8-15-2011googlemoto-500

Google acquisisce Motorola: cambierà tutto o nulla?

Nicola Ligas -

 

La notizia del giorno (ed anche della settimana o forse del mese) nella comunità Android è sicuramente l’acquisizione di Motorola Mobility da parte di Google, ma quali sono le ragioni che hanno spinto Larry Page e soci ad alleggerirsi il portafoglio di 12.5 miliardi di dollari? Lo spiega lo stesso CEO in un post sul blog dell’azienda: curiosamente ed inaspettatamente Motoblur non è menzionata da nessuna parte!

Recentemente abbiamo spiegato come varie aziende, tra cui Microsoft ed Apple, abbiano fatto fronte comune contro Android, in attacchi anti-concorrenziali ai brevetti. Il Dipartimento di Giustizia americano è dovuto intervenire sui risultati di una recente asta di brevetto per “proteggere la concorrenza e l’innovazione nella comunità del software open source”, e sta attualmente esaminando i risultati dell’asta Nortel. La nostra acquisizione di Motorola aumenta la concorrenza rafforzando il portafoglio di brevetti di Google, che ci permetterà di proteggere meglio Android da anti-concorrenziali minacce di Microsoft, Apple e altre aziende.

Non usa mezze parole Larry Page e, sebbene prima di questa citazione abbia abbondantemente tessuto le lodi di Motorola come produttore di telefoni e supporter della prim’ora di Android, è evidente come la questione dei brevetti sia tutt’altro che marginale (la casa alata ne detiene circa 17000). Nel caso vi foste persi l’antefatto, la vicenda Nortel cui si riferisce Page riguarda l’acquisizione dei brevetti (circa 6000) che questa fallita società deteneva, la cui asta è stata vinta da una cordata formata da Apple, Microsoft, RIM, EMC e Sony Ericsson, per la cifra di 4,5 miliardi di dollari; Goggle aveva ovviamente partecipato (anche se con strani rialzi), ma non si era aggiudicato l’ambito premio ed in seguito a questa vicenda erano iniziate le polemiche riprese anche in quest’ultimo comunicato circa gli “attacchi-anticoncorrenziali“.

E’ chiaro comunque come tra i due affari ci sia una netta disparità monetaria: BigG si è aggiudicata Motorola per una cifra che è quasi il triplo di quella investita dalle altre 6 aziende per l’asta Nortel, quindi o a Mountain View piace spendere tanto, oppure il fattore dei brevetti non è il solo motivo (per quanto importante) dietro questa vicenda.

E ora che succederà? Facili battute a parte, è davvero la morte di Blur e dei bootloader bloccati? Sinceramente ne dubitiamo, quanto meno non nell’immediato: sia Page che Rubin sono stati chiari sul fatto che Motorola agirà come un’azienda separata, con un ampio grado di autonomia, anche se ovviamente speriamo che almeno sul fronte “apertura” la pressione di BigG nella “giusta” direzione un po’ si faccia sentire. (ok, lo speriamo anche per Motoblur, ma meglio non essere ingordi!). E il prossimo Nexus? E’ troppo presto per dire che sarà un Motorola, ed Andy Rubin l’ha detto chiaramente:

Abbiamo un programma chiamato Nexus, ed una strategia basata su questo dispositivo che sia un punto di riferimento. Finora tutto questo ha aiutato piuttosto bene a focalizzare gli sforzi del nostro team. […] Non ci aspettiamo quindi che ciò cambi in alcun modo. L’acquisizione (di Motorola) sarà gestita come un’azienda separata. Anch’essa farà parte del processo di selezione della piattaforma di riferimento (Nexus). Ed ovviamente Android rimane aperto agli altri partner, affinché lo utilizzino come accade tutt’oggi.

Se vogliamo che tutto cambi, bisogna che tutto rimanga com’è. O forse era il contrario…

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Andy RubinApplebrevettiSony Ericsson