

Il primo è relativamente poco diffuso e francamente non vedo molte ragioni per giustificare l’acquisto di un terminale Bada. Diverso è il caso di Windows Phone 7, piattaforma senza dubbio destinata ad un futuro luminoso (dopo l’adozione da parte di Nokia che è ancora uno dei principali produttori mondiali di cellulari).

WP7 presenta una interfaccia utente originale ed efficace (chiamata Metro) con molti punti in comune con il prossimo Windows 8 per desktop. Tuttavia ancora è relativamente poco diffuso, ed ha qualche serio difetto di gioventù.

Symbian può vantare una base installata non indifferente, ma soffre di una interfaccia obsoleta che fatica a porsi in evidenza oggi come oggi. Ha buone caratteristiche complessive, un multitasking efficace e richiede tutto sommato poche risorse hardware. In Europa è molto diffuso e si può trovare anche su terminali con prezzo decisamente ragionevole. Purtroppo – come detto – la sua interfaccia è vecchiotta e la scelta di applicazioni aggiuntive è piuttosto limitata. A parte in casi particolari – come gli efficacissimi “cameraphone” N8 e il prossimo N808 – (vere macchine fotografiche dotate di telefono) è difficile consigliarne l’acquisto oggi. Fatti salvi problemi di prezzo particolarmente appetibile, per alcuni modelli. Ecco comunque un paio di consigli di massima sulla questione adozione di uno smatphone; generici, ma utili come premessa.

a) Evitare contratti che vincolino nel tempo, con il terminale a rate o in comodato gratuito. A meno che non siate realmente certi che il telefono scelto sia quello che vi si “appicca addosso” al 100%. Il rischio è il dover poi convivere due anni o più con uno smartphone che non vi soddisfa. Inoltre le tariffe senza telefono incluso sono in genere più convenienti.

b) Se avete deciso di comprare uno smartphone, sappiate anche questo: vi occorre un piano (abbonamento) dati. Oltre alla tariffa per voce e SMS, sottoscrivete anche un’offerta che vi permetta di accedere alla rete. Il WI-FI libero in Italia è ancora (e sarà a lungo) pura utopia. Altrimenti non sfrutterete il vostro smartphone neppure al 10% delle sue possibilità. Sono telefoni fatti per connettersi: e ogni tanto – anche senza dirvelo – si connettono. E voi pagate (e senza piano dati si hanno spesso sorprese spiacevoli).

c) Vi serve davvero uno smartphone? Averlo perché “ce l’ha pure l’idraulico di mia cognata” non è una buona ragione. Se non sentite il bisogno di connettività e interazione sociale ubiqua, sappiate che godete ancora di cittadinanza in questo pianeta. Ci sono ottimi telefoni con buon design, buone fotocamere e autonomia della batteria fantastica che non presuppongono e non richiedono la connettività pervasiva. Che non sono insomma smartphone nel vero senso della parola.

iOS di Apple, Android di Google e Blackberry di RIM: le principali piattaforme per smartphone

Blackberry OS

È una linea di terminali nati con la connessione alla rete nel DNA. Blackberry nasce nella seconda metà degli anni 80 e passa dall’essere una sorta di pager (cercapersone con possibilità di visualizzare mail) alla sua forma attuale di terminale dedicato alla messaggistica in mobilità. Si tratta di una linea di smartphone che da allora ad oggi è conosciuta per la sua affidabilità e sicurezza “senza fronzoli”.

Dietro un Blackberry come terminale esiste Blackberry come servizio. Blackberry è proprio questo, un terminale più un servizio. I terminali Blackberry e il relativo servizio dati (che può essere il BIS o il BES, il primo per utenti singoli, il secondo per utenti di aziende dotate di server specifici) sono prodotti dell’azienda RIM (Research in Motion) che ha la sua sede in Canada. Blackberry è uno strumento che si può definire “duro e puro” e (a parte gli ultimi modelli presentati da un anno e mezzo circa che concedono più al design e alla socialità).

Il suo sistema operativo e la sua immagine sono decisamente meno cool rispetto ai concorrenti, ma il fatto stesso che la batteria di un Blackberry in genere non tradisca mai (nel panorama che vede alcuni terminali blasonati scaricarsi dopo solo poche ore di utilizzo medio) assieme alla proverbiale capacità di connettervi anche nella steppa o nel deserto del Gobi, lo rendono uno strumento maledettamente efficace. Altra caratteristica di Blackberry (irrinunciabile per gli amanti della piattaforma) è la tastiera QWERTY che può essere a vista, o a scomparsa. I Blackberry “touchscreenn puri” non hanno mai avuto troppo successo.

