Android 3 years

Buon compleanno Android!

Nicola Ligas

Come ogni personaggio dell’immaginario collettivo che si rispetti, anche Android non invecchia mai, eppure il piccolo robottino verde ha già sulla schiena circa 3 anni di vita e 7 versioni diverse.

A ben vedere questi numeri potrebbero essere un po’ aggiustati (la prima beta risale al 5 novembre 2007), ma non facciamo troppo i pignoli per il momento. Tuffiamoci invece in una breve cronistoria, accompagnati da quello che è il biglietto da visita più evidente di ciascuna versione: la homescreen.

Android 1.5 Cupcake (30/4/2009)

Dicevamo appunto che le cifre date potevano essere aggiustate, difatti tecnicamente Cupcake non è la prima versione di Android: la 1.0 è stata rilasciata il 23 settembre 2008, ed un mese dopo inclusa nel T-Mobile G1 / HTC Dream (per questo festeggiamo oggi i 3 anni), ma è con Cupcake che è iniziato il sistema di nomenclatura “basato sui dolci” e, per quanto il sistema operativo sia cambiato, vi si possono ancora scorgere dei tratti in comune anche con le release odierne, per questo la consideriamo la prima “vera” versione di Android.

Android 1.6 Donut (15/9/2009)

Non troppo dissimile esteticamente da Cupcake, le maggiori differenze le troviamo sotto il cofano: a parte il supporto per le reti CDMA, ha introdotto il text-to-speech, un rinnovato Market, ed una versione aggiornata della funzione di ricerca, che permetteva di trovare anche elementi nel telefono (contatti, app, messaggi) e non solo nel web.

Android 2.0/2.1 Eclair (26/10/2009)

Eclair rappresenta un netto passo in avanti graficamente (e non solo): l’app drawer e le icone sono completamente ridisegnati, vengono introdotti gli sfondi animati e la possibilità di sincronizzare più di un account email; anche le performance in generale compiono un balzo in avanti. Il 12 gennaio 2010 viene rilasciato Android 2.1 che però non è una release tanto importante da meritarsi il cambio di nome.

Android 2.2 Froyo (20/5/2010)

Froyo rappresenta uno dei più netti incrementi di prestazioni dalla versione precedente di tutta la storia di Android, grazie all’introduzione del compilatore JIT (just in time). Questa release include inoltre la presenza delle icone per telefono e browser a fianco dell’app drawer, i tanto desiderati USB tetheringWiFi hostspot, il supporto allo spostamento delle app su SD e ad Adobe Flash, oltre ad una serie di piccole migliorie generali per Bluetooth, navigazione e sicurezza delle password.

Android 2.3 Gingerbread (6/12/2010)

I cambiamenti grafici rispetto a Froyo sono numerosi ed in generale il sistema è più pulito e leggibile, a cominciare dalla barra di notifica nera, passando per il re-design di varie icone, che fanno virare il colore generale sul nero-verde (eccezion fatta per l’arancio presente nell’effetto di “rimbalzo” di un menu arrivato a fine corsa). A parte l’estetica si segnalano il supporto nativo alle chiamate VoIP, una nuova tastiera virtuale più funzionale (specialmente nelle operazioni di selezione/taglia/copia/incolla), la possibilità di usare l’NFC (near field communication), ed un migliorato power management.

Android 3.0 Honeycomb (22/2/2011)

Honeycomb è la prima versione di Android pensate espressamente per i tablet, e come tale prevede uno cambiamento per certi versi netto rispetto alla UI vista finora su smartphone, per trarre vantaggio dalle maggiori dimensioni a disposizione. Tra le novità di rilievo segnaliamo la migliore gestione del multitasking, grazie alla presenza di un pulsante dedicato nella barra di sistema, e tutta una serie di novità che hanno gettato in pratica le basi per Ice Cream Sandwich (o almeno per la sua incarnazione su tablet), come le nuove versioni di galleria, browser, gmail app, contatti, ecc. Oltre a questo Honeycomb verrà ricordato anche per le polemiche relative al rilascio del suo codice sorgente.

Android 4.0 Ice Cream Sandwich (19/10/2011)

Siamo così giunti ai giorni nostri ed al neonato Ice Cream Sandwich, forse il più grande rinnovamento grafico dai tempi di Eclair. Ed i cambiamenti stavolta non si limitano alla sola estetica: è sempre Android, ma è un altro Android. Non ci dilungheremo qui in ulteriori dettagli, per quelli vi rimandiamo ai numerosi articoli scritti al riguardo nei giorni scorsi.

Ed il futuro cosa ci riserva? Con nuove versioni di Android ogni sei mesi ci sarà ben poco da annoiarsi,  il che significa che a fine aprile Ice Cream Sandwich sarà già “storia”.

Smartphone e Tablet sono i paladini dell’era post-PC, ed in un mondo in cui molti ibridi vedono la luce (Transformer, Motorola-lapdock, Padfone) è difficile dire oggi cosa prevarrà domani: di certo le capacità eclettiche di Android sono sicuramente un ottimo presupposto, ma si tratta anche di un mercato in continua evoluzione, quindi non è permesso sedersi sugli allori. La ricetta per conquistare il pubblico è un mix di qualità, marketing, e fortuna: quest’ultima dicono sia cieca, nel campo promozionale la concorrenza ha dimostrato di non essere seconda a nessuno, quindi ad Android resta “solo” la qualità. Cosa gli manca invece? Ditecelo voi.

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