timcloud

Il cloud secondo TIM

Nicola Randone

TIM Cloud è la nuova applicazione destinata a smartphone Android che consente a tutti i clienti del primo operatore di telefonia mobile italiano di accedere ad un servizio di storage “enonsolo” dalle caratteristiche interessanti.

La domanda che sorge spontanea per gli utenti del robottino verde è questa: che me ne faccio di un altro servizio cloud se ho già Google che memorizza tutti i miei dati. E’ presto detto: come già anticipato, il servizio offerto da TIM non è solo di storage (al momento limitato ad 1Gb), al contrario si tratta di una vera e propria community riservata ai clienti attraverso la quale ogni singolo utente può condividere i propri contenuti con i “friends“.

A questo proposito è stata creata una sezione dell’applicazione denominata MyCloud all’interno della quale, oltre a poter aggiornare il nostro stato, possiamo tenere d’occhio le attività dei nostri amici, se hanno condiviso con noi dei contenuti o se ci richiedono la condivisione di materiale che al contrario possediamo noi; per contenuti intendiamo immagini, musica e video che vengono transcodificati per assicurare il minor impiego di spazio sullo storage a disposizione ed una migliore fruizione per la riproduzione in streaming (poichè una volta trasferiti e/o condivisi, i contenuti verranno riprodotti senza essere memorizzati sul dispositivo).

Non è chiaro come TIM gestirà le problematiche legate alla proprietà intellettuale dei contenuti audio/video. In Google Music è possibile inviare musica ai propri amici che sarà per loro disponibile solo con un numero limitato di riproduzioni, ed anche questa procedura impone a Google il pagamento dei diritti alle società interessate, per quanto riguarda TIM sorprende un pò che la SIAE abbia concesso un servizio che senza dubbio porterà alla creazione di una mini-rete di scambio, e fa pensare che all’operatore italiano sia bastato inserire una semplice informativa tra le FAQ del servizio nella quale invita gli utenti a segnalare contenuti illeciti, mentre i ragazzi di Mountain View e tutti noi attendiamo ancora che Google Music venga autorizzato sul territorio italiano.

Ad ogni modo lasciamo il dibattito sulla questione ai nostri lettori limitandoci a rivolgere un sincero apprezzamento per un’applicazione graficamente impeccabile e funzionale che offre un servizio “coraggioso” considerata l’atmosfera che si respira presso tutte le community di file sharing che, dopo la vicenda di MegaVideo, MegaUpload e via discorrendo, stanno chiudendo i battenti una dietro l’altra.