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Google Music Store in arrivo entro due settimane

Nicola Ligas

Abbiamo parlato più volte dell’imminente arrivo dello store musicale di Google, e dopo averlo tanto atteso pare finalmente che ormai sia cosa (quasi) fatta: il debutto è infatti atteso in un paio di settimane e per la gioia di noi tutti sembra anche che ci sarà una grande simbiosi con Google+.

Gli utenti del social network potranno infatti consigliare canzoni ai propri contatti, i quali potranno a loro volta ascoltare gratuitamente per una volta le canzoni raccomandate, dopodiché le potranno comprarne l’MP3 ad un prezzo indicativo di 99 centesimi.

Nonostante Google voglia far partire il servizio già questa settimana o al più la prossima, è improbabile che faccia comunque in tempo ad assicurarsi il beneplacito di tutte e 4 le maggiori etichette discografiche: considerato che da sole distribuiscono l’87% di tutta la musica venduta negli USA, è chiaro come la mancanza di anche una sola delle quattro significhi tante canzoni in meno all’appello, il che rappresenta un serio problema, perché un utente insoddisfatto che non trovi ciò che cerca potrebbe abbandonare prematuramente il servizio. Tanto per fare un raffronto, sia iTunes che Spotify non sono stanti lanciati fintanto che non era stato raggiunto l’accordo con tutte e 4 le major.

Vi starete dunque chiedendo chi sono i giocatori che siedono al tavolo

  • EMI è probabilmente la casa discografica più vicina a stringere accordi con Google in tempo per il lancio
  • Vivendi Universal, la più grande compagnia del settore al mondo, ha delle trattative in corso ma non è chiaro se queste vedranno un conclusione a breve termine
  • Sony Music Entertainment e Warner Music sono invece le più distanti dal raggiungimento di un’intesa, quantomeno non nell’arco di due settimane: la prima si lamenta del fatto che Google non farebbe abbastanza per tenere a freno la pirateria (anche in servizi come YouTube o Android stesso); mentre per Warner è una questione legata ai profitti, dato che Google Music non prevede canoni di abbonamento, contrariamente alla concorrenza. (a Mountain View replicano che gli alti download attesi compenseranno la mancanza di tali introiti.)
  • Due non specificate etichette indipendenti sono molto vicine a siglare accordi con Google

Insomma, nonostante le “buone intenzioni” (soprattutto per noi utenti che non dovremmo pagare alcun canone per usufruire del servizio) la strada non sembra ancora del tutto spianata per la vendita di musica digitale da parte di BigG. Peccato perché l’integrazione con Google+ potrebbe essere un ottimo veicolo pubblicitario per entrambe le piattaforme, oltre che un logico punto di convergenza che ci auguriamo sarà presto replicato anche da altri servizi dell’azienda. Più che essere noi a chiederlo, è il mercato stesso che lo vuole, altrimenti la concorrenza di chi è saldamente nel settore da tempo (Facebook, Twitter, ecc.) sarà difficilmente eradicabile. Non siete d’accordo?

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