Juice Defender

Juice Defender passa alla versione 3.x: il tuo nuovo battery saver?

Nicola Ligas

Un paio di mesi fa vi avevamo parlato di Juice Defender, applicazione che promette di aumentare la durata dell’autonomia dei nostri smartphone, attraverso un’oculata gestione delle connessioni di rete. E’ da poco disponibile la versione 3, nuova major release che porta con sé tante novità, vediamole assieme!

La cosa che balza subito agli occhi è l’imponente restyling grafico: l’applicazione si è infatti completamente rinnovata, guadagnando i tab e lo scrolling piuttosto che avere tutti i settaggi affollati in un’unica schermata. Non ne rivoluzionerà il funzionamento, ma è un passo avanti notevole in termini di usabilità. Purtroppo il nuovo look si è portato via anche le lingue aggiuntive: se prima infatti era presente l’italiano, adesso dovremo per forza di cose destreggiarci col solo inglese.

Andiamo quindi in ordine di tab (disponibili solo se si sceglie di personalizzare al massimo la configurazione del programma) per vedere cos’ha da offrirci il programma:

La prima schermata, Status, è l’unica che troveremo sempre presente indipendentemente dalla nostra configurazione (insieme al tab About, ma dobbiamo davvero parlare del tab About??!): sostanzialmente serve a riassumere brevemente tutte le impostazioni, ad abilitare o meno le notifiche, a consultare i log (disponibili ora in formato lungo o corto) e ovviamente ad attivare o meno tutti i servizi dell’applicazione stessa. E’ quindi possibile scegliere tra 5 profili: default, aggressive, extreme, customize e advanced, dove solo gli ultimi due sono configurabili dall’utente (advanced è semplicemente la versione customize con più opzioni). Default, Aggressive ed Extreme sono invece profili preimpostati, dei quali l’ultimo è particolarmente efficace nel risparmiare batteria, ma, a meno di configurare una lista di applicazioni sempre autorizzate (vedi ultimo tab), chiude in pratica ogni forma di comunicazione di rete mobile del dispositivo, rendendolo virtualmente inutile!

La scheda Controls è quella che decide cosa Juice Defender debba gestire: se occuparsi solo della rete 3G (e affini) o anche del WiFi. E’ presente anche la possibilità di abilitare o meno il “2G only”, e di regolare la frequenza del processore ma questo è possibile solo in alcune ROM, in particolare l’ultima feature è presente solo nei dispositivi rootati. Altra importante opzione è quella che riguarda l’autosync: abilitandolo si forza una sincronizzazione di tutte quelle app che lo utilizzano, in modo da rimanere sempre aggiornati, ma generando contemporaneamente più traffico, che potrebbe compromettere un corretto aggiornamento in caso di scarsa connettività; se siamo invece interessati alla sola sincronia delle Google app sarà sufficiente abilitare la modalità “ping”, che non andrà a risvegliare ad es. Facebook, Twittter ecc. Possiamo infine impostare un timeout in modo da staccare la connessione solo dopo un certo intervallo di tempo dall’oscuramento dello schermo, ma questa funzione non funziona molto bene con Froyo!

Come suggerisce il nome, il tab Schedules si occupa di governare tutte le pianificazioni presenti nel nostro dispositivo: anzitutto decidiamo se attivare o meno il servizio, ovvero se consentire a Juice Defender  di abilitare la connettività  di Android  periodicamente (certo che vogliamo, sennò perché installarlo!?) e successivamente stabiliamone la frequenza e la durata. Intervalli più lunghi tra un sync e l’altro fanno ovviamente risparmiare più batteria,  ma questo significa anche aggiornamenti più sporadici, così come una durata minore degli stessi permette di risparmiare qualcosa, a scapito di eventuali trasferimenti incompleti (vedi l’opzione “traffico” nel tab successivo). Sono presenti infine altri tipi di pianificazione: tramite le modalità “night”, “peak” e “weekend” è infatti possibile settare degli intervalli di tempo durante i quali abilitare/disabilitare sempre le connessioni selezionate, in base al nostro stile di vita e alle nostre esigenze.

L’ultima scheda è quella dei Triggers ovvero di tutti quegli eventi in seguito ai quali ci si aspetta una risposta dal programma. Possiamo così disabilitare totalmente connettività e programmazioni quando la batteria scende sotto una certa soglia; abilitarle o meno quando il telefono è connesso alla presa USB o all’alimentazione; risvegliarle all’accensione dello schermo oppure al suo sblocco; regolare una certa soglia di traffico sopra la quale non disattivare la connessione (utile per assicurare una sincronia completa) ed infine dare o meno la possibilità di accesso incondizionato alla rete ad ogni singola applicazione. Se ad esempio vogliamo che gmail funzioni sempre, anche quando abbiamo l’1% di batteria, è qui che dobbiamo agire. Molto utile è infine la funzione “location”, che dopo un certo periodo di apprendimento è in grado di imparare dove si trovano le reti wireless a cui ci colleghiamo più spesso e di abilitare il Wi-Fi solo quando ci si trova in prossimità delle stesse, consentendo così un notevole risparmio di batteria.

Conclusioni: una delle pecche che avevamo evidenziato nell’articolo sulla vecchia versione di Juice Defender era proprio relativa alla grafica, non ci possiamo quindi lamentare in questo caso, anche perché tralasciando il rinnovo estetico il programma è adesso ancora più completo, leggero e performante ed il suo sviluppo è comunque in continua evoluzione (in particolar modo la versione beta viene aggiornata anche più volte al giorno e sono anche allo studio soluzioni mirate per i tablet), segno che c’è una forte attenzione dietro  da parte degli sviluppatori e quindi un alto tasso di cambiamento per eventuali problemi e migliorie.

Juice Defender è gratuita, ma non tutte le opzioni che vi abbiamo descritto sono disponibili nella versione free: perché non darle comunque una chance allora, visto che la prova è gratuita? Se passare ad Ultimatejuice (la versione a pagamento) sarà poi a vostra discrezione..almeno fintanto che i produttori di hardware oltre a display arrotolati, processori mille-core e sensori per gli starnuti, non faranno qualcosina di più anche per renderci meno “alimentatore dipendenti”!

APN