L’ottimo a mio avviso si raggiunge con terminali come il 9900 Bold dotato di tastiera QWERTY e touch screen, contemporaneamente. Ed è una tastiera QWERTY che non ha eguali nel mondo dei terminali mobili. Blackberry Messenger, (abbreviato BBM) è per molti una motivazione sufficiente per restare fedeli alla piattaforma di RIM. Ogni Blackberry è dotato di un numero PIN univoco, ed è possibile – tramite il programma BBM – instaurare una chat “live” gratuita (in realtà si paga flat nel servizio BIS o BES) protetta e criptata da RIM verso un altro singolo terminale, o verso un intero gruppo di terminali (un BBM Group). Ogni utente può creare ed associarsi a quanti utenti BBM e Group desidera. Da BBM è possibile scambiare file, immagini e altro.

Tramite il PIN (che non è il PIN della SIM card ma un numero univoco di ogni Blackberry) si possono scambiare messaggi stile SMS da terminale a terminale, senza passare per gli SMS. Queste caratteristiche piacciono poco ai governi, anche alla luce del fatto che le comunicazioni tramite BBM e PIN to PIN sono “crittate” e non intercettabili senza la collaborazione diretta di RIM. Cina, Arabia Saudita e recentemente la Gran Bretagna (a causa dei famosi disordini londinesi) hanno chiesto a RIM di cessare temporaneamente il servizio e di decrittarlo.

RIM è l’ultima azienda delle tre citate ad essersi rivolta al grande pubblico dopo lunga storia di terminali aziendali e – nonostante sia la più vecchia delle tre – è stata l’ultima ad aver messo a punto un market per le applicazioni da scaricare (le App) ed il suo sistema operativo scritto interamente in Java (seppure robustissimo e parco nei consumi) è – a livello di interfaccia utente – il meno raffinato. Da qui al 2013 vedremo comunque i nuovi terminali dotati di Blackberry versione 7 prima e QNX OS (o BBOS 10) in seguito (2013) che promettono una “user experience” rinnovata e equivalente a quella dei concorrenti.

RIM si trova oggi in mezzo al guado: non produce più terminali puramente business e non è ancora pienamente piattaforma consumer; questo è il suo difetto, la sua caratteristica ma in fondo anche la sua forza. Finanziariamente la fase attuale di RIM è agitata. Personalmente non credo che RIM possa fallire in tempi brevi. Il servizio BIS e il know how sulla sicurezza dei terminali sono un capitale unico. E’ invece probabile una qualche forma di ricapitalizzazione/ristrutturazione da parte di partner importanti. Si parla spesso di Microsoft ad esempio.

 

Blackberry in breve – pregi

  • Efficienza energetica avanzata
  • Massima ottimizzazione nel trasferimento dati, anche con una lentissima connessione GPRS da qualunque luogo del globo si riesce a postare su Twitter, Facebook e usare la posta elettronica.
  • Tastiere migliori della media del mercato. Ci sono modelli migliori o peggiori sotto questo aspetto, ma in genere chi ama scrivere molto si procura un Blackberry
  • Ottima costruzione, terminali ben costruiti ed assemblati con un bassissimo fault-rate
  • Batteria sostituibile. È possibile uscire di casa con 2 o 3 batterie cariche in tasca per passare ad esempio 2 settimane in eremitaggio digitale sui monti o al lago. Sempre che abbiate almeno il segnale GPRS, ovviamente.
  • Blackberry è ottimo a livello audio, i microfoni e le capsule restituiscono sempre un audio perfetto.
  • Estrema stabilità nell’aggancio della rete, se un BB “aggancia” il 3g, non lo molla mai, fino all’ultimo…
  • Il sistema operativo è nelle feature principali totalmente navigabile tramite “hotkey” (pressione di tasti sulla tastiera fisica) il vero blackberriano li impara e conosce tutti e sono veramente dei “time saver” fantastici

