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Android Design: come si gestiscono le impostazioni

Roberto Orgiu

Da pochi mesi, Google ha aperto i battenti del sito Android Design, dove spiega come creare interfacce belle e funzionali (come vi raccontavamo sulle nostre pagine), in modo da avere sempre chiaro quali siano gli standard di un’applicazione Android e proprio oggi gli ingegneri di Mountain View hanno aggiunto una parte molto importante a questo decalogo: come trattare le impostazioni.

Nella sua approfondita dissertazione, Big G spiega come decidere quali siano le voci che devono figurare tra le impostazioni (e quali no) mediante un simpatico diagramma a blocchi e ci spiega anche dove va messo il link alle preferenze: mai usare l’action bar anche se si ha spazio, meglio inserire la voce delle configurazioni in un menu contestuale, possibilmente in fondo, giusto prima della classica schermata di aiuto.

A questo punto ci viene spiegato come raggruppare le voci per non perdere l’attenzione dell’utente e si prosegue con la spiegazione di quali componenti impiegare e come, partendo dalla classica checkbox e arrivando alle voci attivabili in cascata, saltando poi ad una definizione rapida delle voci di default e una più approfondita spiegazione di come scrivere delle label immediate e non scontate, con un accento particolare sulle caselle di spunta.

Dopo queste direttive, quali altri conoscenze vorranno condividere con noi gli ingegneri dietro al robottino verde? Iniziamo con l’approfondire queste, nell’attesa, e voi?

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