Android chiude un ventennio di innovazioni hardware/software, e nel futuro?

marko68 -

Lo spunto per questo articolo mi é venuto rileggendo un vecchio pezzo di PCWORLD del dicembre 2008, nel quale si parla di quanto diffusamente si potrà evolvere la tecnologia multitouch appena lanciata da Apple.

In circa 2 anni praticamente tutti i dispositivi di nuova concezione (dai pc ai tablet agli smartphone) sono arrivati a montare uno schermo multitouch.

Ci siamo mai fermati a riflettere riguardo la velocità con cui evolve la tecnologia, nell’elettronica di consumo? Sicuramente qualcuno di voi appena un mese dopo aver acquistato tutto contento il suo nuovo modello di cellulare o di Pc si sarà mangiato le mani nel vedere uscire un nuovo terminale in grado di surclassare il precedente…..

Ma anche i sistemi operativi si sono evoluti in modo altrettanto rapido: sembra ieri quando nel 1984 la Apple lanciò il suo prima sistema operativo con interfaccia grafica, GUI in inglese.

Steve Jobs era uno dei pochi che credeva nell’idea del Personal Computer (a quell’epoca era difficile immaginare l’utilità di un computer personale). Ispirandosi all’interfaccia grafica sviluppata da Xerox qualche anno prima, Apple lancia sul Macintosh, MAC OS. Poco dopo in ambiente Unix nasce X WINDOWS SYSTEM e l’anno successivo Microsoft commercializza Windows. Ma é nel 1990 con Windows 3.10 e 3.11 che supportano multitasking e memoria virtuale, che si impone sul mercato.

Ed’ è proprio il 1990 che prendiamo come data di inizio di un ventennio che ci porta ad oggi vedendo un fiorire di sistemi operativi diversi e concorrenti soprattutto nel mondo dei cellulari e PDA.

Parallelamente all’escalation dei sistemi portatili di comunicazione, e alle loro potenzialità, cresce la necessità di sviluppare software che possano sfruttare al meglio l’hardware dei dispositivi più piccoli.

Sorgono quindi i primi veri e propri sistemi operativi per dispositivi portatili, come Symbian OS, Windows Mobile o Palm OS. La tecnologia delle reti mobili si evolve nel giro di un decennio  fino all’UMTS ed i servizi possibili si moltiplicano. Da qui la necessità di gestirli al meglio con un unico terminale in grado di fare tutto, ma anche che questo tutto sia coordinato da una interfaccia utente semplice, comoda e graficamente piacevole. E così mentre le GUI dei PC rimangono più o meno simili, assistiamo invece ad un proliferare di diverse piattaforme portatili.

Il primo smartphone apparso sul mercato si chiamava Simon, è stato progettato da IBM nel 1992 e  messo sul mercato a partire dal 1993 e venduto da BellSouth. Oltre ad essere un telefono cellulare, conteneva anche un calendario, rubrica, orologio mondiale, calcolatrice, blocco note, e-mail, invio e ricezione fax, e giochi. Simon già all’epoca godeva di un grande vantaggio tecnologico essendo dotato di monitor touch screen con la possibilità di digitare i numeri con le dita o con una stilo inclusa nella confezione. Con gli standard odierni, la qualità di Simon risulterebbe piuttosto bassa, ma per l’epoca era veramente un gioiello della tecnologia.  La linea Communicator di Nokia è la prima della classe smartphone di Nokia iniziata nel 1996 con il modello Nokia 9000. Questo smartphone è il risultato di uno sforzo di collaborazione di uno dei primi modelli PDA di Hewlett Packard in combinazione con uno dei migliori telefoni Nokia di quel tempo.  Anche se il Nokia 9210 è stato probabilmente il primo vero smartphone con un sistema operativo, Nokia stessa ha continuato a riferirsi ad esso come Communicator.

Nel mese di ottobre, 2001 Handspring ha annunciato il Palm OS smartphone Treo, con appunto il sistema operativo PALM OS, che utilizzava una tastiera completa, combinava la navigazione web senza fili, e-mail, calendario e rubrica, e poteva utilizzare applicazioni di terze parti che potevano essere scaricate e sincronizzate con un computer.