Blackberry in breve – difetti

  • Meno applicazioni disponibili nello store RIM rispetto agli altri e generalmente più costose.
  • Fotocamere  generalmente appena passabili (dipende dai modelli).
  • Sistema operativo  dotato di interfaccia utente obsoleta rispetto ai concorrenti.
  • Prezzo elevato dei terminali (dipende dai modelli).
  • Tempo di avvio biblico. Alcuni modelli possono impiegare anche 7 minuti per accendersi. Anche se va detto che un Blackberry non si spegne mai: lo si mette in stop.
  • Obbligatorietà di fatto (più che per gli altri smartphone) di sottoscrivere il servizio dati aggiuntivo per godere della piattaforma

Trend: Il nuovo sistema versione 7, rilasciato sui nuovi terminali e il prossimo QNX che vedrà la luce nel 2013, promettono di integrare i classici servizi di connettività della piattaforma con una interfaccia più semplice e moderna. L’arrivo della bussola giroscopica digitale nei nuovi terminali appena rilasciati apre anche a Blackberry la strada delle App di realtà aumentata. L’integrazione con il Playbook, il tablet di RIM, costitusce una accoppiata formidabile per il nomade digitale evoluto. Un BB sacrifica la “coolness” in favore della operatività pura sopratutto nella messaggistica. Un Blackberry può leggere in Push 5 o 6 account di posta presso diversi provider e arrivare sino a sera. Con iOS o Android leggere 6 account email in vero “push” garantisce 4 ore di durata della batteria…

iOS-iPhone di Apple

Nel 2007 Apple, azienda americana (californiana) presenta durante un evento di importanza mediatica globale il suo terminale iPhone, che diviene in un batter d’occhio un successo planetario. A dispetto di caratteristiche tecnologiche non particolarmente brillanti (il primo iPhone non aveva connettività 3g, una fotocamera di scarsa qualità, ed era privo di molte funzioni avanzate) si impone grazie ad un design innovativo e unico, uno schermo enorme e full-touch mai visto prima in un prodotto di grande produzione, un sistema operativo robustissimo derivato direttamente da OSX a base UNIX e sopratutto (poco dopo) un intero ecosistema di applicazioni (oggi dette comunemente le App) facili da scaricare anche per utenti non esperti che oggi costituiscono – da sole – un fenomeno economico globale nuovo e vantaggioso sia per gli sviluppatori che per Apple (che trattiene una percentuale sulle App vendute dal suo store).

Dal 2007 in poi iPhone cresce senza sosta e costituisce per un paio d’anni l’unica alternativa commercialmente diponibile ai Blackberry “giocandosela” meno sulla parte di connettività-messaggistica e decisamente più sulla parte ludica, di interfaccia innovativa, di user experience e di immagine in genere. Diventa tra il 2008 e la seconda metà del 2010 il terminale più desiderato al mondo e vende, vende, vende. Vende in numeri impressionanti. Come impressionante è il numero delle App oggi scaricabili dallo store Apple.

iPhone (strettamente legato ad iTunes) è stato un cavallo di troia non indifferente per trascinare verso i computer Apple anche l’utenza Windows. Molti utenti ex-Windows si sono convertiti ad Apple dopo aver acquistato un iPhone. In questo è stato un prodotto incredibilmente efficace. Sul versante connettività, a parte “MobileMe” prima e iCloud dopo, i tentativi di Apple di costruire per iPhone un set di “servizi di comunicazione specifici” (come BIS e BES di Blackberry) hanno avuto alterne fortune. E ancora oggi non convincono in pieno.

È possibile configurare comunque la posta in tempo reale (push) e la sincronia con il calendario (con Google Calendar e altre soluzioni), si possono usare le Google Maps, ed altro, ma l’efficacia del terminale – con questi servizi attivati – decresce di molto a causa della ridotta durata della batteria che si scarica velocemente quando si sottopone iPhone a pesante traffico dati (specie 3g). Inoltre, l’avere una batteria interna non rimovibile, impedisce di affrontare un viaggio lungo con in tasca batterie aggiuntive.

iOS in breve – pregi

  • La migliore interfaccia utente mobile tra le tre citate (ovviamente si può non essere daccordo ma il mercato pensa questo) con una user experience che è ancora ineguagliata nonostante Android sia sempre più vicino.
  • Durata della batteria ragionevole in uso medio; in ogni caso come per tutti gli smartphone si ricarica ogni sera. Una giornata dalle 8 alle 20 con uso medio è comunque alla portata di tutti.
  • Sterminato parco di applicazioni mobili, talmente tante che non riuscirete più a lavorare. Con un iPhone trascorrerete intere giornate a razzolare nello store Apple alla ricerca di applicazioni. Con iPhone nasce la follia da “Useless App Addiction” UAA.
  • Buona (ma non eccelsa) la qualità costruttiva. Servizio di riparazione centralizzato Apple, caro ma efficientissimo (quasi sempre sostituiscono direttamente il terminale).
  • Caratteri ed icone belle grandi aumentano la leggibilità anche per gli over 40. Su questo avrebbero tutti da imparare.

