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Microsoft trae profitti da buona parte dei produttori Android

Nicola Ligas

Il nemico del mio nemico è mio nemico, o il nemico del mio nemico è mio amico? Senza perdersi in tanti sofismi o in ridicole polemiche, alla Microsoft hanno tagliato la testa al toro, decidendo che si può trarre vantaggio anche dai propri “nemici”. Anzi, vista la diffusione di tale pratica sarebbe più corretto dire “si deve”, piuttosto che “si può”.

Che l’azienda di Redmond fosse avvezza a stringere accordi di licenza con i produttori più disparati lo sapevamo già (se lo ricorderanno sicuramente HTC, Acer, Viewsonic, e Samsung), ma la sua rete è andata allargandosi sempre più nel corso del tempo: ora come ora sono ben 10 le intese in base alle quali Microsoft lucra grazie ad Android e Chrome. L’ultima ad essersi piegata al gioco di MS è Compal, produttore taiwanese che costruisce smartphone e tablet per marchi quale ad es. Lenovo: da ora in avanti una porzione “ragionevole e giusta” dei 28 miliardi di dollari di introiti annui di Compal finirà invece nelle casse di Redmond.

In termini percentuali questo significa che Microsoft ha esteso i suoi accordi al 55% dei produttori Android, mettendola di fatto in una posizione strategica nel mercato di due diversi sistemi operativi mobili (l’altro è ovviamente Windows Phone).

Indubbiamente si tratta di una tattica ben più sottile, proficua e discreta del continuo ricorso alle aule di tribunale: massimo guadagno, minimo sforzo e poca pubblicità negativa, dato che gli accordi vengono stretti con molti meno riflettori puntati contro. Sia chiaro, non stiamo difendendo Microsoft, ma è evidente come al momento la sua strategia sia quella che paga di più.

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