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Cosa aspettarsi dal Google I/O

Nicola Ligas

Stanno per accendersi i riflettori sul Google I/O, probabilmente l’evento più importante organizzato ogni anno da BigG, e la carne al fuoco certo non manca. Vediamo quindi rapidamente cosa è lecito aspettarsi, incrociando poi le dita nella speranza di non rimanere delusi.

  • Ice Cream Sandwich: ne avevamo parlato giusto pochi giorni fa, in seguito alla conferma “ufficiosa” del suo nome. Tante speculazioni potremmo fare su questa prossima incarnazione del robottino verde, probabilmente una delle più attese di sempre, dato che dovrebbe essere colei che unirà sotto un’unica bandiera il mondo smartphone e quello tablet, con in più forse anche un’aggiunta di Google TV. Troppo bella per essere vera, si temono shock multipli in caso di conferma ufficiale. I paramedici sono già stati allertati.
  • Google Music: considerato che è stato annunciato addirittura all’evento dello scorso anno, come minimo ci aspettiamo una presentazione col botto oppure il silenzio assoluto. Le vie di mezzo non sono ammesse. Soprattutto perché, poco più di un mese fa, Amazon nel giro di una settimana ha presentato il suo store ed il servizio di cloud music, mentre a Mountain View sono in preoccupante ritardo, considerando anche un concorrente che si chiama Apple. Per la verità sembra che le cose si stiano muovendo all’interno dell’azienda, ma a maggior ragione vogliamo o tutto o niente.
  • Rinnovato e più sicuro Android Market: qualcuno di voi penserà: “ma non si era rinnovato 3 mesi fa il Market, portando anche la versione online?”. Vero. Ma questo ci basta? Come mai allora ci sono validi app search engine (addirittura multi-piattaforma) se quello di Google è fatto così bene? In un mondo in cui Android lo troviamo su occhiali e cuffie, un unico Market appare troppo stretto o troppo largo, a seconda dei punti di vista. La personalizzazione a seconda del dispositivo appare una scelta quasi obbligata, tanto che qualche produttore come Sony ci aveva già pensato. Il tema sicurezza infine è un altro tasto delicato: non occorre trasformarsi in dei censori per pretendere regole più rigide, ma è vero che Android da questo punto di vista deve e può fare ancora dei miglioramenti. Non vogliamo spingerci così in là da insegnare a Google come fare, basta che lo faccia.
  • Social Gaming: ogni tanto se n’è sentito parlare, ma poi la cosa non si è mai concretizzata. iOS ha Game Center, Windows Phone 7 ha Xbox Live e tutto quello che ha Android è il lavoro di terze parti, come OpenFeint o il Tegra Zone. Che il mercato dei giochi su piattaforma mobile sia uno dei più floridi al momento non è certo una novità, ma cos’ha fatto Google per coltivarlo al meglio? Questa caratteristica ben si sposa con un rinnovamento del Market, ma non solo: con il nostro account Google sincronizziamo posta, immagini, contatti, rss, calendario, libri e chi più ne ha più ne metta. Perché non gestirvi anche i nostri punteggi nei videogame, ovviamente in chiave social come fa openfeint? Di certo qualsiasi novità introdotta in un segmento tanto vivo non potrà che riscuotere successo, vero?
  • Temi e personalizzazione: questa è più una richiesta forse, che una possibilità concreta, ma c’è una cosa di Android che mi ha sempre dato un certo fastidio, ovvero il fatto che pur essendo il sistema operativo mobile più personalizzabile al mondo, in realtà lo sia solo in parte (a meno di non ottenervi i permessi di root, ovviamente). Perché non mi è possibile usare l’interfaccia stock di Gingerbread al posto delle varie Sense, TouchWiz, Motoblur & co.? Installare un launcher alternativo non è la stessa cosa, senza contare che quello precedente non sparisce, rimarrà comunque in memoria per giunta come app di sistema. Il problema qui non è ovviamente solo di Google e ci rendiamo conto che non sia nemmeno tra le esigenze più impellenti, ma perché non farci un pensierino?

L’elenco potrebbe forse continuare, ma preferiamo fermarci qui per non tediarvi ulteriormente, anche perché alcune di queste ipotetiche novità sono già alquanto allettanti per conto loro. Voi che cosa vi aspettate dal Google I/O di quest’anno? Lo seguirete in streaming? O magari volerete direttamente in America?

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