iOS in breve – difetti

  • Manca una tastiera fisica. Se volete cimentarvi in testi che siano poco più di un SMS o breve mail lasciate perdere.
  • Lo schermo è molto buono ma come tutti i full-touch presenta problemi di leggibilità in esterno (al sole). Tenendolo a massima luminosità si risolve, ma la batteria nn ringrazia…
  • La batteria non è sostituibile e questo può essere un problema serio, non è possibile partire con in tasca un paio di batterie cariche.
  • Non usa per la connessione al computer e la ricarica il cavo mini-usb che ormai è standard, ma un suo connettore proprietario, per cui occorre avere sempre dietro il suo cavo e il suo caricatore.
  • Se comprato da Apple Store (e non direttamente dal fornitore di telefonia) Apple riconosce un solo anno di garanzia (ma questa questione è dibattuta e soggetta a variazioni).

Trend: Apple ha presentato recentemente la piattaforma iCloud che promette di dotare iOS di alcune caratteristiche di connessione e condivisione dati tra computer e smartphone. ICloud porta dietro altre features tipiche della piattaforma Blackberry, come un servizio di messaggistica diretta tra terminali detto iMessage. Ottime mosse, anche se è da valutare l’impatto che avranno alla lunga sulla già problematica gestione della batteria. Peraltro l’affidabilità dei servizi di iCloud ad oggi è piuttosto bassa. Personalmente ho notato che capita spesso che un messaggio iMessage non risulti consegnato. Per non parlare di prestazioni e blocchi o cadute della connessione con i server di Apple.

Android di Google.

A fine 2007 primi 2008 Google – azienda globale (californiana) leader nelle ricerche online – presenta al pubblico il proprio sistema operativo mobile, Android, acquisito da una startup californiana (Android Inc) che ne aveva iniziato lo sviluppo nel 2005.

Android (con il tipico logo del robottino verde) è proposto commercialmente nel 2008 all’interno di un terminale prodotto da HTC e venduto con il logo di Google: il G1 (Google 1 o T-Mobile G1). Da quella data in poi i terminali ed i produttori si sono moltiplicati in modo esponenziale, tanto da fare di Android ad oggi la prima piattaforma mobile al mondo (i dati su questo sono mutevoli e non tutti concordano).

Il trend di crescita attuale di Android è in ogni caso superiore rispetto alle altre piattaforme. A differenza degli altri infatti (che montano il proprio sistema solo sui propri terminali) Android è un sistema operativo che può essere acquisito e licenziato dai vari produttori. Come succede con Windows per i PC. Questa è la chiave principale della sua crescita elevatissima. Terminali di marche diverse, con fasce di prezzo anche molto diverse (da 100 a 700 euro) coprono tutte le varie esigenze di mercato. Qualunque sia il vostro budget (o i vostri gusti) troverete un Android per le vostre tasche. Ad ogni produttore la licenza concede il permesso di modificare parti del sistema, anche importanti.

Solitamente le modifiche sono relative all’interfaccia utente o ad alcune applicazioni aggiunte ed innestate sopra la base comune. Samsung dota ad esempio i suoi terminali di una propria interfaccia utente detta “TouchWiz”, Motorola ha messo a punto la sua interfaccia social detta “Motoblur”; HTC è nota per la sua interfaccia “Sense”.

Anche Android ha un market (Play Store) per le App (e anche per video e musica) costruito sul modello dello store di Apple. Oggi il numero delle App disponibili è praticamente equivalente tra le due piattaforme. E fatte salve poche differenze, le stesse App sono presenti (o sono presenti App equivalenti) sia su Android come su iOS. Insomma molti produttori, tanti modelli, fasce di prezzo differenti, un unica piattaforma. Android si basa sull’intero bouquet di servizi Google, con i quali è integrato. Gestisce la posta elettronica push come il Blackberry (diversa tecnologicamente tanto da consumare – se attivata – una quantità smisurata di batteria) possiede nativamente la sincronia con il calendario (Google Calendar) e generalmente vive connesso ed innestato con tutti i servizi Google: da Google Maps, con l’ottimo navigatore gratuito (che scarica le mappe dalla rete) a Google Talk che permette di aprire chat con altri utenti della piattaforma Google, Picasa, per archiviare online le immagini scattate dal cellulare, eccetera.

