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Google chiede un brevetto per associare l’esecuzione delle app al movimento

Nicola Ligas

Nell’ottobre 2011 Google ha richiesto la registrazione di un interessante brevetto che sfrutta l’accelerometro e la geolocalizzazione (ormai presenti in qualsiasi smartphone) per automatizzare tutta una serie di funzioni volte a semplificare la vita dell’utente.

Dopo una fase di addestramento, nella quale il lancio di specifiche applicazioni verrà associato al luogo in cui sono state eseguite (tramite geolocalizzazione), lo smartphone sarà in grado di automatizzarne l’esecuzione, anticipando di fatto le esigenze del suo proprietario.

In pratica sarà il telefono stesso a sapere cosa ci servirà a seconda di dove siamo e di come lo impugniamo: logicamente se collocato in una borsa non dovrebbe succedere niente, mentre ad esempio una scossa ritmica potrebbe indicare che stiamo correndo e che quindi vogliamo ascoltare musica, oppure una posizione fissa nel tragitto casa lavoro indicherebbe la sua collocazione nella dock dell’auto e quindi l’utilizzo del navigatore.

Potremmo inventarci svariati esempi, in fondo le applicazioni che ci vengono in mente sono molteplici e non si tratta nemmeno di cose mai viste prima: l’enfasi starà tutta sul se e come Google deciderà di implementare tutto ciò e di integrarlo con i propri servizi.

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