Nel 2002, la RIM ha immesso sul mercato il primo modello di BlackBerry il primo smartphone ottimizzato per l’utilizzo wireless che ha raggiunto una base totale di 8 milioni di clienti nel giugno 2007, di cui tre quarti nel solo Nord America.  Ed é proprio negli USA che ad oggi, nonostante l’uscita di altri modelli, il BlackBerry viene considerato il dispositivo smartphone per eccellenza.

Ma é nel 2007 che si compie un nuovo passo nella storia dei sistemi operativi per cellulari: Steve Jobs ha una nuova grande idea, quella di rielaborare e portare il suo Apple OS su di un cellulare, nasce così iPhone OS. Nel 2009 Nokia torna alla carica proponendo il suo nuovo Maemo, sistema operativo multicomponente, che però non sembra aver avuto grossa presa sul pubblico.

Ma i giganti dell’informatica non stanno certo a guardare: nel 2007, Google, colosso dei servizi internet decide di scendere in campo e raggiunge un accordo con differenti compagnie  ( tra cui ASUS, HTC, Intel, Motorola, Qualcomm, T-Mobile, e NVIDIA ), il cui obiettivo è sviluppare “standard aperti” per dispositivi mobili. Nasce così ANDROID OS il sistema operativo che sta attualmente facendo proseliti tra utenti e case costruttrici. La forza di Android é quella di essere una piattaforma open source, sviluppata su base Linux ed essere quindi molto stabile, leggera ed allo stesso tempo performante. L’ultima versione rilasciata è la 2.1.

Android sta facendo tremare il colosso della mela morsicata, e sta sviluppandosi ad un ritmo velocissimo.

In solo 12 mesi è passata dal 2% al 24%, mangiando quote di mercato sia a Nokia e il suo Symbian che ad Apple.

Android sembra al momento essere il futuro per smartphones e tabletPC, ed insieme al suo rivale iPhone OS, sembrano in grado di dominare il mercato per molto tempo. Sia perchè al momento non sembrano esserci in previsione sistemi operativi in grado di impensierirli, sia perché, soprattutto Android, grazie alla sua piattaforma flessibile, open source e facilmente aggiornabile, é in grado di accompagnare l’evoluzione dell’hardware per un bel po’ di tempo.

E come saranno gli smartphone del futuro? Dopo aver visto ormai di tutto, dai cellulari da polso fino a quelli da far invidia alle migliori macchine fotografiche digitali, sembra che l’industria punti a rendere questo apparecchio il fulcro della nostra vita quotidiana. Sono infatti in via di sviluppo da parte di molte case, Nokia compresa, terminali in grado di accendere e spegnere dispositivi elettronici, controllare gli antifurti e magari la temperatura dell’appartamento. Inoltre i cellulari del futuro saranno in grado di ricaricarsi automaticamente, grazie a batterie capaci di ricaricarsi da sole con dei semplici movimenti. I laboratori della Intel stanno attivamente lavorando su una tecnologia in grado di sfruttare l’energia cinetica per ricaricare i terminali mobili.

Ma una novità ancora più grande sarebbe in agguato: una ricerca della Texan A&M avrebbe sviluppato una membrana capace di generare energia se piegata.  Se questa tecnologia venisse applicata ai cellulari, si potrebbe produrre energia grazie alle vibrazioni prodotte dalla voce mentre si parla. In questo modo basterebbe una telefonata per ridar carica alla batteria del nostro dispositivo mobile.

Nuove tecnologie di trasferimento file verranno altresì implementate, quale quella del Bluethoot 2.2 che potrebbe raggiungere anche la velocità di 300Mbps.

Inoltre grazie ai nuovi materiali in via di sviluppo, sia per gli schermi che per le scocche, potremo avere display arrotolabili all’interno del dispositivo e srotolabili fino a raggiungere dimensioni di uno schermo da PC, oppure telefoni flessibili e ripiegabili.

Oggi tutto questo ci sembra fantascienza, ma quanto ci sembrava fantastico solo 15 anni fa parlare al telefono mentre facevamo jogging? E vista la velocità dello sviluppo tecnologico sempre più frenetico, oggi, 15 anni potrebbero diventare 15 mesi……….

Per concludere vi rimando ad una galleria di concept di cellulari del futuro: QUI

Apple