È stata ovviamente la prima piattaforma mobile a disporre di una App per Google Plus, il nuovo social network di Google che porta dietro un Messanger simile a quello di RIM (simile ma attualmente meno potente e legato all’account e non al terminale). Come per iPhone (e spesso anche di più) l’efficienza energetica è un problema.

Ci sono terminali Android che con tutti i servizi attivi riescono a esaurire una batteria da 1200/1400 in 4 o 5 ore letteralmente (specialmente quelli con doppio processore o schermi amoled ad elevata luminosità). Altro punto dolente è la frammentazione delle release del sistema operativo. In vendita ancora oggi ci sono terminali che montano Android in versione 1.5 (quella del G1). E al momento in cui scrivo l’ultima versione disponibile per telefoni è la 4.0. Significa che si possono trovare in vendita terminali dotati di Android in versione 1.5, 1.6, 2.0, 2.1, 2.2 e 2.3e 4.0. Inoltre, non tutti i produttori forniscono aggiornamenti delle versioni di Android per i propri telefoni. Ci sono produttori più restii al rilascio di update, come Motorola, altri più efficienti come Samsung e HTC. In genere la possibilità di aggiornare (ufficialmente) un terminale, sono comunque preventivabili al massimo per 1 anno, 1 anno e mezzo.

In tutti gli altri casi si potrà ricorrere alle varie ROM “cucinate” (realizzate ad hoc cioè da programmatori indipendenti o community di utenti) che molto spesso sono perfino migliori di quelle ufficiali. Insomma per un utente evoluto a cui piaccia spippolare, Android sarà una continua scoperta. E’ altamente personalizzabile in ogni aspetto e la sua piattaforma è la più aperta. E’ decisamente il più geek e da smanettoni dei tre OS mobili citati e se si è disposti a studiare e frequentare forum ci si può davvero divertire.

Per gli utenti normali la questione delle versioni dell’OS e della aggiornabilità non è poi di importanza così vitale ma lo è per i programmatori. Sviluppare una applicazione per varie release di un OS è una esperienza da panico. Ad eccezione della 1.5 o 1.6 (che oggi sono veramente da evitare) per un uso “normale” ogni release Android dalla 2.2 in poi ha già i requisiti per funzionare a dovere.

Android in breve – pregi

  • Un sistema comune adottato da molti produttori significa per l’utente  la possibilità di cambiare marca di terminale trovandosi comunque sempre “a casa” e portandosi dietro (perché legati all’account Google) tutte le applicazioni acquistate sullo store.
  • Interazione diretta ed efficace con tutti i servizi Google
  • Market vasto tanto quanto quello di Apple. Anche se a onor del vero la qualità media delle App è più bassa. In pratica una percentuale maggiore di App Android sono totalmente inutili e/o malscritte rispetto a quanto avviene nello store Apple. Non ci si salva comunque dalla follia da “Useless App Addiction” UAA.
  • La maggiore apertura del sistema permette a comunità di sviluppatori in giro per il mondo di realizzare versioni non ufficiali di Android che sono spesso migliori di quelle ufficiali. È il caso di Cyanogenmod e Miui, due rom di particolare successo. Tramite le ROM non ufficiali è possibile aggiornare a release superiori di Android anche i terminali non aggiornati dalla casa madre.
  • Batteria sostituibile su quasi tutti i modelli: è possibile uscire di casa con 2 o 3 batterie cariche in tasca.

Android in breve – difetti

  • Ad oggi, tra le tre piattaforme citate, è quella con la peggiore efficienza energetica. Ci sono modelli (anche top di gamma) che asciugano una batteria in sole 5 ore di utilizzo. Anche iPhone mostra questo problema ma in misura mediamente inferiore.
  • Anche per il traffico dati si tratta della piattaforma meno efficiente, l’interazione con i server Google sposta sempre una grande quantità di dati (da questo nasce l’utilizzo pesante della batteria) si consiglia caldamente di sottoscrivere un abbondante piano dati. Ad occhio si può dire che a parità di servizi configurati (esempio la sola Gmail e il Google Calendar in push) un terminale Android consumi il doppio dei kb necessari ad un Blackberry nella medesima unità di tempo, ed un terzo in più rispetto ad un iPhone. Inoltre il trasferimento dati funziona bene solo su connessioni mediamente veloci come EDGE e 3G o superiori. Un Android non funziona a dovere se siete raggiunti dalla sola connessione GPRS.
  • Frammentazione delle versioni del sistema operativo e incostanza negli aggiornamenti dello stesso da parte dei produttori.
  • I modelli full-touch soffrono (generalmente) come iPhone di difficile leggibilità in pieno sole.

