Piante contro Zombie - 01

Plants vs. Zombies [recensione]

Nicola Ligas -

Recensire Piante contro Zombi è un compito in parte ingrato, perché è piuttosto difficile trovare qualcosa da dire su questo gioco che non sia già stato detto, specialmente quando lo aspettavamo la scorsa estate ed invece l’esclusiva dell’Amazon App Store è durata ben più del previsto. Faremo dunque finta di niente, ripartendo dall’abc della lotta tra le improbabili piante e gli ancor più improbabili zombi che popolano il titolo di PopCap.

Lo scopo del gioco sarà infatti quello di difendere la nostra casa (e quindi il nostro cervello) dall’assalto dei non-morti. Questi ci attaccheranno dal giardino davanti, dal cortile posteriore (con piscina), e alla fine, memori probabilmente dei racconti su Babbo Natale, Befana & Co., proveranno anche la via del tetto. Ovviamente avremo a difenderci le nostre preziose piante mutanti (questo in realtà non è specificato, ma lo diamo per scontato), il che fa di noi dei probabili scienziati pazzi, ma anche questo non è palese, quindi ci glisseremo elegantemente sopra.

I primi livelli sono poco più che dei tutorial per prendere confidenza con la meccanica di gioco, con l’arsenale a nostra disposizione (scarso, inizialmente) e con le tattiche del nemico, che si riassumono in: avanza sempre dritto producendo strani suoni gutturali e ripetendo ritmicamente la parola “zombi”. Ogni schema è diviso in 2-3 mandate di non morti, al termine di ciascuna delle quali verremo avvertiti che “sta arrivando una gigantesca orda di zombi” che renderà particolarmente ostica la nostra difesa.

Per proteggerci dovremo utilizzare vari tipi di piante, catalogate nella pratica “enciclopedia suburbana“, casomai volessimo una rapida descrizione delle caratteristiche di ciascuna di esse, che si rivela utile soprattutto per capirne i punti di forza e le debolezze. Sostanzialmente le piante a nostra disposizione si dividono in due tipi: quelle diurne ed i funghi. Questi ultimi hanno la particolarità di dormire (e quindi di non essere utilizzabili) durante le ore del giorno, a meno di non risvegliarli con una pianta apposita. Nei livelli notturni i funghi diventano invece la difesa ottimale, perché costano meno “soli” rispetto alle piante diurne. A questo punto sorge spontanea la domanda: cosa sono i “soli”? Se guardate l’immagine qui sopra vedrete che a ciascuna pianta è associato un numero: esso indica il costo in termini di energia solare che dovrete pagare per poterla piantare. I soli si raccolgono quando cadono dal cielo (solo di giorno, ovviamente!), oppure tramite le piante girasole e dei funghi speciali (che però producono inizialmente meno energia rispetto alle prime).

E’ più facile a giocarsi che a dirsi: difatti se c’è una cosa che a Piante contro Zombi proprio non manca è infatti l’immediatezza. Il gioco sembra nato per il touchscreen, e mentre incolonnate sulla sinistra troveremo le varie piante, il resto dello schermo sarà dedicato a contenere l’area dello scontro, che diventerà via via più complessa, tanto che sul tetto dovremo ricorrere a degli appositi vasi per piantare i nostri semi.

Il gioco si dipana attraverso 50 livelli, alternandone 10 diurni con altrettanti notturni; ogni 5 livelli inoltre ci troveremo alle prese con una sorta di sottogioco: si va da una rivisitazione del bowling (ovviamente a suon di zombi-birilli), ad un’assalto di mini-zombini. In linea di massima varietà ed anche umorismo sono due caratteristiche delle quali non sentirete facilmente la mancanza, e le divertenti animazioni degli zombi uniti ai loro suoni gutturali riusciranno certamente a strapparvi un sorriso.

Il gioco cerca inoltre di stimolarvi con nuove sfide, che vi spingeranno a rigiocare i vari livelli in modo diverso e spesso più complicato, al fine di sbloccare un particolare trofeo: alcuni possono sembrare molto difficili, ma con un po’ di pratica (e magari scegliendo il livello “ad-hoc”) riuscirete a portarveli a casa tutti.

A proposito di modalità di gioco e longevità: oltre alla classica “avventura“, nella quale affronterete gli schemi secondo una sequenza prestabilita, sarà possibile selezionare una singola tipologia di livello per una partita al volo (“modalità veloce“, per l’appunto); avremo a disposizione circa la metà degli schemi presenti nella modalità avventura, compresi anche i sottogiochi, ed in questo modo non saremo costretti a rigiocare i semplici livelli iniziali qualora ci volessimo cimentare da subito con qualcosa di più ostico. In ogni caso la modalità veloce non introduce particolari elementi di novità, e se 50 livelli possono sembrare tanti in prima battuta, vi accorgerete invece che passeranno piuttosto velocemente. E’ vero che probabilmente rigiocherete la modalità avventura una seconda volta per sbloccare l’opportuno trofeo, ma vi cimenterete con essa anche una terza? La longevità non è insomma il punto di forza di Plants vs. Zombies, soprattutto perché una volta completata la storia principale non ci sono grosse sfide aggiuntive con cui confrontarsi ed anche i trofei non sono poi così tanti né impossibili da conseguire.

Il prezzo di 2.39€ non lo si può definire eccessivo, soprattutto perché si tratta di un gioco comunque di qualità e curato in molti dettagli, anche se è vero che a cifre analoghe si trovano titoli complessivamente migliori.

Ricapitolando:

Gameplay: Immediato e coinvolgente, non necessita pressoché di apprendimento alcuno e ti catapulta subito nel vivo dell’azione.
Voto: 90/100
Grafica: 2D con un po’ di finto 3D, ma non per questo da sottovalutare. Ogni animazione è curata nel minimo dettaglio e non mancherà di farvi sorridere
Voto: 85/100
Sonoro: Abbastanza buono ma ripetitivo com’è logico aspettarsi da un titolo simile.
Voto: 77/100
Longevità: decisamente non il suo punto di forza: 50 livelli possono sembrare tanti ma passano veloci e non è detto che li rigiocherete molte volte.
Voto: 75/100

 Voto Complessivo: 85/100

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