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MegaCloud, un sogno non ancora pronto per essere realizzato

Roberto Orgiu -

Da qualche giorno circola in rete la promozione di storage online che MegaCloud sta offrendo agli utenti: ben 512 GB di spazio gratuiti sui loro server, 256 volte maggiore dello spazio offerto da DropBox e 10 volte rispetto a quello dato invece da Box. Ma è tutto oro quel che luccica?

A quanto pare i vecchi proverbi hanno ragione e non lo è, anzi, le limitazioni sono anche piuttosto evidenti e ne parliamo iniziando dal client desktop che, tanto per cominciare in bellezza, è fornito solo per Windows e Mac OS X, niente Linux, ma è una cosa cui siamo, tutto sommato, abituati. Proseguendo nel nostro tour, abbiamo notato come il processo di installazione sia alquanto scarno e lasci in giro i files che necessita, e di come la scelta delle directory sia forzata all’insieme delle cartelle già presenti: non è possibile crearne di nuove attraverso l’interfaccia del setup, ma bisogna farlo manualmente dal nostro desktop e riavviare la procedura per la scelta dei percorsi di backup.

Inserite le nostre credenziali siamo pronti per un giro di prova con il servizio, e notiamo subito quanto sia macchinoso il processo di salvataggio dei dati e di come manchino indicazioni chiare (il tooltip alla DropBox per intenderci) sullo stato dell’upload.

Spostandoci sul browser, siamo rimasti spiacevolmente colpiti dalla mancanza di un’interfaccia web per la gestione dei files: alla creazione dell’account viene fornito un URL che soddisfi proprio questa esigenza, ma collegandosi a questo indirizzo un messaggio ci avvisa che gli utenti free non hanno possibilità di utilizzarlo, e che è inteso come condivisione dei file alla quale si può accedere solamente con un account a pagamento.

Vi starete senz’altro chiedendo perchè ne parliamo sulle nostre pagine: la spiegazione è semplice, c’è anche il client per Android, e 512 GB di spazio farebbero gola a chiunque.

Passiamo quindi all’applicazione dedicata, che non ha (almeno in apparenza) nulla in comune con il servizio, a partire dal nome fantasioso di Open Access. Scaricatala dal market, impostiamo come sopra le nostre credenziali e facciamo un giro di prova, cercando, per iniziare, di caricare qualche immagine, ma, anche qui, una spiacevole sorpresa ci accoglie: non è presente una funzione di upload dei file e nemmeno un’opzione richiamabile dalla galleria. Strano, ma passiamo a vedere come se la cavano i file che abbiamo caricato sul nostro account.

Iniziamo con le immagini, che, purtroppo, non riusciamo a vedere: l’icona di Android ci avverte che non riesce a visualizzarle o scaricarle; un altro punto a sfavore. Passiamo al servizio di streaming, che non ci è sembrato funzionale: troppe pause di buffering anche sotto rete WiFi scarica, una cosa che, con ad esempio Google Music, si verifica raramente.

In conclusione, non ci è sembrato un servizio ai livelli di Dropbox o Box, ma le basi potrebbero esserci, andrebbero solo sviluppate accuratamente. Voi cosa ne pensate? Qualcuno di voi ha fatto un giro di prova? Se volete provarlo anche voi, cliccate sul box qui sotto.

Fonte: Fonte
Dropbox