Trend: Anche su Android è prevista l’implementazione di una chat diretta tra terminali, stile Blackberry Messanger, che vada oltre GoogleTalk. Tale servizio verrà via via implementato espandendo le features della già rilasciata applicazione Messenger di Google+. Le nuove versioni di Android dalla 4.0 in poi promettono anche un netto miglioramento della gestione dei processi in background (ancora ad oggi problematica per le risorse del terminale) e di conseguenza un miglioramento nella gestione energetica.

E’ prevedibile una sempre maggiore integrazione stretta con i servizi di Google. La recente acquisizione di Motorola da parte di Google porta in dote un elevatissimo numero di brevetti e probabilmente aprirà la strada a una nuova generazione di terminali a brand Google. Come questo impatterà sulla piattaforma in genere è tutto da vedere. Specialmente sugli altri produttori che si vedranno dei terminali brand Google in concorrenza diretta con i loro. Android è più personalizzabile rispetto alle altre piattaforme. Un medesimo terminale Android può letteralmente “cambiare faccia totalmente” da proprietario a proprietario, questo ad opera principalmente dei Widget (applicazioni che si eseguono sul desktop) che Android implementa come altri non sono ancora riusciti a fare.

Consigli per gli acquisti

Queste le informazioni di base sulle tre piattaforme disponibili; vediamo ora come tutto questo può essere applicato alle varie tipologie di utenza più diffuse. Riconoscetevi in un profilo e leggete i consigli. Le scelte potranno sovrapporsi. A voi la scelta! (e ovviamente è solo un gioco)!

Vorrei entrare nel mondo degli smartphone ma ne sono totalmente digiuno. Al momento utilizzo il telefono principalmente per chiamate vocali ed SMS. Non ho neppure idea di cosa potrei farci di più, vorrei comunque un telefono più “moderno”

Questo è il tipico profilo di ingresso. Un utente che sente la spinta a cambiare il terminale sull’onda di vari fattori, amici, pubblicità e prezzi concorrenziali che rendono il cambio appetibile. In questo caso il mio consiglio è di stare – se ci si arriva economicamente – sull’iPhone di Apple. Il più semplice ed amichevole e tutto sommato quello che può cavarsela meglio anche senza attivazione di un piano dati. In alternativa anche un Android può essere una scelta valida. In quest’ultimo caso regolarsi su un full-touch (con tastiera a schermo) o un modello dotato di vera tastiera se si vuole provare l’ebrezza della scrittura in mobilità. Gli Android con una buona tastiera fisica sono comunque non più di un paio di modelli.

Ho già notebook e computer fisso, vorrei una scusa per disfarmi del mio Nokia di 5 anni orsono, ma non sono sicuro che in effetti mi serva un piano dati mobile. In fondo sono sempre a casa o in ufficio dove comunque ho  connessione WI-FI e quando vado via ho sempre dietro il Netbook con la penna per navigare.

Anche in questo caso iPhone è la probabile scelta migliore. E anche in questo caso Android può essere la scelta alternativa dettata da questioni economiche o di apertura del sistema operativo. La risposta è insomma la stessa del profilo precedente.

Mi piacerebbe avere uno strumento per comunicare in mobilità in modo completo. Sopratutto poterlo usare al posto del Netbook in treno o in vacanza. Vorrei poter leggere e rispondere alle mail, giocare e usare i social network dovunque mi trovi. Sopratutto vorrei poter navigare all’occorrenza dal Netbook usando il piano dati del cellulare.

