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hubiC, la nuvola transalpina a metà fra Box e Dropbox

Roberto Orgiu

 

Qualche giorno fa, stavamo parlando di un nuovo servizio di storage online che, nonostante le promesse, non ci aveva entusiasmato più di tanto e, grazie ad un nostro utente che in un commento ci aveva segnalato hubiC, abbiamo deciso di provarlo.

Iniziamo con il sottolineare che questo servizio è inteso come uno strumento per la sincronizzazione dei dati tra un PC e dispositivi mobili, infatti non è provvisto di un’interfaccia web che, insieme alla localizzazione esclusivamente in francese (e inglese per il client desktop), possiamo considerare essere le uniche pecche di questo servizio davvero interessante.

Iniziamo dal comparto desktop, disponibile per ora su Windows e in arrivo per Mac OS X e Linux, scaricabile direttamente dal sito senza troppi click: un normale installer che alla fine ci chiederà i dati per la registrazione, limitandosi ad indirizzo di posta elettronica, password per l’account, nome, cognome, data di nascita e nazionalità, che serve come filtro esclusivo per l’utilizzo del servizio. hubiC è infatti limitato al solo territorio d’oltralpe, ma, specificando che si risiede in Francia, nessun altro controllo viene fatto e il servizio è attivo in tutto e per tutto.

Una volta installato, il servizio creerà un’unità virtuale tra le nostre periferiche con una dimensione di 25 GB che potremo usare per sincronizzare i dati tra tutti i dispositivi collegati all’account: una particolarità davvero rilevante è il fatto che il servizio non si avvia da solo all’accensione del computer, una scelta coraggiosa che lascia all’utente la possibilità di utilizzarlo solo quando gli serve.

Il client desktop è davvero minimale ed è composto da un servizio in background che ci notifica ad esempio l’avvio del servizio e lo stato dei trasferimenti, chiaramente indicati anche dall’icona nella tray bar di Windows.

Passando all’app per Android, bisogna sottolineare come, in perfetta linea con le app di Box e Dropbox, l’interfaccia sia davvero intuitiva, anche se, come accennato sopra, è disponibile solo in francese. Una pecca che non va ad intaccare però la buona impressione che ci ha lasciato questo software, funzionale esattamente come i colleghi.

Il punto in più lo prende sicuramente per il client desktop, di cui vi abbiamo preparato qualche piccolo dettaglio per rendere l’idea, insieme ad uno scatto dell’applicazione vera e propria. Che ne pensate? Un altro servizio di storage può essere aggiunto alla vostra collezione, in attesa dell’arrivo di Google Drive? 😉

Grazie a Manuele Don Trimarchi
Dropbox