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Motorola rivende per errore degli Xoom pieni di dati personali

Nicola Ligas

Non tutti gli acquirenti di un nuovo tablet Android, nella fattispecie un Motorola Xoom, sono per forza di cose soddisfatti del loro acquisto, e così capita che lo riportino indietro al venditore, magari anche solo per problemi hardware: è un loro diritto, e nessuno si sogna di criticarlo o lederlo in alcun modo. Ovviamente nel periodo di tempo in cui è stato in loro possesso l’avranno usato per immagazzinarvi dati ed informazioni che, si presume, saranno cancellati dagli uomini di Moto prima che il dispositivo ricondizionato venga nuovamente messo in vendita.

Come avrete intuito dal titolo dell’articolo e dal lungo preambolo, non è stato questo il caso per alcuni acquirenti dello Xoom nella scorsa primavera-estate, i cui tablet restituiti sono poi stati consegnati ai nuovi clienti con ancora i dati dei precedenti proprietari intatti.

La “fuga di informazioni” dovrebbe riguardare circa un centinaio di modelli, tutti versioni WiFi only, ed è avvenuta in un periodo di tempo relativamente lungo che va da marzo a ottobre 2011: i tablet sono poi stati rivenduti su woot.com, ma dato che è impossibile sapere con precisione quali ed a chi sono andati, Motorola ha offerto un periodo gratuito di 2 anni di monitoraggio per frode degli ID a chiunque abbia restituito uno Xoom in detto periodo.

La cosa non ci riguarda da vicino, ma ciò non di meno è un invito abbastanza esplicito a non fidarsi mai troppo: gli errori capitano e la quantità di dati personali contenuta in uno smartphone è spesso così notevole che la sua perdita sarebbe un danno potenzialmente assai ingente; se decidete di portare in assistenza il vostro terminale, meglio resettarlo da voi. Due volte.

Fonte: Fonte
Motorola Xoom

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