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Nokia ha considerato anche Android, ma alla fine ha scelto Windows Phone

Emanuele Cisotti

Vi siete “per caso” accorti dell’annuncio di oggi dell’unione (almeno metaforicamente) fra Nokia e Microsoft? No? Beh, sappiate che nei prossimi mesi Symbian verrà lentamente scalzato per lasciar posto a Windows Phone 7.

Anche i piani per MeeGo non sono molto rosei, anche se non è questo il luogo dove discuterne. Fa sorridere (“per non piangere”) l’affermazione del CEO Nokia Elop in cui si dichiara che l’azienda ha considerato Android ma che non ha scelto questa strada per non “omologarsi troppo”. La nostra traduzione è molto libera e in realtà il termine usato era “commodification” che indica l’abbassamento del valore di un prodotto causato dalla presenza di troppi prodotti simili (se c’è qualche economista all’ascolto è pregato di darci una mano nei commenti).

Strano però allora che l’azienda si sia incamminata nel vialetto di casa Microsoft, dove tutto può essere fatto fuorchè modificare il loro OS blindato? (si ok, è stato dichiarato che Nokia ha il permessi di modificare l’OS a piacimento, ma che non è nel loro interesse e che probabilmente non lo faranno, non vi suona strano?).

Vi suonerebbe meno strano se vi dicessi che il CEO di Nokia in carica dal 2010 era prima dirigente della sezione business di Microsoft?

Siamo profondamente dispiaciuti dall’annuncio di oggi, non tanto per lo sfumato accordo con Google (che poi non stratta di un vero accordo, ma al massimo di un’adozione), non tanto per l’avanzata di Windows Phone, quanto piuttosto per la tristissima strada intrapresa da Nokia negli utlimi anni che l’ha portata in soli 14 minuti (durata della presentazione) a svendersi per pochi (?) soldi a Microsoft.

Cara Nokia, sarà bello lottare contro di voi, ma lasciatevelo dire: “non siete più la Nokia di una volta”.