Anche Steve Jobs usa Android

Steve Jobs attacca l’open source

Nicola Ligas -

Durante la presentazione dei risultati del quarto trimestre fiscale, il CEO di Apple, Steve Jobs, ha fatto alcune dichiarazioni che faranno sicuramente discutere, accusando Google di mentire in merito ai vantaggi offerti dalla natura open source di Android.

La frammentazione di Android sarebbe dunque un problema, dato il gran numero di interfacce ad-hoc e la varietà di modelli su cui gira il sistema operativo, che getterebbero l’utente finale nella confusione.

A sostegno della sua tesi, Jobs ha portato l’esempio di TweetDeck, client twitter per Android: gli sviluppatori si sarebbero trovati in difficoltà nel supportare oltre 100 differenti combinazioni di Android e le relative interfacce per ben 244 dispositivi diversi. Come risultato di questa frammentazione, molti programmi funzionerebbero soltanto con certe versioni di Android e su specifici dispositivi. L’iphone dal canto suo non ha minimamente questo inconveniente, dato che gli sviluppatori devono scegliere solo tra iOS3 e iOS4, permettendo loro di concentrarsi di più sullo sviluppo di software sempre migliore.

“I sistemi aperti non sempre vincono”, ha sintetizzato Jobs, riferendosi anche al tentativo da parte di Microsoft di realizzare un sistema operativo aperto per i propri lettori multimediali (poi abbandonato a favore di Zune).

La risposta di Andy Rubin, il creatore di Android, non si è fatta attendere ed è arrivata tramite twitter (anche se non si è sicuri al 100% che l’account sia effettivamente il suo). Rubin avrebbe tweetato il seguente codice:

mkdir android
cd android
repo init -u git://android.git.kernel.org/platform/manifest.git
repo sync
make

In parole povere, il codice sorgente di Android è liberamente scaricabile e compilabile: questa è apertura! (git è la sorgente del repository di Android, accessibile da tutti gli sviluppatori). La frammentazione sarebbe stata introdotta, secondo Jobs, dai vari rivenditori, che hanno aggiunto il proprio codice alla piattaforma.

E voi che ne pensate? Meglio il centralismo o il pluralismo? E che dire di tutte le feature recenti di iOS4 che non sono state rese retrocompatibili? La varietà di scelta è davvero un peso per l’utente finale? Siamo sicuri che non rappresenti piuttosto una ricchezza?!?

Fonti: melablog1, melablog2

Andy RubinAppleiOSSteve Jobs