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Linus Torvalds a proposito di Android

Nicola Ligas

A margine del LinuxCon, durante una serie di botta e risposta, Linus Torvalds ha parlato di Android e del suo rapporto da “figliol prodigo” nei confronti di Linux, ma anche se tra i due sembra esserci una certa distanza ormai, le sue previsioni per il futuro li vedono nuovamente uniti tra 4-5 anni.

Linus Torvalds eliminò i driver per Android dal ramo principale di sviluppo del kernel Linux a fine 2009, rendendo di fatto il robottino verde una sorta di fork di Linux. Come evidenziato da Greg Kroah-Hartman, capo del Linux Driver Project ed ingegnere alla Novell, nell’articolo Android and the Linux kernel community, il kernel di Android è ben più di un po’ di codice preso da Linux, l’intero core è cambiato per adattarsi al nuovo sistema di sicurezza (che Kroah-Hartman non si fa problemi a definire bizzarro), per non parlare dell’infrastruttura dei driver del framebuffer che è completamente diversa, il che significa che non è possibile scrivere driver per Android nello stesso modo in cui lo si farebbe per Linux. Il tutto non è da intendersi come un complimento, sia chiaro, ma le scaramucce fanno anche parte del gioco, specialmente tra “fratelli”. Torvalds rassicura infatti che ““devono ancora essere trovati molti punti di contatto…ma alla fine Android e Linux torneranno ad avere un kernel comune, ma ciò probabilmente non prima di quattro o cinque anni” e si dichiara anche molto tranquillo riguardo i fork, dato che “stiamo solo prendendo direzioni diverse per un po’, ma nel lungo periodo torneranno a coincidere, quindi non sono preoccupato”.

Insomma niente di cui doversi preoccupare, anche per chi vorrebbe la comunità Linux ai ferri corti con Android per il mancato rilascio (per adesso) dei sorgenti di Honeycomb. Circolare gente, circolare.

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