Android o iPhone, con una leggera superiorità del primo. Tutte e tre le piattaforme possono in realtà rispondere a quanto richiesto, ma ci sono un paio di punti che aiutano a orientare la scelta. Il bisogno di giocare porta ad escludere Blackberry (che come piattaforma da gioco è inadeguata), mentre l’estrema difficoltà nella condivisione della connessione con un Netbook o computer in genere (tethering) di iOS lo rende meno adatto sotto questo aspetto. Su Android insomma troverete sia Angry Birds che la possibilità di accedere alla rete condividendo il piano dati del telefono (il tethering appunto). Da notare che questa pratica non piace alle compagnie telefoniche (che spesso la osteggiano) per cui la sua effettiva applicabilità dipende dal provider telefonico, dal terminale ecc.

Desidero un telefono che mi permetta la massima personalizzazione possibile. E non intendo con questo mettere una foto sullo sfondo o cambiare il carattere dei menu. Mi piacerebbe proprio mettere le mani dentro il sistema e adattarlo come più mi aggrada. Possiedo un background tecnologico e di programmazione e non mi spaventa comunque studiare e documentarmi.

Una sola risposta: Android.

Non sono un tecnico. Non capisco molto di telefoni e neppure mi interessa capirne di più. Quello che voglio è poter giocare, leggere posta e gestire gli SMS, condividere le mie informazioni e foto e accedere a siti web (per informazioni e notizie) con semplicità.

La risposta base è iPhone, con un occhio alla durata della batteria che potrebbe essere un problema. Anche Blackberry può essere una soluzione per questa tipologia di utenza, specie se si è allergici alla tastiera a video e si desidera maggiore certezza sulla durata della batteria. A patto di sapere che il gioco Angry Birds su Blackberry non lo troverete…

Non nutro alcun interesse per i giochi su un telefono. Voglio la certezza di essere sempre connesso, leggere la posta e connettermi da dovunque, leggere la posta e usare miei social network preferiti. Voglio un terminale affidabile che non mi lasci a piedi e possa lavorare anche con poco segnale. L’aspetto trendy francamente lo trovo sacrificabile. Inoltre non ritengo di avere alcuna reale necessita di 250.000 App. Me ne bastano 10. Le 10 che utilizzo davvero…

Blackberry, profilo di comunicatore puro. Piuttosto originale peraltro. Sceglietevi il modello adatto ma la piattaforma di RIM è fatta apposta per voi. Sconsiglio i terminali full-touch, un Blackberry deve avere una tastiera QWERTY.

Vorrei telefonare, mandare SMS ma sopratutto giocare! Giocare in generale è tutto ciò che desidero. Insieme alla possibilità di scaricare tantissime App utili o meno per ammazzare il tempo.

iPhone primo, con un certo distacco Android. Scordarsi il Blackberry.

Il criterio economico è il mio primo fattore decisionale. Voglio uno smartphone economico.

Android. L’unica piattaforma tra le tre citate dove già con poco più di 100 euro è possibile acquistare un terminale. Ovviamente non si possono poi avere aspettative eccessive da un terminale da questa fascia di prezzo, soprattutto tenerlo e utilizzarlo così come è. Le possibilità di vederlo aggiornato dal produttore sono scarse.

Posta, solo posta, ancora posta, note di testo, qualche sito e calendario. Tutto il resto sono stupidaggini che si fanno con telefoni la cui batteria non arriva a sera. Inoltre penso che Facebook e iTunes siano roba da ragazzini  brufolosi. Ci tengo ala privacy e alla sicurezza e mai installerei comunque una App sul mio smartphone

Blackberry, what else?

A questo punto – dovreste disporre di tutti gli strumenti per completare da soli il gioco. Eccovi, se volete esercitarvi, altri possibili profili che potete provare a completare da soli (tutti commenti rigorosamente reali e certificati!):

  • iPhone è per gli adolescenti e le donne.
  • Sono in dubbio se, con le unghie lunghe che ho (detto da una ragazza), potrò usare effettivamente un full-touch
  • Non voglio un telefono che mi lasci senza batteria dopo solo poche ore di utilizzo.
  • Odio le tastiere a video.
  • Odio le tastiere del Blackberry. Odio il Blackberry
  • Adoro scattare e condividere foto con il cellulare. Potrò metterle su Flickr, Picasa, ecc?
  • IPhone è da “fighetti”
  • Android è da nerd asociali
  • Non capisco a cosa serva avere una mega-fotocamera sul cellulare.
  • Mi piace iPhone ma iTunes proprio non lo sopporto.
  • eccetera…

Mi interessa conoscere il vostro parere (per la prossima release dell’articolo-guida) vi invito a commentare.

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