Battleheart

Battleheart: simpatico gioco di ruolo con grafica cartoon [Recensione]

Giuseppe Tripodi -

Fan dei giochi di ruolo, abbandonate Skyrim e fiondatevi sul vostro Android! Gustatevi l’avventura offerta da Battleheart, un RPG cartoon che nella sua semplicità ha davvero tanto da offrire anche ai giocatori più incalliti.

Ok, forse l’incipit è un po’ troppo pretenzioso ma possiamo affermare senza alcun dubbio che questo titolo sviluppato da Mika Mobile (azienda che ha avuto un grandissimo successo su iOS ma che fatica a sbarcare nel Market) ci ha piacevolmente stupito per la giocabilità e la varietà.

A metà strada tra un casual game (di quelli da tirare fuori in fila alle Poste) e un Role Playing Game vecchio stampo, Battleheart riporta sui nostri device tutti gli elementi tipici dei giochi di ruolo con cui molti di noi sono cresciuti: i personaggi divisi in classi (guerriero, barbaro, mago, bardo, ladro…), le abilità sbloccabili all’aumentare di livello, le armi e le armature acquistabili e migliorabili e tanto, tanto altro.

Visto che sulla storia si può glissare senza problemi (siete il cavaliere prescelto che deve salvare il regno dai mostri: vi suona familiare?), passiamo subito ad analizzare le meccaniche di gioco.
Abbiamo a disposizione vari personaggi , ognuno con le sue peculiari caratteristiche: possiamo portarne nel campo di battaglia fino a quattro, tra guaritori , guerrieri e maghi.

Il sistema di controllo è molto semplice: dopo aver tappato su un membro della nostra squadra possiamo disegnare una linea verso un avversario se vogliamo che lo attacchi (o verso un alleato nel caso di magie curative) o semplicemente tracciare il percorso verso dove vogliamo che si sposti.
Inoltre, una volta sbloccate e configurate, in alto a sinistra ci troveremo le abilità speciali per ogni personaggio.

I livelli sono “statici“, nel senso che non sono a scorrimento: in una schermata con uno sfondo ogni volta diverso arriveranno ondate di nemici, anch’essi con varie peculiarità: ci sono gli scheletri arcieri che fanno danni a distanza, le “gelatine” verdi che puntano ad un avversario specifico e non si fermano finché non l’hanno raggiunto, gli orchi che sono oltremodo resistenti, i demoni guaritori e tanto altro.
Dopo un certo numero di livelli ci ritroveremo faccia a faccia con un boss: un mostro di dimensioni solitamente più grosse del normale da sconfiggere per poter proseguire con il nostro percorso.

Per portar a termine un quadro, ovviamente, dobbiamo eliminare tutti i mostri che ci attaccano: una volta finito riceveremo una ricompensa (oro, armi, vestiti o accessori) e i personaggi vivi otterranno esperienza grazie alla quale saliranno di livello.

A proposito dell’equipaggiamento c’è da dire che ne abbiamo veramente per tutti i gusti: ogni personaggio può usare solo un determinato tipo di armi e armature (non vi sognate di dare un’ascia ad un mago, ad esempio!) ma soprattutto meritano tanta attenzione gli accessori.
Di questi se ne possono impostare due per ogni eroe e hanno le più svariate funzioni: abbiamo l’anello che fa rigenerare lentamente la salute, la borsa che fa aumentare l’oro trovato a fine battaglia, la fascia che fa guadagnare punti vita pari al 10% dei danni inflitti e  così via.

La cosa notevole è che grazie a questi equip è possibile personalizzare al massimo l’esperienza di gioco: ad esempio noi ci siamo trovati bene facendo rivestire al cavaliere il ruolo di tank, ossia il personaggio che grazie alla sua pesante armatura e all’anello di rigenerazione deve cercare di assorbire quanti più danni possibile, mentre il nostro barbaro massacra i nemici con la sua furia da berserker aiutato dal mago.

A tal proposito, un’importanza fondamentale rivestono le abilità e, anche in questo caso, ne abbiamo per tutti i gusti: visto il ruolo che abbiamo scelto per il nostro knight gli abbiamo selezionato una skill che attira a sé tutti i nemici, facendo in modo che questi non vadano ad uccidere il debole mago (che però può lanciare un potentissimo incantesimo di ghiaccio che rallenta tutti!) o l’utilissima, immancabile guaritrice che con le sue abilità da chierico può aumentare l’attacco del barbaro.
Le abilità vengono sbloccate ogni 5 livelli e possiamo selezionare quali i nostri eroi devono usare nell’Accademy.

A proposito degli altri “luoghi” del gioco, troviamo anche l’Armory dove migliorare le nostre armi, il Merchant dove comprare e vendere le merci ma, soprattutto, la Tavern, dove reclutare (pagandoli con l’oro!) nuovi compagni.

Come accennato prima, infatti, abbiamo una gran quantità di personaggi giocabili: in totale sono 12, ognuno con le sue personali abilità e caratteristiche: tra il mago, il bardo, il monaco, l’assassino, il ladro… troverete sicuramente il vostro party ideale.

Riassumendo, Battleheart è un titolo senza troppe pretese (non stiamo sicuramente parlando di Zenonia) che tuttavia nella sua semplicità riesce a far illuminare il cuore dei vecchi giocatori di RPG che ricordano ancora i bei tempi dei primi Final Fantasy e di Legend of Zelda.
I livelli sono tanti (tre schermate più o meno come quella che vedete in basso!), intervallati da boss e non mancano le arene (ossia dei survivol, nei quali continueranno ad arrivare mostri fino alla morte di tutto il party): inoltre anche dopo aver finito il gioco potrà essere divertente completarlo nuovamente con personaggi diversi, per far salire al livello massimo tutti e 12 i nostri eroi.

L’unico difetto che riusciamo a trovargli è la lingua (solo inglese, il ché potrebbe essere un problema per i non anglofoni) ed il prezzo che, a dire il vero, è relativamente altino, €2,12; tuttavia ci sentiamo comunque di consigliarlo, specialmente a tutti gli amanti dei giochi di ruolo, che lo troveranno sicuramente un passatempo piacevole ma anche impegnativo.

Cosa aspettate, quindi? Sguainate la spada ed andate a fare a fette un po’ di non-morti!

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