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Android e la frammentazione del Gaming [Editoriale]

Lorenzo Delli -

L’argomento è piuttosto spinoso e devo ammettere che stavo aspettando a gloria l’uscita dello Snapdragon GameCommand per scrivere qualcosa a riguardo (date un’occhiata al nostro articolo a riguardo). Cerchiamo prima di fare un piccolo riassunto sulle piattaforme di gioco che sfruttano proprio Android: da una parte troviamo smartphone e tablet dotati di SoC Tegra, che danno accesso ad una serie esclusiva di titoli dotati di un comparto grafico più curato; poi abbiamo l’Xperia Play di Sony Ericsson, uno smartphone che è più una console di gioco portatile: anche in questo caso abbiamo accesso a contenuti esclusivi ed anteprime gustose dedicate proprio a questa piattaforma, che sbarcano poi sul Market dopo mesi di esclusività; ed infine ecco spuntare Qualcom con il suo GameCommand e con un’altra serie di contenuti esclusivi; come se non bastasse abbiamo anche giochi esclusivamente dedicati a schermi superiori ai 7 pollici di dimensione.

La domanda che sorge spontanea è: cosa sta succedendo e per quale motivo la frammentazione, invece di diminuire, sta continuando ad aumentare imperterrita? E’ difficile dare una spiegazione del perché e, come se non bastasse, anche le software house fanno dannare non poco gli utenti con giochi sempre più belli, sempre più esigenti e quindi sempre più incompatibili.

Per prima cosa vorrei farvi notare quali conseguenze ha tutto questo sulla stampa specializzata, composta principalmente da blog (grandi o piccoli che essi siano) che si occupano di Android e del Mobile Gaming. Una redazione (che sia essa virtuale o reale) per rimanere al passo con i tempi e per testare, recensire ed analizzare i nuovi giochi in arrivo dovrebbe, attualmente, essere dotata di: un Xperia Play per testare la qualità dei controlli dei giochi (diversi ovviamente dagli altri smartphone) e per provare in anteprima i titoli esclusivi, uno smartphone Tegra per avere accesso ai contenuti del Tegra Zone, uno smartphone con processore Snapdragon per avere accesso al GameCommand ed un tablet per provare tutti quei titoli realizzati esclusivamente per gli schermi da 7 o da 10 pollici. E vi dirò, non basterebbe comunque.

Perché? Perché software house quali Gameloft ed EA Games fanno dannare l’utenza, rilasciando giochi che sono compatibili con un numero sempre più esiguo di dispositivi.  Vorrei ad esempio spezzare una lancia a favore dei possessori del primo Transformer che sono praticamente impossibilitati a giocare ai titoli Gameloft. Ma facendo così mi attirerei le ire di quelli che invece possiedono un Samsung Galaxy Note. Vi dirò però che nel caso di un tablet dotato di un processore realizzato in gran parte per il mobile gaming, l’utente fa anche bene ad essere spazientito da tutte queste incompatibilità mentre un utente che si compra uno smartphone come il Galaxy Note, realizzato per ben altre cose, ha poco di che lamentarsi. Se intendete giocare a modo la scelta del dispositivo è indispensabile e non si può pretendere che, data la vasta scelta di dispositivi Android attualmente in commercio, tutti gli smartphone siano adatti al gaming.

Tornando in argomento, la situazione della stampa è piuttosto critica, data la quantità di dispositivi che effettivamente servirebbero per stare al passo con le nuove uscite. Ed in effetti non sono molti i siti dedicati al mobile gaming che si occupano attivamente di Android. Il confronto con iOS poi sorge spontaneo: poche piattaforme e giochi con versioni scaricabili sia su iPhone che su iPad (con un solo acquisto). Ma non facciamoci distrarre dalla concorrenza.

Se questa è la situazione della stampa, qual’è quella dell’utente? L’utente, a mio avviso, si trova davanti ad una scelta simile a quella a cui si è sottoposti quando si vuole comprare una console: Playstation, Xbox, Nintendo, ogni piattaforma ha i suoi titoli e le sue esclusive, più qualche gioco “cross platform” che gira su ogni console, PC compreso (lasciamo stare la triste situazione Mac). Con la differenza che c’è una gran disinformazione sulle compatibilità dei titoli per Android (visto che per sapere se un titolo è compatibile o meno è necessario avere il dispositivo o cercare tra i commenti sul Market se qualcuno lo ha testato). E se l’utente stesso non sta attento alla sua scelta si trova nella stessa situazione dei possessori di Transformer o Galaxy Note descritta prima.

Ma gli utenti e la stampa non sono i soli a soffrire: gli sviluppatori di giochi sono forse quelli che ne escono peggio, non tanto le grandi software house ma gli sviluppatori indipendenti. Decine di dispositivi, decine di risoluzioni, market esclusivi, driver diversi, come si fa ad essere attratti da un simile mercato? E’ vero, Android sta lentamente diventando la piattaforma più utilizzata (se non lo è già) al mondo per quanto riguarda smartphone e tablet ma gestire una simile situazione non è facile.

Forse sono troppo pessimista e la situazione dipinta finora potrebbe sembrare più catastrofica di quanto lo è realmente. Ma da appassionato di videogame e di Android non posso che essere preoccupato di fronte ad un simile panorama. Verrà forse fuori uno pseudo Chainfire e potrò installare i giochi Snapdragon sul mio Optimus Dual, ma gli utenti che non hanno i permessi di root cosa dovranno fare? Si troveranno davvero a dover scegliere il loro dispositivo in base a quali titoli sono effettivamente compatibili? Saranno obbligati a far decadere la loro garanzia per avere accesso a contenuti riservarti ad altri smartphone? Dovranno rivolgersi a marche malfidate piuttosto che a quelle fidate per giocare a titoli più belli di altri? Si sentiranno obbligati a comprare un iPhone (blasfemia!) per avere a disposizione un maggior numero di titoli ? Sono solo altre domande che si vanno ad aggiungere a quella posta all’inizio dell’editoriale e che difficilmente trovano risposta.

Più di ogni altra cosa mi interessa (e ci interessa) comunque sapere la vostra impressione. Che idea vi siete fatti della situazione? Nel mio piccolo vi posso dire che mi sento quasi colpevole di questa frammentazione, visto che appena uscì il Dual lo comprai proprio per avere accesso ai contenuti del Tegra Zone. Ma a questo punto non posso farci proprio nulla. Anche voi vi sentite responsabili o pensate che la situazione attuale sia la normale evoluzione di una piattaforma sempre più di successo? A voi la parola!

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