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Larry Page a ruota libera su Google, Apple e Facebook

Nicola Ligas -

In un’intervista a Bloomberg Businessweek, il CEO e co-fondatore di Google Larry Page ha parlato a ruota libera della propria azienda e del rapporto con Apple in particolare, affermando che la parvenza di “litigiosità” del rivale è solo uno show, dato che “per molte aziende è utile avere una sorta di nemico naturale contro il quale radunarsi“.

Page ha inoltre rivelato altri particolari privati, come il suo rapporto con Steve Jobs, il quale aveva richiesto di incontrarlo prima della sua prematura morte: “Abbiamo avuto una piacevole conversazione…le abbiamo sempre avute del resto quando dovevamo discutere di qualcosa” – racconta il CEO di Google – “Lo ritenevo un onore che volesse passare del tempo con me”, ma oltre a questo Page non ha voluto spingersi.

Non poteva mancare poi l’ormai classico riferimento alle aule di tribunale: è ormai da mesi che Google predica che il denaro andrebbe investito non negli avvocati ma nell’innovazione, e Larry Page non solo non si discosta da questo leitmotiv ma lo rafforza anche: “Credo che solitamente un’azienda ci si dedichi (al “non innovare”) quando è verso la fine del proprio ciclo vitale o non ha fiducia nella propria capacità di competizione“.

Ma non pensiate che tali dichiarazioni si riferiscano necessariamente tutte ad Apple: “I nostri amici di Facebook hanno importato molti, molti, molti indirizzi Gmail ed esportati zero, sostenendo che gli utenti non possiedono tali dai, il che è un’affermazione alquanto ingannevole. Un giorno importi tutti i tuoi contatti Gmail in Facebook e quello dopo non te li lasciano esportare: è chiaramente per ragioni di competizione.”

E prima di farsi trascinare eccessivamente nel vortice della polemica (sempre che non ci fosse già scaduto), Page corregge il tiro:

Personalmente credo che sia meglio puntare in alto. Non conviene guardare troppo i propri avversari. Meglio concentrarsi su ciò che è possibile fare e su come rendere il mondo migliore.

Filantropia mista a provocazione, questo è il Google pensiero secondo il suo CEO: e voi siete d’accordo con lui?

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