Bamboo Phone ADzero (3)

ADzero Phone: lo smartphone a prova di ambiente

Emanuele Manili

Ultimamente è in forte crescita l’uso fra le grandi compagnie produttrici di smartphone (e non solo) di fregiarsi del titolo di “azienda verde“, o di etichettare qualche suo nuovo prodotto come “ecologico“.

Spesso è facile mettere in dubbio queste qualifiche.

Non è però il caso del prodotto di cui stiamo per parlarvi.

La ADzero, una compagnia che, siamo sinceri, suona nuova anche alle nostre orecchie, è pronta a lanciare uno smartphone costruito dal maggior numero possibile di componenti riciclabili, a partire dal body interamente in bamboo, che rende di fatto il dispositivo incredibilmente leggero ed allo stesso tempo robusto.

Lo smartphone è ancora in fase di sviluppo, quindi per quanto riguarda il resto dell’hardware non si sa quasi nulla, ma ciò che è sicuro è il volere concretizzare anche all’interno l’impegno nella ecosostenibilità, mantenendo però caratteristiche da smartphone di fascia alta.

Ma come nasce questo stravagante ed ambizioso progetto?

Tutto partì da un semplice concept, realizzato da uno studente di Design della Middlesex University (Londra), tale Kieron-Scott Woodhouse (guarda un pò…), 23 anni.

Il ragazzo, che ora si trova all’ultimo anno di università, creò inizialmente questo concept in seguito alla sua “frustrazione” per la scarsa varietà di design fra i dispositivi odierni.

Dopo avere postato le prime immagini su internet venne contattato da un imprenditore tecnologico interessato nella produzione del dispositivo, e così nacque la ADzero.

Lo smartphone, ripetiamo, è costruito impiegando legno di bamboo, lasciato crescere in maniera naturale per 4 anni.

Woodhouse ed il team di ingegneri  con il quale collabora hanno sondato il terreno alla ricerca dei diversi materiali impiegabili, ricadendo infine sul bamboo vista l’estrema reperibilità in Cina, dove verrà prodotto, e per la sua crescita rapida ed ecosostenibile. In seguito, la compagnia ha anche messo a punto un metodo per trattare il legno e renderlo durevole quanto la plastica.

Il risultato è uno smartphone dal design unibody, dal peso dimezzato e schermo più grande rispetto all’iPhone e che monta, neanche a dirlo, Android (presumibilmente nella sua incarnazione Gingerbread).

Il video dove Mr. Woodhouse ci racconta della sua creatura:

Il rilascio è previsto inizialmente per il mercato cinese, dunque nel Regno Unito per poi, chissà, sbarcare nei mercati di tutto il mondo.

Purtroppo non è stata proferita parola su prezzo e data di lancio, ma noi, a questo punto, rimaniamo in trepida attesa.

Sinceramente questa è un’idea che a noi piace davvero molto. A fronte di un buon compromesso materiali/prestazioni, potremmo trovarci di fronte al pioniere di un nuovo standard a prova di ambiente,ed in un futuro non troppo lontano.

Che sia questo, davvero, il precursore della prossima generazione di smartphone?

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