Statuetta giustizia

Nuova causa contro Google sui 15 minuti di rimborso

Nicola Ligas -

Dopo che a Taiwan Google (e non solo) ha avuto non pochi problemi con i 15 minuti di rimborso, una nuova causa prende piede, questa volta in California: Dodd Harris e Stephen Sabatino, utenti insoddisfatti da app difettose per le quali è stato loro negato il rimborso, hanno infatti messo in piedi una class-action contro BigG, sostenendo che un quarto d’ora è un tempo ingiusto entro cui far valere il proprio diritto di recesso.

Harris aveva acquistato “Learn Chinese Mandarin Pro” per 4,38$, mentre Sabatino aveva scelto aBTC (un software per bit-torrent) a 4,99$: entrambi affermano che le app erano difettose, ma che non sono comunque stati in grado di ottenerne il rimborso anche se poco tempo dopo il superamento del limite.

I due prendono ad esempio Apple ed Amazon store per avvalorare la propria tesi, facendo appello alle leggi californiane (che si dice siano particolarmente rigide in merito) sulle garanzie implicite e la concorrenza sleale.

Sebbene i dettagli sull’intera vicenda siano ancora da chiarire, non possiamo che sperare in un ripensamento di Google in merito alla sua politica sui rimborsi, con cui ormai dobbiamo convivere da un anno e mezzo ma alla quale rinunceremmo sicuramente volentieri; in fondo il recente cambio di nome del Market non sarebbe un buon momento per ripensare anche a uno dei principali motivi di critica verso lo store di Google? Di seguito, per i più curiosi, i documenti completi della causa.

Android App Class Action

Fonte: Fonte