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Shadowgun, una nuova generazione di videogame sui nostri dispositivi [Recensione] (Aggiornato)

Lorenzo Delli -

Ve lo abbiamo più e più volte annunciato e adesso lo recensiamo in esclusiva: stiamo parlando di Shadowgun, uno sparatutto di nuova generazione che sta per sbarcare sui nostri dispositivi.

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Shadowgun è un action fps con visuale in terza persona che trasporta il giocatore in un’ambientazione fantascientifica, il tutto coadiuvato da uno stupendo motore grafico che nulla ha da invidiare alle recenti console di gioco. Ancora non ci è dato sapere una data certa di uscita e il prezzo di lancio anche se è certo che, per godere di questo titolo, sarà necessario, almeno in un primo tempo, di dispositivi dotati di processore grafico Tegra 2 di NVIDIA; Shadowgun verrà infatti rilasciato nel Tegra Zone, insieme agli altri titoli pensati esclusivamente per questa piattaforma. La software house che  lo ha sviluppato  è la Madfinger Games, la stessa di Samurai Vengeance II, altro titolo disponibile su Tegra Zone. Ma veniamo al dunque e facciamo luce sulle caratteristiche di questo attesissimo titolo. Abbiamo provato, in anteprima, i primi tre livelli del gioco, quanto basta per fornire un giudizio formale su ciò che Shadowgun ha da offrire al grande pubblico.

  • Quando non basta sparare all’impazzata…

Bisogna proprio dirlo: il primo impatto con Shadowgun è davvero sorprendente: la grafica sicuramente fa da padrona e, considerato che stiamo parlando di dispositivi mobili, è cosa abbastanza rara. Il protagonista, John Slade, è un mercenario che viene spedito a recuperare un pericoloso scienziato, il dr. Edgar Simon, accusato di aver preso in ostaggio i suoi colleghi e di essersi  impossessato di tecnologie top secret. Naturalmente il nostro protagonista non è il benvenuto e si capisce anche dal filmato di introduzione, in cui vedrete la navicella del nostro eroe schiantarsi miseramente sul pianeta che fa da teatro agli avvenimenti della storia.

L’interfaccia di gioco è  quella classica del genere e piuttosto elementare: un pad virtuale sulla sinistra per gli spostamenti e uno sulla destra per la telecamera; sempre sulla destra troviamo il pulsante di fuoco e quello per la ricarica, mentre in alto a destra troviamo il pannello dedicato alle armi e alle munizioni. Scordatevi una modalità di fuoco assistito tipica degli ultimi giochi Gameloft (come N.O.V.A. 2 o Rainbow Six: Shadow Guardian): il titolo è incentrato sugli scontri a fuoco e verrete costantemente messi alla prova! L’unica cosa che vi aiuterà a farvi strada tra le orde di nemici ed i vari boss saranno coperture offerte dall’ambiente di gioco. Scoprirete, a vostro discapito, che  ne esistono due tipi, una delle quali dopo poco vi lascerà completamente scoperti al fuoco nemico. Non esiste una “barra della vita” ma se subirete troppi colpi, logicamente, morirete, riprendendo dal checkpoint più vicino. Non esistono infatti salvataggi ma checkpoint sparsi per gli schemi che compongono il gioco.

I combattimenti sono sufficientemente impegnativi e coinvolgenti: i vostri avversari sfrutteranno come voi le coperture offerte dall’ambiente (scegliendo talvolta quelle sbagliate, come dicevamo prima), coordinando i loro attacchi insieme a droni terrestri esplosivi, droni volanti, mine anti-uomo e torrette corazzate. Talvolta sarà necessario analizzare l’ambiente dello scontro a fuoco e scegliere oculatamente la copertura mentre, in determinati momenti, potrete avanzare imperterriti spazzando via ciò che trovate sul vostro cammino. Le munizioni non sono un grande problema in quanto, ogni nemico abbattuto, ve ne fornirà una generosa scorta. Nel corso dei livelli troverete anche altre armi, tra cui il sempre verde fucile a pompa; in questo caso le munizioni sono un po’ più rare e la quantità di proiettili trasportati sarà più esigua; troverete comunque delle stazioni di rifornimento che riempiranno il vostro carico munizioni.

I livelli sono cosparsi di leve e interruttori che attiveranno o disattiveranno, all’occorrenza, porte, elevatori o griglie laser; talvolta dovrete essere veloci e sfruttare ciò che l’ambiente vi mette a disposizione per evitare trappole (vi trovate, tutto sommato, nel laboratorio di uno scienziato pazzo) o per sfruttarle per abbattere i vostri nemici.  Troverete anche dei terminali da hackerare: vi basterà memorizzare una sequenza numerica che comparirà velocemente sullo schermo e ripeterla nello stesso ordine; più che altro è un espediente per spezzare l’azione di gioco, quindi niente di impegnativo. Sempre sparsi per i livelli troverete dei segreti  che andranno a sbloccare delle voci aggiuntive visualizzabili dal menù, una sorta di “Shadowpedia“, dove potrete reperire più informazioni sul background del gioco. Nel secondo livello farete la conoscenza del primo boss del gioco, un simpatico robot alto come un palazzo a 3 piani che vi riempirà di missili a ricerca termica; anche qui è stato usato un simpatico espediente: tra un ondata di fuoco e l’altra comparirà sulla testa del boss una sorta di tiro al bersaglio (piccolo rispetto al resto del corpo) che, se colpito, ridurrà drasticamente la vita di quest’ultimo. Il gioco è suddiviso in 10 livelli per una longevità che, sulla carta, supera le 5 ore, con la possibilità di selezionare tre livelli di difficoltà crescente.

