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Test e benchmark del Motorola Defy

Lorenzo -

Il Motorola Defy è uno smartphone che ha la caratteristica unica di resistere all’acqua e a tutta una serie di agenti esterni, come indica la sua certificazione IP67. Si posiziona nella fascia media di mercato con concorrenti come l’Acer Liquid E, l’HTC Wildfire e l’LG GW620, e primeggia per la sua qualità costruttiva.

Nella confezione si trovano in dotazione una microSD, il caricabatteria, un cavo microUSB-USB, una custodia. Tecnicamente il Defy ci offre un processore OMAP3610 a 800 MHz (ARM Cortex-A8), memoria interna da 512 MB, RAM da 512 MB, GPS, WiFi, Bluetooth 2.1 con EDR, uno slot per microSD, fotocamera da 5 megapixel con flash, schermo WQVGA capacitivo da 3,7″  multi-touch, accelerometro e bussola elettronica. Pesa 118g e le sue dimensioni sono 59x107x13,4 mm.

Il guscio è di plastica di ottima qualità, il bordo attorno allo schermo è ridotto al minimo e tutto l’insieme risulta solido e ben assemblato. Il design non è eccezionale ma è  ergonomico e funzionale, lo spessore di 1,3 cm è ideale per la presa in mano. La batteria da 1540 MAh offre una durata stimata al 120% rispetto a quella del Nexus One. Nota di biasimo per la risoluzione dello schermo: Motorola utilizza 854 pixel al posto dei consueti 800 che troviamo sulla maggior parte dei cellulari Android, di conseguenza alcune applicazioni appaiono deformate.

La resistenza all’acqua è il cavallo di battaglia del Motorola Defy, però il touch-screen non funziona sott’acqua. Lo smartphone ha un’ottima resistenza anche alla polvere e si potrebbe tranquillamente appoggiare sulla sabbia, è indicato per l’utilizzo in ambienti particolarmente ostili e umidi. Non fatevi prendere la mano dalla certificazione IP67 perché non include nessuna specifica per gli shock.

Per quanto riguarda la velocità del Defy, i bench test hanno dato i seguenti risultati:

  • NeoCore 41,1 FPS
  • BenchmarkPI 3504
  • An3DBench 4827
  • Quandrant 1089 (subito dietro al Droid X)

Il multi-touch funziona bene anche se non gestisce più di due punti. La parte multimediale è soddisfacente come di consueto in casa Motorola, il suono è pulito, ha una potenza adeguata e offre uno spettro di frequenze apprezzabile. Si sente la mancanza di un equalizzatore per un tuning ottimale.

La fotocamera è di ottima qualità e il flash diffonde bene la luce, però il software di base non sfrutta tutte le potenzialità dell’insieme. Il market offre qualche applicazione che può sopperire a questa mancanza.

In dotazione, come ci ha abituati Motorola fino ad oggi,  troviamo qualche applicazione interessante. QuickOffice ad esempio, che svolge tra le altre la funzione di file manager, lettore pdf, e lettore file zip, tutti tool che mancano di base su Android. C’è anche un’applicazione che supporta il DLNA, il protocollo per condividere le cartelle con altri apparecchi di casa. Non manca un Hotspot WiFi per condividere la connessione Internet con altri dispositivi, funzionalità che troviamo su Android 2.2 (ma questo è un cellulare 2.1). Troviamo anche una utility per la sincronizzazione con il PC, forse non fondamentale per Android ma degna di nota.

Tirando le somme  il Motorola Defy ha una qualità costruttiva eccellente, e nonostante qualche piccolo difetto è leader nella sua fascia di prezzo, anche se potrebbe perdere una grossa fetta di clienti “smanettoni”, perché Motorola blocca il bootloader. Rimane comunque un’ottima alternativa per chi non può permettersi un Desire, un Galaxy S o un Milestone 2. Di seguito un videotest (in francese) e la galleria di immagini.

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Fonte

Motorola Defyvideo