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Editoriale: Il segreto del successo: idee, tempismo e fortuna

Giuseppe Tripodi

Il recente arrivo di Instagram per Android ha scatenato un’ondata di malcontento tra molti utenti, che da una delle applicazioni più scaricate in assoluto su iOS si aspettavano molto di più.
D’altra parte, noi siamo convinti che anche sul nostro sistema operativo, l’app avrà un successone perché è (stata?) un’idea innovativa arrivata al momento giusto.
E, si sa, il tempismo è tutto.
Spieghiamoci meglio: al livello di numero di filtri applicabili Instagram lascia a desiderare? Probabilmente. Pixlr-O-Matic è migliore sotto questo punto di vista? Sì, è innegabile.
Quello che molti utenti dimenticano è che, prima di ogni altra cosa, Instagram è un social network.
Un’applicazione basata su “fotografi della domenica” che, nella sua semplicità d’uso ha fatto il boom: il merito principale degli sviluppatori, come nella maggior parte dei casi, è “solo” quello di aver avuto l’idea giusta al momento giusto.

Riflettiamoci: quel che consolida alcune app come dei must-have, molto spesso non è (solo) la qualità, quanto il tempismo.
Certo, nessuno si aspetta che software sviluppati male possano ottenere traguardi altissimi, ma è indubbio che alcune applicazioni non avrebbero creato così tanto scalpore se fossero arrivate anche solo con qualche mese di ritardo.

Prendiamo per esempio Doodle Jump, uno dei primi giochi disponibili per iOS e anche per Android: la meccanica è qualcosa di estremamente elementare, quasi banale, che oggi trova moltissimi concorrenti decisamente validi.
Eppure è di Doodle Jump che si continua a parlare, è lui che viene citato in show tv di importanza internazionale come The Big Bang Theory perché tutto suo è il titolo di essere arrivato per primo.

Ma azzardiamo ancora di più, andando a colpire quel mostro sacro che adesso è Angry Birds. Pensate che se il primo episodio dei pennuti fosse arrivato la settimana scorsa avrebbe avuto tutto questo successo? Sicuramente non sarebbe passato inosservato, questo sì, ma con ogni probabilità non avrebbe mai avuto l’impatto mediatico che adesso gli si deve innegabilmente riconoscere: nominato praticamente ovunque, ha una linea di peluche e presto arriverà anche una serie animata.

Potremmo citare anche Temple Run, un gioco tanto immediato quanto semplice, facendo gli esempi del caso, ma siamo sicuri che abbiate già recepito il messaggio.

Affidandoci alla saggezza popolare, potremmo dire che “Chi tardi arriva, male alloggia” ma, volendo cercare una spiegazione meno rustica dobbiamo riconoscere che in un mondo come quello odierno, dove si ricevono quotidianamente un’infinità di nuovi stimoli, dove quasi ogni cosa sembra possibile, avere un’idea innovativa – un’ottima idea! – e lanciarla al momento giusto può veramente cambiarti la vita e addirittura cambiare il mondo.
E se Instagram non vi basta facciamo solo un altro nome, e questo dovrebbe rendere tutto chiaro definitivamente: Facebook.
Il social network per eccellenza che ha senza ombra di dubbio segnato la storia: Mark Zuckerberg (o chi per lui, volendo malignare) ha avuto un’ottima intuizione, ha saputo giocare bene le sue carte e oggi quasi un miliardo di persone (ossia quasi 1/7 della popolazione mondiale!) cliccano sulla F blu quotidianamente.
Oggi ha dei concorrenti validissimi, Google+ per citare il più famoso ma anche Diaspora (volendo dare un po’ di risalto al mondo open source), ma siamo sicuri che cifre da capogiro del genere non verranno mai raggiunte da altri.

Ma, senza voler negare quanto detto finora e riconoscendo, quindi, l’importanza dell’ “idea giusta al momento giusto”,  non sempre basta il tempismo per avere successo: chiamatelo come volete, casualità, fato o come vi pare, per far sì che un progetto abbia un grande riscontro è necessaria anche una buona dose di fortuna.
E siamo sicuri che tutti gli esempi citati su, di fortuna ne abbiano avuta tanta: intendiamoci, non oseremmo mai negare i meriti e le qualità dei prodotti che abbiamo nominato, diciamo solo che la dea bendata a volte sa muovere le carte in modi che non ci aspetteremmo.
Citando il grandissimo Woody Allen,  “La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita.”

E qui prendiamo in esame un’altra delle più grandi sorprese degli ultimi anni: Minecreaft. Un successo planetario, oltre venti milioni di utenti che muovo omini pixellati all’interno di un mondo che sembra fatto di lego. Eppure di titoli simili, arrivati ben prima di lui, ce n’erano.
Si potrebbe citare Dungeon Keeper come titolo da cui Markus “Notch” Persso ha preso spunto, ma soprattutto prima di Minecraft c’era Infiniminer.
E allora perché il primo è globalmente conosciuto mentre il secondo neanche si sente nominare? Ci sarebbero molte possibili spiegazioni, Minecraft è probabilmente migliore sotto tanti punti di vista, ma la verità innegabile è che buona parte della pubblicità al gioco è stata fatta “involontariamente”.
Caso volle, infatti, che molti utenti di 4chan, la imageboard più famosa del web, iniziassero a giocare a Minecraft contemporaneamente, postando immagini ed incuriosendo altri user.
E dove il tempismo non è arrivato, il potere di Internet ha trionfato.

Per questo motivo abbiamo scelto questo titolo per l’articolo: dopo anni di “esperienza” nel web, dopo averne viste di tutti i colori ci siamo convinti che per far sì che il proprio progetto abbia successo è necessario che sia un’ottima idea, che sia innovativa e che arrivi al momento giusto.
E che, come in ogni cosa, un pizzico di fortuna non guasta mai.

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