  • La grafica non è tutto? Se non altro è un’ottima scusa!

Se dagli screenshot ancora non lo aveste capito, la grafica di Shadowgun è veramente al top: effetti di luce, ombre e riflessi arricchiscono la struttura dei livelli già di per se molto caratteristica. Le texture sono molto curate, specialmente per un titolo dedicato al panorama del mobile gaming, ed il modello del personaggio e i suoi movimenti sono incredibilmente caratterizzati e fluidi. Il volto del personaggio, come è già stato detto in diverse anteprime, ricorda davvero molto il volto di Bruce Willis, mentre la voce non può che ricordare, ai nostalgici dei videogame, il buon vecchio Duke Nukem.

I modelli dei nemici sono invece un po’ ripetitivi, anche se la cosa è dovuta più ad una scelta riguardante il background della storia. Anche i livelli sono ben strutturati e caratterizzati ma anche in questo caso si nota come certi elementi siano sfruttati più volte. E’ comunque difficile rendersene conto data la frenesia che caratterizza il gameplay. Ciò che sorprende di più, dato il motore grafico molto avanzato (realizzato con Unity 3), è la fluidità con cui il titolo scorre anche su dispositivi come i tablet (a differenza, purtroppo, di alcuni titoli Gameloft che, nonostante il Tegra 2, zoppicano un po’ in quanto a fps sui tablet Honeycomb) dotati di maggior risoluzione (anche se ricordiamo che i processori Tegra 2 dedicati ai tablet sono leggermente più potenti di quelli per smartphone). Gli fps sono sempre costanti ed è impossibile notare qualsivoglia indecisione nel caricamento delle texture o nella gestione dei riflessi e delle ombre. E se si considera che inizialmente Shadowgun doveva uscire con l’arrivo di dispositivi dotati di processori Tegra 3 non possiamo che essere soddisfatti.

  • Un po’ di “sano” Metal

Anche il comparto sonoro è degno di nota, sia per quanto riguarda il voice acting che per quanto riguarda la colonna sonora. Il voice acting che caratterizza i vari personaggi è ben curato e rende bene l’idea; divertenti, tra l’altro, lo scambio di battute tra il protagonista e l’intelligenza artificiale che guida John lungo il suo percorso. La colonna sonora si distingue in particolare per il genere azzeccatissimo che la contraddistingue, una sorta di rock/metal che vi caricherà a sufficienza per continuare a giocare ore e ore senza accusare alcun tipo di stanchezza. Validi anche gli effetti sonori delle esplosioni e delle sparatorie.

  • Riepilogando…

Shadowgun segna un traguardo importante per una piattaforma giovane e in continua evoluzione come Android: un titolo del genere infatti è davvero innovativo, non tanto per quanto riguarda storia o gameplay che rientrano nei canoni del genere, ma per il perfetto sfruttamento di un chip grafico dedicato unicamente al settore mobile. E Shadowgun non è attualmente l’unico titolo che si può fregiare di queste caratteristiche, visto l’annuncio di BladeSlinger che vi abbiamo presentato qualche giorno fa (il gioco è realizzato con lo stesso kit di sviluppo, lo Unity 3). Se il Tegra 2 riesce a spingersi a questi livelli non ci rimane che ben sperare per il progetto Tegra 3 (o Kal’El), ormai quasi alle porte; da segnalare inoltre che verrà sviluppata una versione del gioco ottimizzata proprio per Tegra 3. Vi abbiamo già detto ad inizio articolo che non ci è ancora dato sapere la data del rilascio del gioco sul Tegra Zone e, per il prezzo, non ci rimane che pensare che sia simile al prezzo della versione dedicata ad iOS (5,99€). Il gioco è stato testato su un Motorola Xoom e su un LG Optimus Dual.

(Aggiornato) Ci è stato riferito che il prezzo di lancio sarà di 4,99€ e che non sarà disponibile solo per dispositivi dotati di Tegra 2 ma anche per altri (non è dato sapere quali modelli lo supporteranno ma in tal caso il Market verrà in nostro soccorso); su Tegra Zone verrà quindi rilasciata una versione ottimizzata per Tegra. 

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Gameplay: Azione serrata e controlli efficenti, un’accoppiata vincente che vi terrà incollati per ore,
Voto: 95/100
Grafica: Quanto di meglio si può volere su Android, se il futuro del mobile gaming è questo non possiamo che esserne felici,
Voto: 95/100
Sonoro: La colonna sonora è davvero motivante e gli scambi di battute tra il protagonista e la sua IA arricchiscono il tutto,
Voto: 90/100
Longevità: Buona per un titolo dedicato al settore mobile, speriamo in futuro che venga implementata una modalità Multiplayer,
Voto: 90/100

Voto Complessivo: 95/100

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