Android Developers

Gli Android Developers sperano che operatori e produttori spingano per l’apertura dei device

Nicola Ligas

“Sul Nexus S sono stati ottenuti i permessi di root, che la follia abbia inizio!” – “E’ stato possibile solo perché la sicurezza di Android fa pena, il che permette di ottenere facilmente i privilegi di root”. Un semplice botta e risposta che ha scatenato il dissenso di Nick Kralevich, un ingegnere dell’Android Security Team, e quindi questo articolo!

Anzitutto, sia il Nexus S che il Nexus One sono stati progettati proprio per permettere agli appassionati di installare le proprie personalizzazioni del sistema operativo. Caricare la propria boot image su un Nexus S è semplice come  lanciare fastboot oem unlock.

Al contrario la sicurezza in Android non è un aspetto marginale: ogni applicazione è “separata”, il che assicura che un’app malevola o buggata possa interferire in qualche modo con le altre. Ciascuna applicazione deve inoltre dichiarare di quali permessi ha bisogno, il che permette all’utente di essere sempre a conoscenza di quali informazioni sta utilizzando. Inoltre, ovviamente, tutti i buchi di sicurezza vengono prontamente fixati, inclusi quelli che possono essere usati per il rooting.

Il problema sta nel fatto che dovrebbero essere i produttori e gli operatori a fornire un metodo semplice per sbloccare legittimamente i loro dispositivi, senza costringere gli utenti a scegliere tra apertura e sicurezza. E’ possibile progettare tecniche di unlocking che proteggano l’integrità della rete mobile e i diritti dei produttori e degli sviluppatori, dando nel contempo agli utenti la libertà di scelta. Gli utenti non dovrebbero chiedere niente di meno.

Questo dicono da Android Developers, e noi non potremmo essere più d’accordo!

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