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Andy Rubin: presente e futuro dei tablet Android

Nicola Ligas -

Abbiamo più volte sottolineato come la generazione di tablet Honeycomb sia stata solo un apri pista per le “vere” tavolette Android destinate a fare breccia nel mercato, ovvero quelle vendute quest’anno con Ice Cream Sandwich già a presente, e ci fa piacere constatare che Andy Rubin ci dà pienamente ragione.

I 12 milioni di tablet Android venduti finoranon sono insignificanti, ma sono comunque inferiori alle cifre che mi aspetterei se davvero vuoi di vincere. Il 2012 sarà l’anno nel quale raddoppieremo le vendite e ci assicureremo il dominio del settore“.

Parole forti, che non lasciano aperte molte interpretazioni trasversali: se vuoi vincere non c’è spazio per le mezze misure e Rubin punta giustamente in alto, ma non si limita a questo.

Non c’è una maniera efficiente per i consumatori di riconoscerli (i tablet) come una piattaforma produttiva. Il cliente informato se ne rende conto quando sceglie l’ecosistema Apple, quello Microsoft o quello Google…faremo un lavoro migliore nel far comprendere alle persone in quale ecosistema si stanno addentrando“.

E’ un Andy Rubin dilagante quello che continua poi sui tasti dolenti delle tavolette Android, primo tra tutti la scarsità di app ottimizzate o addirittura pensate esclusivamente per un uso su tablet.

Android è unico, nel senso che è una singola piattaforma che si espande su diversi tipi di dispositivi; fondamentalmente uno sviluppatore di terze parti non dovrebbe costruire le proprie app più volte” – e ancora – “deve esserci un processo educativo e gli sviluppatori devono fare lo sforzo di rendere le loro applicazioni per Android ‘coscienti’ della presenza dei tablet, d’altronde lo stanno già facendo per altre piattaforme“.

E’ chiaro, specialmente dall’ultima frase, che Android giochi di rincorsa nei confronti di Apple, che con i suoi 50 milioni di iPad venduti (di cui 15 milioni solo nell’ultimo trimestre) è saldamente al comando del mercato, e giustamente Andy Rubin non lo nega né si tira indietro dalla sfida.

“Non posso costringere qualcuno a scrivere un’applicazione per tablet. Gli sviluppatori guardano al market share e…al proprio tornaconto, aggiungendo poi che è compito di Google perorare la causa della propria piattaforma e rassicurare circa l’andamento generale dei tablet Android: “Stiamo iniziando ad essere visibili sul radar, e spero che la gente (Rubin parla di ‘people’ ma il termine ‘sviluppatori’ sarebbe senz’altro più azzeccato) decida di mostrare i muscoli e far funzionare alla grande le proprie applicazioni sui tablet“.

Con un misto di autocritica e di sprone alla comunità degli sviluppatori, Andy Rubin ha detto la sua sulle tavolette Android che certo non sono mancate al Mobile World Congress: tutti d’accordo con la sua esposizione?

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Andy Rubin