android in space

Arrivano i risultati NASA dell’esperimento svolto con i Nexus S

Lorenzo Moscatelli

Vi ricordate che vi avevamo parlato della partenza di due Nexus S a bordo dello shuttle Atlantis per eseguire alcuni test? Sono finalmente arrivati i risultati dell’esperimento!

La NASA aveva lanciato a bordo del nuovo shuttle Atlantis, due Nexus S, per prender parte alla missione STS-135. L’obbiettivo? Utilizzare il Nexus S sulla International Space Station per capire come i robots possano aiutare gli esperimenti e la vita degli astronauti nello spazio. La Nasa sta utilizzando i Nexus S per aggiornare un trio di satelliti, grandi quanto un pallone da calcio, chiamati SPHERES (Synchronized Position Hold, Engage, Reorient, Experimental Satellites), costruiti da MIT. I telefoni aiutano i robot a completare compiti che gli astronauti sono abituati a eseguire, come registrare dati e video. In futuro gli smartphone saranno in grado di manovrare gli SPHERES attraverso il pannello IOIO e possibilmente tramite l’Android Open Accessory Development Kit (ADK).

Degli ingegneri hanno sviluppato un’applicazione perfetta per eseguire diagnosi sugli SPHERES. La stessa applicazione è possibile scaricarla tramite il Google Play Store, anche se non vediamo utilizzi sensati per noi terrestri. Si chiama Sensor Data Logger e gli interessati potranno scaricarla tramite il box a fondo pagina.

La NASA si è appoggiata a Android perché è una piattaforma open source, facilmente customizzabile, e adattabile all’utilizzo che ne viene fatto su stazioni spaziali. Ha così reso possibile la sua interazione con i satelliti SPHERES. Il Nexus S è stato scelto perché è il modello perfetto grazie ai suoi svariati sensori e al suo, poco potente ma molto performante, processore.

Se interessati ai dettagli dell’esperimento vi consigliamo di visitare la pagina dedicata sul sito della NASA e la visione del video sottostante. Ora che ha raggiunto i satelliti attorno la Terra, fino a dove si spingerà il nostro piccolo Androide verde?

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