java vs android

Android sta realmente copiando codice da Java? La risposta è no!

Nicola Ligas -

Che internet sia un veicolo di diffusione delle notizie senza precedenti è cosa palese, ma a volte tale velocità può nuocere all’informazione stessa. Sembra questo il caso della vicenda, che vi avevamo riportato giusto ieri sera, riguardo l’ipotetica copia di codice Java in Android, che era rimbalzata sui maggiori e più accreditati siti del settore americani. Ebbene, da un’analisi più attenta la tesi dell’accusa pare venga del tutto smontata.

L’autore della diffida nei confronti di Florian Mueller (dal cui articolo era partito il vespaio) è Ed Burnette programmatore ed inserzionista di ZDNet, il quale ha scaricato ed esaminato tutti i file incriminati, giungendo a conclusioni completamente diverse.

Ci sono due gruppi di file: il primo è costituito da 7 elementi che si trovano nella “unit test area“, ovvero in quella parte del codice sorgente che non viene effettivamente utilizzata nei propri prodotti, ma solo a scopo di test per verificare la qualità del software prima di spedirlo.
Il secondo gruppo di 37 file è in effetti raggruppato in un unico file compresso, MMAPI.zip, che si trova in una directory usata per il codice nativo dei driver audio di un particolare tipo di chip set. Bisogna andare a scovarlo col proverbiale lanternino insomma! Dopo vari controlli, Burnette afferma che il file non fa parte di Android e che si tratta solo di un file “parcheggiato” lì per errore, che può benissimo essere cancellato.

In aggiunta a questo, c’è da notare che i 7 file del primo gruppo sono ormai stati cancellati dal codice sorgente: uno è stato tolto il 30 ottobre 2010, gli altri sei il 14 gennaio 2011; tutti con la motivazione “Rimossi inutili test”. Aggiungiamo inoltre che si trattava di file pubblicati da Sun stessa sul proprio sito per aiutare gli sviluppatori a debuggare e testare il proprio codice, a cui poi era stata erroneamente aggiunta in cima la licenza Apache (probabilmente da un qualche script automatizzato). Se fossero stati usati “immacolati”, non ci sarebbe stato alcun problema fin dal principio. Ed in ogni caso si trattava di file che non venivano inclusi in Android.

In breve, come evidenza Burnette, la verità è spesso più “noiosa” e fa assai meno notizia dell’articolo scandalistico, e noi non potremmo essere più d’accordo.

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