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Intel presenta la propria roadmap per il settore mobile

Nicola Ligas

Intel sta arrivando forse un po’ timidamente tra gli smartphone Android, ma questo non significa che l’azienda non abbia intenzione di spingere sull’acceleratore: l’intenzione è infatti di passare dall’attuale architettura a 32 nm del Medfield Atom Z2460, ai 22 nm il prossimo anno, spingendosi fino a 14 nm entro il 2014.

Un elemento strategico in questa corsa al rimpicciolimento sarà l’adozione dei transistor FinFET, che permetterà loro di eseguire più calcoli con meno elettrodi, ovvero di risparmiare spazio aumentando al contempo l’efficienza

Paul Otellini, CEO di Intel, ha inoltre le idee piuttosto chiare in merito a quelle che dovrebbero essere le “qualità” di uno smartphone: deve poter stare 14 giorni in standby, scattare 10 immagini a 8 megapixel in meno di un secondo, e girare video in fullHD, tanto per fare degli esempi.

Al momento sembra dunque che l’unica cosa che manchi loro siano dei partner di altissimo profilo, ma in merito a questo Otellini è fiducioso, affermando che già i chip Intel attualmente in spedizione sono “sufficientemente buoni per accendere il fuoco sotto [LG, Samsung, e Apple]”.

E se è vero che la partenza non è forse stata di quelle brucianti, Intel è pur sempre Intel, e prenderla sotto gamba sarebbe un errore per i vari Qualcomm, nVidia, Texas Instruments o chiunque altro.

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intel