WhatACult

What a cult: il gioco dell’impiccato immerso nella cultura pop

Giuseppe Tripodi -

Se vi trovaste davanti un’elmetto con su scritto Born to kill, sapreste ricondurlo a Full Metal Jacket? E leggendo Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto vi verrebbe in mente Ludovico Ariosto?
Se la risposta è sì o se, comunque, amate i quiz culturali e a scuola L’impiccato era il vostro gioco preferito, allora dovete assolutamente provare What A Cult.

La logica dietro questo titolo che, a dispetto del titolo, è sviluppato da un team italiano, è quella di mescolare le meccaniche dell’impiccato (gioco che ci auguriamo tutti conosciate!) con i più “comuni” quiz.

Per ogni sfida (o challenge, che dir si voglia) riceveremo un “indizio” iniziale, che può essere un disegno o un testo: partendo da quello e sbagliando non più di tre lettere, dovremo cercare di indovinare la soluzione. Rispondendo bene, avremo la possibilità di condividere il nostro successo, oltre ad avere sotto mano dei link utili (a Wikipedia, IMDB, Greatbooks o Anobii) per conoscere maggiori dettagli sulla risposta.

A facilitarci nel gioco c’è il tasto “Categoria“, che ci indica a cosa appartiene l’oggetto da indovinare: sono infatti tre le categorie, ossia Libro, Film o Personaggio famoso.
Tuttavia, niente a questo mondo è gratis: schiacciando questo bottone, infatti, non riceveremo i 5 punti bonus una volta indovinato; se ancora questo non ci basta, possiamo chiedere fino a due indizi per ogni sfida, ma ognuno di essi ci costerà ben 10 punti!
C’è, infine, la possibilità di saltare l’enigma se proprio non riusciamo a venirne a capo, ma questo bonus sarà disponibile solo dopo aver risposto correttamente per un certo numero di turni.

     

Come spesso accade con questo genere di giochi, comunque, nessuna spiegazione vale quanto una singola partita: provandolo capirete subito come funziona What a cult e, con ogni probabilità, ve ne innamorerete.

Almeno, così è stato per noi, che abbiamo trovato questo titolo davvero molto ben fatto: a partire dalla grafica, nel complesso molto gradevole, passando per le meccaniche di gioco e, soprattutto, tenendo conto delle infinite citazioni.
Una delle cose che più abbiamo apprezzato, infatti, è l’estrema varietà dei contenuti, che vanno da personaggi della cultura popolare (come Hugh Hefner, qui in alto!) fino ai grandi libri della letteratura russa, senza escludere i più celebri autori italiani (qualcuno ha detto Divina Commedia?) e un gran bel numero di ottimi film.

Per la parte “social”, What a cult si appoggia a Scoreloop quindi se cercate una sfida quotidiana potete tentare di arrivare primi nelle classifiche giornaliere, superando avversari di tutto il mondo. Sì, proprio di tutto il mondo, perché il gioco è localizzato, oltre che in italiano, anche in Inglese e Spagnolo.

Se c’è un’unica critica che possiamo muovere a questo stupendo titolo, è proprio il numero di challenge: sicuramente le 800 attuali sono un ottimo punto di partenza, ma dopo aver testato con piacere il gioco per un’intera giornata dobbiamo constatare che ci è capitato più volte di trovare alcune sfide ripetute.
Questo, comunque, è un problema che potrebbe facilmente essere superato, dato che tutti gli utenti possono suggerire nuove challenge dall’apposito form nel sito.

Insomma, What a cult è veramente un bellissimo passatempo che non possiamo fare a meno di consigliarvi: se volete potete scaricare la versione gratuita (con solo 24 sfide!) per capire meglio le meccaniche di gioco e, successivamente, acquistare l’edizione completa per 1,29€.

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