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L’Amazon AppStore lascia provare le applicazioni nel Cloud prima di acquistarle

Lo ammettiamo senza pudore: siamo invidiosi dei cugini americani e del “loro” Amazon App Store, e non vediamo l’ora che diventi disponibile anche in Italia. Abbiamo attirato l’odio di Google su di noi, ne siamo consapevoli, ma ci sono diverse buone ragioni per essere molto soddisfatti di come si sta muovendo il colosso librario nel mondo Android.

Come vi avevamo detto in occasione del suo lancio, l’Amazon AppStore regala ai propri utenti un’applicazione gratuita (altrimenti a pagamento) ad ogni sorgere del sole: nel giro di pochi giorni sono stati liberamente scaricabili titoli quali Angry Birds Rio, Shazam Encore o SwiftKey, tanto per fare degli esempi. Non parliamo di app di nicchia che non usa nessuno insomma, ora come ora la “free-app-of-the-day” sembra una promozione assai invitante, ed ovviamente speriamo che il trend continui.

In aggiunta a questo si è sparsa la voce che Gameloft potrebbe scegliere Amazon come partner per la diffusione dei propri prodotti, con tutta la gioia che questo comporta per gli amanti del gaming su Android.

Oggi vogliamo invece soffermarci su un’altra caratteristica che abbiamo trovato potenzialmente ancor più invitante di quelle già citate: il “Test Drive”. Avevamo già accennato a questa feature nell’articolo dedicato al varo dello store, ma non potendolo provare con mano non ne avevamo compreso a pieno le qualità. Lasciamo quindi che sia Amazon stessa a spiegarci in cosa consiste:

Clickando il pulsante “Test drive now” viene lanciata una copia della rispettiva applicazione su Amazon Elastic Compute Cloud (EC2), un web service che fornisce agli sviluppatori capacità di calcolo nel cloud a richiesta. Quando clickate col vostro mouse sul telefono simulato, noi mandiamo quegli input via Internet all’applicazione che gira su Amazon EC2 – esattamente come il vostro dispositivo mobile invierebbe il segnale del tap di un dito alla app. I nostri server reinviano poi al vostro computer l’output video e audio dell’applicazione. Il tutto avviene in tempo reale, permettendovi di esplorare le caratteristiche della app esattamente come se stesse girando sul vostro device.

Al di là quindi di una buona dose di pubblicità che Amazon fa alla propria piattaforma di Cloud Computing EC2 (che per la cronaca è una delle più popolari al mondo), il servizio offerto è davvero notevole oltre che comodo: anziché giocare al ribasso con i tempi di rimborso, come avvenuto sull’Android Market, Amazon lascia provare “virtualmente” le app, permettendo quindi all’utente di scegliere con tutta calma se procedere o meno all’acquisto. D’altro canto l’emulazione di un terminale Android è cosa comune per chi bazzica con l’SDK del sistema operativo, verrebbe quasi da chiedersi come mai nessuno ci abbia pensato prima.

Per comprendere bene quanto sia potente questo servizio potete dare un’occhiata alle immagini che trovate a fine articolo, e non fatevi ingannare: non si riferiscono ad un singolo programma ma ad un intero terminale Android virtuale pilotabile tramite mouse, sul quale sarà possibile non solo provare Paper Toss, ma anche cancellarlo, navigare su internet tramite il browser di Android (anche se senza input da tastiera la cosa è un po’ difficile) o guardare le immagini nella photo gallery del device e anche ascoltare musica. Avrete insomma a vostra disposizione un intero smartphone emulato perfettamente, e non solo la demo di un’applicazione.

Desiderosi di provarlo? Anche noi. Questo è infatti il link alla relativa pagina, ma questo servizio, come tutto quelli dell’Amazon Appstore, è al momento disponibile solo negli USA. Il “mal comune” cresce, e il “mezzo gaudio” stentiamo ancora a vederlo.

E voi che ne pensate? Vi piacerebbe questo modo di testare le app? E se in futuro quel device da controllare via browser e mouse non fosse solo un terminale virtuale, ma il vostro stesso telefono? Diteci la vostra, ma soprattutto incrociate le dita sperando che Amazon esporti in fretta il suo Appstore.

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