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Carrier IQ: lo scandalo degli smartphone spiati

Emanuele Cisotti -

Carrier IQ, azienda che si occupa di raccogliere dati e statistiche sui dispositivi mobili, è diventata una delle aziende più chiaccherate e discusse dell’ultimo periodo, ma purtroppo non per un motivo onorevole. Uno sviluppatore di XDA, Trevor Eckhart, ha infatti svelato tutti i segreti dell’azienda mostrando com,e tramite un rootkit, vengano raccolti tantissimi tipi di dati differenti: tasti virtuali premuti, sms scritti, navigazione web (anche https) e molto altro.

Lo scandalo è nato quando Carrier IQ ha spedito una lettera a Eckhart in cui si chiedeva di porre fine alla sua indagine e di rimuovere il materiale pubblicato. L’accusato non si è lasciato intimidire e ha risposto, grazie all’assistenza legale di EFF, riuscendo ad ottenere anche una lettera di scuse. Ma a quel punto la situazione era già stata portata alla luce.

Il rootkit è stato scovato sugli smartphone HTC, ma sembra che la lista poi si sia estesa molto di più, andando a includere operatori e produttori di molte aziende. E questa situazione imbarazzante ha fatto sì che ogni azienda cerchi di prendere le distanze da Carrier IQ (che si vanta sull’homepage di offrire i suoi servizi su oltre 150 milioni di dispositivi): Nokia annuncia di non averne mai avuto niente a che fare, Google afferma che nessuno dei suoi dispositivi “puri” utilizzi i servizi di Carrier IQ (salvi quindi Xoom, Galaxy Nexus, Nexus S e Nexus One), altri invece, come Apple, affermano di essersi appoggiati all’azienda in passato, ma che dall’ultima versione del suo OS ne sono completamente “liberi”.

Chi, come HTC, ha dichiarato di farne tutt’ora uso, incolpano gli operatori che li obbligano a installare il rootkit. Sono in pochi gli operatori ad esprimersi, come Sprint che però ammette di ottenere questi dati solo per valutare la qualità della propria rete. Verizon, Vodafone e Cellular US si dichiarano invece puliti.

Qualcuno invece cerca di fare chiarezza, come il senatore USA Al Franken che ha spedito a Carrier IQ un ultimatum con l’obiettivo di conoscere, entro la data del 14 dicembre, quali sono i dati raccolti e se questi abbiano infranto le leggi federali sullo spionaggio di massa. In Europa l’Italia si è mossa con un istruttoria per fare luce sull’accaduto e in Germania viene tirata in ballo Apple per chiarire la situazione.

E come se non bastasse, sempre negli USA, si è creata una causa contro Carrier IQ, HTC e Samsung, che potrebbe costare una multa di ben 100 euro al giorno, da quando il rootkit è stato utilizzato per la prima volta.

Volete fare la vostra parte? Potete intanto cominciare con lo scoprire se il software di Carrier IQ è installato sul vostro telefono, grazie a Supercurio, che potete scaricare dal link sotto:

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