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Viota M970, il tablet ICS a 120$

Lorenzo Delli

Prima di emozionarvi per il prezzo è meglio chiarire subito una cosa: essendo un prodotto cinese probabilmente non arriverà mai nel vecchio continente, anche se ci sono voci di una commercializzazione negli Stati Uniti. Il prodotto in questione si chiama Viota M970 ed è un tablet low cost di fabbricazione, appunto, cinese, testato da vari blog specializzati al CeBIT (fiera della tecnologia che si sta tenendo in questi giorni in Germania).

Bisogna ammettere che 120$ sono davvero pochi, considerate poi le caratteristiche hardware (e software!) che andremo adesso ad elencarvi:

  • Display LCD da 9.7″, risoluzione 786×1024
  • Processore single-core da 1.5 GHz Cortex A8
  • Chip grafico Mali 400
  • 512 MB di RAM (nella versione di prova, il tablet avrà 1 GB di RAM al momento della commercializzazione)
  • 4 GB di memoria interna
  • Batteria da 6000 mAh
  • Fotocamera posteriore da 5 Megapixel
  • Fotocamera anteriore da 2 Megapixel
  • Slot microSD
  • Connettività 3G opzionale
  • Sistema operativo Android 4.0 Ice Cream Sandwich

 

Chi lo ha provato con mano ha ammesso che non è certo il tablet Android più fluido della storia ma con un simile prezzo non possiamo certo attenderci più di tanto; la presenza a bordo poi dello stesso chip grafico del Samsung Galaxy S II e di Android 4.0 lo rendono sicuramente più appetibile dei tanti tablet low cost con Gingerbread che si possono trovare anche in Italia.

Il display ha un buon angolo di visuale e risponde bene ai comandi touch ma, a detta di chi lo ha testato con mano, trattiene troppo le impronte delle dita. Anche i pulsanti fisici sembrano essere di buona qualità, ad eccezione del tasto di blocco/sblocco, posto vicino alla fotocamera posteriore (stile Xoom) che non sembra reagire molto bene alle sollecitazioni.

Insomma, siamo di fronte ad un prodotto low cost interessante e competitivo; la speranza è di vederlo, magari tramite qualche shop virtuale, anche in Europa. Tablet accessibili da un bacino di utenza più ampio: è questo il futuro?

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