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Market e GMail: bloccato l’accesso dalla Cina

Nicola Ligas -

Che la Cina non fosse propriamente il più permissivo dei paesi già lo sapevamo e non è la prima volta che Google ha problemi di “spazio” in quel paese, ma adesso la censura si è fatta ancora più severa, arrivando a bloccare sia l’app di Gmail che quella dell’Android Market.

Per la verità i servizi sembrano essere intermittenti, ogni tanto funzionano, più spesso sono irraggiungibili, e questo indipendentemente dall’operatore e dalla posizione geografica; inutile dire che sono quindi proliferati canali alternativi per reperire le app, tanto che in molti non utilizzano nemmeno più il Market ufficiale.

Il sito web di Gmail è invece accessibile, ma questo in fondo non deve stupire più di tanto dato che Google utilizza server separati per i servizi online e quelli su Android. Stessa cosa non si può dire per il Market via web che è bloccato da questa mattina.

A questo punto vi starete chiedendo: ma qual è il motivo di questi veti? Ufficialmente nessuno, anche perché non sono stati rivendicati e quindi nemmeno sappiamo se rimarranno temporanei o meno. L’ipotesi più accreditata riguarda il fatto che lo scorso week end il Dalai Lama ha parlato con l’Arcivescovo Desmond Tutu via Google+, ovvero l’equivalente virtuale di un meeting che nel mondo reale il governo cinese aveva cercato di ostacolare in tutti i modi. Dunque si tratterebbe solo di una ripicca? Le vostre ipotesi sono buone quanto le nostre. E per la cronaca, no, que

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